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I lager di Franco

Recuperate nei sotterranei della Corte dei Conti spagnola 145 casse di documenti sui 132 campi di concentramento fatti costruire dal dittatore Francisco Franco per rinchiudere i repubblicani sopravvissuti alla guerra civile (1936-1939) e gli oppositori del regime.

Presos_republicanos_construccion_Canal_GuadalquivirEl País ha potuto esaminare i documenti che raccontano la vita delle 541 unità di “schiavi” del regime, i detenuti politici costretti ai lavori forzati che costruirono dighe, ferrovie, o monumenti grandiosi voluti da Franco come il canale del Guadalquivir o il mausoleo della Valle dei Caduti – dove ora è sepolto il dittatore – scavato nella roccia della sierra di Madrid e sovrastato da una gigantesca croce di pietra.

Le casse di documenti del regime si trovavano nei sotterranei della Corte dei Conti di Madrid – che li ha consegnati adesso al ministero della Cultura, dove risiede l’Archivio della Guerra civile – perché i campi di concentramento, attivi dal 1936 al 1947, dovevano mandare ogni mese un dettagliato rendiconto spese a Madrid. I documenti, che da oggi saranno a disposizione del pubblico, sono rimasti per anni nascosti negli archivi della Corte, senza che nessuno ne avesse notizia.

L’ultimo campo di concentramento franchista, a Miranda de l’Ebro, venne chiuso nel 1947. Secondo lo storico Javier Rodrigo vennero rinchiusi fra 367mila e 500 mila prigionieri, molti dei quali perirono per la fame e lo sforzo fisico. Quello della spietata repressione nel dopoguerra è un capitolo ancora non sufficientemente scritto. la documentazione sui campi di concentramento potrà fornire agli storici materiale utile a colmare le lacune.

[foto: Prigionieri repubblicani, durante la costruzione del Canale del Guadalquivir. ARCHIVO RHHSA (CGT. A)]

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mar  10
12
alle 11:13
da Igliff

guerra civile, madrid

La Memoria Storica rivive nelle tavole di Carlos Giménez, in mostra i fumetti che raccontano l’epoca franchista

imagesCarlos Giménez è tra i più apprezzati disegnatori di comics in Spagna. La sua carriera inizia quando è ancora molto giovane, oggi è costellata di numerosi riconoscimenti e premi, anche sulla scena internazionale. Da ieri fino al 22 gennaio la Escuela Julián Besteiro di Madrid espone 41 tavole del maestro dedicate all’esplorazione della storia recente spagnola. L’excursus tocca le fasi salienti dal ‘33, gli albori della Guerra Civile, fino al 1977, l’Amnistia postfranchista. Un periodo lungo e intenso che racchiude anche episodi biografici. Giménez ribadisce la necessità di raccontare questo periodo storico, chi ha vissuto quest’epoca ha il dovere morale di far rivivere nella memoria collettiva la deriva che ha conosciuto la Spagna al tempo della dittatura. La mostra è strutturata in tre momenti specifici che ricalcano la sua opera. Attraverso i piccoli dettagli della vita quotidiana, “ ‘36-’39 Malos Tiempos” descrive la durezza della guerra. Altre tavole sono tratte da “Paracuellos” l’opera autobiografica che racconta della miseria del dopoguerra. Il lavoro “España Una, Grande y Libre” tratta con ironia Continua a leggere… »

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dic  09
17
alle 04:40
da Laura