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Anche le donne spagnole avranno una moderna legge sull’aborto

Il 25 settembre il governo spagnolo ha approvato la bozza del nuovo testo della legge di regolamentazione dell’aborto. Se tutto va bene, anche le donne spagnole vedranno finalmente una legislazione che tutela il diritto all’interruzione di gravidanza.
Finisce l’era in cui la Spagna, pur con una fra le leggi più restrittive, era considerata il paradiso degli aborti in Europa. Pagando, s’intende…


g_fichero_14204_20080125Una legge che è arrivata sulla scorta delle polemiche di segno opposto. Da un lato il governo veniva duramente criticato da associazioni di medici e femministe perché in sei anni gli esecutivi Zapatero non avevano rispettato l’impegno elettorale di modificare la legge – malgrado le promesse e il rilancio all’ultimo congresso del Psoe. Anche la grande stampa, come El País, e le associazioni laiche hanno criticato l’eccessiva prudenza del governo verso la Conferenza episcopale e perfino il Congresso dei deputati lo aveva sollecitato a aggiornare la legislazione in materia. Dall’altro la chiesa e associazioni cattoliche e ultraconservatrici hanno condotto una dura battaglia preventiva con manifestazioni di piazza, che proseguirà nelle prossime settimane, contro qualsiasi ipotesi di modifica della legge attuale.

Una legge decisamente arcaica e restrittiva che autorizza il ricorso all’interruzione di gravidanza solo per gravi rischi per la salute della madre e del nascituro e che per ciò stesso si presta a arbitri e forzature. Continua a leggere… »

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set  09
28
alle 07:16
da Igliff

salute

La febbre suina entra in Europa dalla Spagna

Due casi certi e 20 sotto osservazione, dopo che altri dieci casi sospetti sono risultati negativi. Mentre resuscitano i fantasmi della Spagnola, con i suoi milioni di morti, il governo afferma che la situazione è sotto controllo e l’opposizione mette a disposizione la sua “esperienza”.


mascarillas2Non poteva essere altra che la Spagna la porta di accesso in Europa della A/H1N1, visto che questa è il paese europeo che ha le maggiori relazioni con il Messico. Negli aeroporti e negli ospedali la macchina di sicurezza sanitaria è in moto. Col paradosso che, se quando meno si sa più si è in pericolo, quando l’informazione funziona aumentano i rischi di reazioni irrazionali.


Secondo le autorità la situazione è sotto controllo. Due i casi certi, entrambi giovani di ritorno da vacanze in Messico. Per un altro, un ragazzo basco, non ci sono conferme ma secondo le autorità sanitarie basche, quasi certamente si tratta della febbre suina. In questo caso il giovane ha agito in maniera esemplare. Avvertiti i sintomi ancora nell’aeroporto messicano, pur senza alcuna certezza di aver contratto realmente la febbre suina, ha chiamato i famigliari che hanno contattato le autorità sanitarie, e poi ha avvisato l’equipaggio. Giunto a Madrid, dove lo attendevano i sanitari, è uscito dall’aereo coprendosi la bocca, per ridurre il rischio di contagio. Anche il resto dei passeggeri è ora sotto osservazione.


Nel frattempo, negli aeroporti sono scattati i dispositivi di sicurezza. Il traffico di passeggeri dal Messico è intenso, perché i tanti immigrati che si trovano in visita nel loro paese stanno facendo ritorno in Spagna, anticipando i voli, per paura che vengano chiuse le frontiere. Anche se per ora l’Ue non ha chiesto limitazioni in tal senso, limitandosi a sconsigliare di recarsi in Messico se non necessario. E, mentre nelle farmacie cominciano a esaurirsi le mascherine, il Pp ha offerto al governo la sua esperienza e alcuni consigli alla ministra di Sanità, Trinidad Jiménez. Tentando di mettere sotto pressione l’esecutivo, senza peró fare la figura di quelli che speculano sull’emergenza.
***Aggiornamenti nei commenti***


[foto: passeggeri all'aeroporto Barajas di Madrid, via Madridiario]

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apr  09
28
alle 04:16
da Igliff

Ultimo commento:

di Igliff il 01/1/70

AGGIORNAMENTO 2 Primo contagio al di fuori del Messico
La Spagna ha avvisato le autorità san...

salute

Lo sciopero degli aborti

Da oggi a sabato sale operatorie chiuse. La protesta non nasce dall’attivo movimento delle donne, impegnato in una decennale lotta contro la violenza machista, ma dall’associazione delle cliniche private.

L’Associazione delle cliniche accredite per l’interruzione di gravidanza (Acai) protesta contro i controlli continui alle quali vengono sottoposte – un mese fa a Madrid due cliniche sono state chiuse e 7 persone arrestate per aborti compiuti oltre i limiti di tempo.

Nell’aggressivo clima integralista fomentato da destra e chiesa cattolica si sono registrati anche casi di aggressioni a medici e danneggiamento di strutture dove si praticano le interruzioni. Ma la serrata chiede anche una revisione della legge che ha depenalizzato l’interruzione di gravidanza.

Varata nel 1985 la legge prevede il ricorso all’aborto solamente nei casi di stupro (entro 12 settimane), di gravi tare del bambino (fino a 22 settimane col parere di uno specialista), di pericolo per la salute fisica o psichica della madre (col parere di un medico senza limiti di tempo).

La diffusione dell’obiezione di coscienza nelle strutture pubbliche fa sì che il 98% delle interruzioni di gravidanza avvenga nel settore privato. E la restrittività della legge facilità la ricerca di forzature tese ad aggirare le strette maglie della norma.

L’Acai ne chiede da tempo una revisione che consenta alle donne di scegliere autonomamente se portare avanti o interrompere la gravidanza nelle prime 12 settimane di gestazione, lasciando poi all’intervento dello Stato solo i casi che superino questo limite temporale.

[immagine: un manifesto della campagna italiana per la depenalizzazione dell'aborto negfli anni '70, via VitaStordita]

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gen  08
8
alle 09:38
da Igliff