Archivi della categoria ‘economia’

economia, società

La crisi si porta via 10mila negozi in un anno

Le piccole imprese pagano caro il prezzo della crisi economica. Chi pensa di andare a cercarsi la vita in Spagna, e sono tanti, forse deve attendere un momento migliore.

tiendacerradaLa crisi si abbatte sul commercio spagnolo. Fra gennaio 2008 e gennaio 2009, oltre 10mila negozi hanno dovuto chiudere i battenti a causa della recessione economica, ci dicono i dati dell’Istituto nazionale statistiche (Ine).

Entrando nel dettaglio, il numero delle piccole imprese commerciali e’ sceso negli ultimi 12 mesi da 536.857 a 526.695, un calo
doppio rispetto all’anno precedente.

La Spagna e’ in recessione dalla meta’ del 2008 e stando alle previsioni del Fondo Monetario Internazionale sara’ l’ultima grande economia occidentale a uscirne, non prima del 2011.

Lo scrittore Arturo Pérez-Reverte ha dedicato al tema un intervento sul settimanale XL. Buona lettura.

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gen  10
27
alle 03:19
da Igliff

economia, governo zapatero, politica, società, welfare

Quattro milioni di disoccupati

Lieve rallentamento della perdita di posti di lavoro in un quadro generale economico difficile, confermato dalla bassa inflazione allo 0,9%. Servizi e edilizia i settori più colpiti.

paradosIl Ministero del Lavoro e immigrazione ha diffuso i dati del 2009 sulla disoccupazione in Spagna. Sono 3.923.603 gli iscritti al Servizio pubblico d’impiego: 794.640 persone in più rispetto al 2008, con un aumento del 25,4%. Mentre la previdenza sociale ha chiuso l’anno con 17.803.839 iscritti, 727.473 lavoratori in meno, pari a una riduzione del 3,93% rispetto al 2008, quando si persero 841.465 lavoratori, cioé il 4,34%.

La disoccupazione è aumentata più per gli uomini (436.069 posti perduti, pari al +27,7%), che per le donne (358.571 disoccupate in più, pari al +23,1%).

Tutti i settori economici sono stati colpiti ma la classifica della perdita di posti di lavoro in numeri assoluti è guidata dai servizi (+450.789) e dall’edilizia (+124.288). Per quanto riguarda i contratti, nel 2009 ne sono stati registrati 14.021.837, il 15,5% in meno rispetto al 2008. In Spagna la disoccupazione è già tra le più alte d’Europa.

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gen  10
5
alle 11:44
da Igliff

economia, società, welfare

In Europa un disoccupato su quattro è spagnolo

In Europa ci sono poco più di 22 milioni di disoccupati, secondo i dati diffusi dalla Commissione europea, erano 16 nella primavera 2008. Dei 6 milioni di nuovi disoccupati ben il 32% sono spagnoli

parados-jrmoraLa disoccupazione ha colpito in maniera diseguale le economie del continente. Spagna e Irlanda hanno raddoppiato il tasso, che si è addirittura triplicato nei paesi baltici, mentre non ha subito variazioni di rilievio in Austria e Paesi bassi.

In Spagna vive adesso uno ogni quattro disoccupati dell’Ue. Il tasso è giunto in agosto al 18,9% della popolazione attiva , ovverosia 4,3 milioni di persone, il più alto dell’Ue e il doppio della media comunitaria. Poi ci sono la Lettonia (18,3%), Estonia, Irlanda, Lituania e Slovacchia (con tassi tra l’11 e il 14%).

La Commissione prevede che il tasso continui a salire fino a toccare il 20,5% della popolazione attiva nel 2011.

[immagine: J. R. Mora, da jrmora.com]

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nov  09
24
alle 12:18
da Igliff

ambiente, barcelona, economia, governo zapatero, società, tecnologia, zapatero

Colombo conquistato! Contro i gas serra degli Usa

Gli attivisti di Greenpeace scalano e conquistano la colonna di Cristoforo Colombo a Barcellona. Mentre il grande navigatore indica l’orizzonte e pare dire “Buscar oriente para occidente!”, gli ecologisti protestano contro il mancato impegno degli Usa per la riduzione di CO2, esponendo striscioni. Ce n’è anche per Zapatero.

colondnIn questi giorni nella città catalana si tiene la conferenza preparatoria per il vertice sul clima che si terrà a Copenaghen e i militanti hanno protestato per il fatto che gli Usa non abbiano preso nessun impegno concreto circa i livelli di riduzione nella emissione di gas serra. Il timore è che il prossimo vertice possa risolversi in un fallimento, alla faccia dell’ambizioso obiettivo di sostituire il Protocollo di Kyoto con un accordi vincolante basato su impegni certi di riduzione di emissioni tradotti in cifre concrete.

“Colombo indica l’America perché lì sta il maggior responsabile della catastrofe climatica che ci si avvicina”, ha detto Juan López de Uralde, direttore di Greenpeace España. Sotto tiro anche il presidente del governo spagnolo, José Luis Rodríguez Zapatero, per non essersi impegnato maggiormente nella riunione di Barcellona.

Greenpeace ha anche dato i voti ai governi mondiali in relazione alla politica climatica: il peggiore è andato all’esecutivo Obama, subito dopo a quello Zapatero. L’esecutivo spagnolo prende il votaccio per il “ruolo defilato tenuto da Zapatero durante questi negoziati decisivi”. Il presidente spagnolo, in effetti, non solo non ha fatto nessuna pressione sull’alleato americano – e come avrebbe potuto, dopo aver aspettato anni di rientrare nelle grazie di un presidente Usa? – ma nenanche ha fatto da anfitrione durante i lavori del vertice.

[foto Efe via Publico]

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nov  09
6
alle 05:54
da Igliff

Ultimo commento:

di igliff il 01/1/70

Grazie Alice. Anche il tuo di blog non è male per niente... Buon lavoro e a presto!

economia, italia/spagna

Informazioni fiscali condivise tra Spagna e Italia

Più difficili le “furbizie fiscali” tra Spagna e Italia. Firmato un accordo tra le agenzie tributarie dei due paesi per lo scambio di informazioni patrimoniali sui cittadini spagnoli residenti in Italia e sugli italiani in Spagna. Uno strumento importante anche per la repressione delle attività della criminalità organizzata.

aeatTutte le informazioni sui redditi dei cittadini italiani in Spagna e dei cittadini spagnoli in Italia verranno scambiati tra i due paesi. Lo scambio avverrà in forma automatica, senza bisogno di presentare richieste di rogatorie o di avviare particolari procedimenti: mano a mano che verranno creati, i dati saranno inseriti immediatamente nel sistema tributario dell’altro paese.

Redditi immobiliari, dividendi, stipendi, capitalizzazioni, interessi, gettoni di presenza, compensi per gli amministratori, redditi da pensione, ricavi per prestazioni professionali, consulenze, mediazioni, guadagni borsistici, nulla sarà escluso dal’obbligo di comunicazione immediata e automatica.

Finora per accedere ai dati si doveva aprire un’inchiesta giudiziaria e richiedere una rogatoria internazionale. Adesso basterà accedere all’anagrafe tributaria italiana.
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ott  09
23
alle 04:40
da Igliff

economia, società

“Generazione… né, né”: il fenomeno dei giovani spagnoli senza titoli e senza lavoro

barLi chiamano i “ni-ni”, che sta per “né studio, né lavoro”, sono giovani spagnoli tra i 18 e i 34 anni, sono senza aspettative né progetti per il futuro. Li descrive così una ricerca demoscopica condotta da Metroscopia. I sociologi spagnoli descrivono una generazione apatica senza aspettative in campo lavorativo o culturale, un’intera generazione che rifiuta contemporaneamente studio e lavoro. L’analisi condotta in terra iberica mette in evidenza mali che sono comuni a gran parte delle società dell’opulenza. La crisi sembra avere aggravato il disagio delle generazioni entro la trentina il cui tenore di vita si è abbassato in confronto a quello della loro famiglia. L’analisi presentata da Continua a leggere… »

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ott  09
15
alle 11:36
da Laura

economia, italia/spagna, media, società

Rizzoli vuole vendersi El Mundo

El Mundo, tra i piú venduti quotidiani spagnoli, è proprietà dell’italiana Rizzoli. Che, ora che ai guadagni son subentrati i conti in rosso, vuole disfarsene. Il direttore del giornale vorrebbe Murdoch come nuovo proprietario.

pedrojetaaznarLa notizia è stata anticipata dal giornale on-line El Confidencial, notoriamente ben informato. Alla base della decisione di Milano c’è l’acquisto del Grupo Recoletos, fortemente voluto da Ramírez. Una strategia di espansione che ha ribaltato i risultati economici, sostituendo i ricavi con un rosso di 1.100 milioni di euro, al quale la Rizzoli non ha nessuna intenzione di far fronte. Se si aggiunge a questo la crisi della raccolta pubblicitaria in atto (questa la situazione quattro mesi fa), si capisce perché in RCS la voglia di disfarsi delle quote di proprietà di Unidad Editorial, l’editoriale che pubblica il quotidiano, sia tale da pensare a una vendita al prezzo simbolico di un euro, a patto che l’acquirente si sobbarchi i debiti.

Il giornale madrileno, diretto e fondato da Pedro J. Ramírez – detto Pedrojota – nel 1989, è uno dei protagonisti dell’editoria della Spagna democratica. Secondo quotidiano generalista del paese, dopo El País, il suo sito web è tra i piú visitati del mondo in lingua spagnola. Aggressivo, spregiudicato, populista e ben fatto, malgrado molti infortuni, è un giornale schierato e attivo nella battaglia politica. El Mundo è stato la bestia nera dei governi di Felipe González, scrivendo di vari scandali – dal direttore del Banco de España, Mariano Rubio, che fu accusato di diffondere informazioni privilegiate ed evasione fiscale, sino alle connessioni fra i terroristi dei Grupos Antiterroristas de Liberación (GAL) e l’amministrazione socialista – che portarono alla sconfitta del Psoe nelle elezioni del 1996. Non è mai stato tenero coi socialisti ma adesso se la prende anche con la segreteria moderata di Mariano Rajoy nel PP, nel tentativo di diventare il giornale di riferimento della destra spagnola, in agguerrita concorrenza con La Rázon e Abc.

Ramírez vorrebbe che comprare fosse Murdoch, del resto tra i pochi con capitali sufficienti. Sperando che il nuovo capo gli lasci il controllo della sua creatura.

[foto: Aznar e Pedrojota, via Los genoveses]

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lug  09
20
alle 08:15
da Igliff

barcelona, economia, giustizia, società

Il giudice dà la scossa alle elettriche

Se un’interruzione di corrente avviene quando una corretta manutenzione delle strutture avrebbe potuto evitarla, le aziende paghino i danni. Una bella botta per le aziende elettriche, una felice notizia per i vessati consumatori spagnoli.

Ve lo ricordate l’apagón di Barcellona del luglio 2007? L’interruzione di elettricità creò seri problemi alla città. Adesso, un giudice dà ragione a un gruppo di consumatori, rappresentati dalla Organización de Consumidores y Usuarios (OCU) che avevano chiesto i danni alle compagnie elettriche.

220_0_sapagon240707Il giudice del Tribunale di prima istanza numero 22 di Barcellona, ha condannato Endesa, la società che vende l’elettricità ai cittadini e alle imprese, e Red Eléctrica de España (REE), quella che controlla la rete, a indennizzare tutti gli utenti, in misura variabile a seconda delle ore di durata dell’interruzione di corrente: si va dai 122 euro per chi è stato al buio almeno 11 ore, fino ai 300 per chi ha superato le 36 ore.

Secondo il giudice le strutture di rete e i livelli di manutenzione non erano tali da permettere di prevenire l’incidente, né di intervenire in maniera rapida per il ripristino dell’erogazione.
La cosa più bella – per i consumatori, non per le compagnie – è che il giudice ha specificato che tutti gli utenti della rete elettrica potranno chiedere l’indennizzo sulla base della sola stipula del contratto, senza andare in tribunale, basandosi dulla mappatura della durata del blackout centralina per centralina, che è un documento pubblico ufficiale. Chi volesse rivendicare un danno ulteriore a persone o cose in conseguenza dell’incidente dovrà, invece, andare di volta in volta in giudizio.

La sentenza è praticamente identica alla formula di conciliazione che Endesa aveva offerto alla OCU, la quale l’ha rifiutata in favore dello svolgimento di un pubblico processo. E accoglie pienamente la domanda dei consumatori, che chiedevano di elevare a 300 euro il rimborso anche per le interruzioni di meno di 36 ore.
Finora Endesa aveva indennizzato oltre 90mila persone in sede extragiudiziale.

La REE ha già annunciato che ricorrerà in appello, mentre Endesa aspetta le valutazioni della sentenza da parte dei suoi uffici legali.

[foto: l'incendio della centralina da cui cominciò tutto, via libertaddigital]

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lug  09
16
alle 06:05
da Igliff