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11 marzo, eta, italia/spagna, media, politica, terrorismo, zapatero

Un capo dell’Eta alla macchia col figlio. In Friuli!

E’ lo scoop del giornale di destra Epoca, protagonisti i servizi segreti spagnoli e il governo Zapatero. Naturalmente, è una bufala.

epocaLa storia non è male. C’è un capo terrorista alla macchia che pure riesce a muoversi in Europa e trova rifugio in provincia di Pordenone. Come prova inoppugnabile una foto ritrae il terrorista davanti a una bella e misteriosa magione friulana. Lui, José Antono Urruticoechea, conosciuto col nome di battaglia di Josu Ternera, guidava il gruppo terrorista mentre era in corso la trattativa col governo spagnolo per la cessazione del conflitto e la consegna delle armi. Venne fatto fuori dai quelli che non credevano nella trattativa e che la fecero fallire con la bomba di Barajas, secondo gli analisti dei servizi spagnoli. Circostanza sempre negata dalla destra spagnola per la quale la trattativa era solo una scusa per prendere tempo. Ternera si muoverebbe liberamente perché il perfido Zapatero lo protegge per rimetterlo alla testa dell’Eta in una nuova trattativa – ma allora era vero che nell’Eta si scontravano due linee diverse? Il terrorista è malato di cuore ma proprio vicino al suo rifugio ha sede un centro cardiologico in uso alle forze Nato. Questo sì che è un bel complotto da disvelare per un giornale che cerca la verità.

Verità che i lettori, peró, devono cercare altrove. Infatti non è vero nulla. Vista la notizia si mobilita l’antiterrorismo italiano e smonta la bella storia. La magione risulta essere il castello di Maniago, disabitato e poco adatto, in quanto meta turistica, come covo di un ricercato per terrorismo. La foto, poi, è un fotomontaggio. E Ternera è ripreso da un’immagine di una manifestazione pubblica alla quale aveva partecipato anni fa, prima della condanna per terrorismo e della latitanza.

Insomma, un infortunio per il giornale. Ma i lettori delle testate di destra spagnole sono abituati alle delusioni, per esempio la supposta partecipazione dell’Eta nelle stragi dell’11 marzo 2004, alla vigilia delle elezioni politiche, continuamente rilanciata da testate e associazioni vicine al Pp che, allora al governo, ritardò al dopo voto la comunicazione della pista islamica sulla quale gli investigatori erano lanciati da giorni.

Epoca, che non ha un sito internet, è una rivista del Grupo Intereconomia, lo stesso che pubblica il quotidiano La Nación. Lì si trovano i sommari della rivista. Tutto un programma.

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giu  09
22
alle 08:17
da Igliff

11 marzo

Il giorno del giudizio

Sulle bombe che a Madrid uccisero 191 persone l’11 marzo del 2004 è arrivata la sentenza del tribunale. Tutti colpevoli gli accusati, tranne el egipcio, colui che era considerato il cervello dell’operazione e che era stato estradato dall’Italia. Sembrerà incredibile ma, in Spagna, la notizia è che la sentenza smonta le teorie della cospirazione.

Mentre tutto il mondo non ha avuto dubbi sulla matrice islamista dell’attentato, in Spagna ci si è accaniti con teorie cospiratorie che volevano le stragi prima di mano dell’Eta, poi come complotto teso a scacciare il Partido Popular dal potere. Una grande macchinazione costata 191 vite fatta per mettere a sedere Zapatero alla Moncloa!

Fa ridere? Eppure è quanto grandi testate – El Mundo, proprietà della Rizzoli, La Cope, la radio della Conferenza episcopale – esponenti politici e associazioni – Peones negros, Avt – hanno apertamente detto e tentato di dimostrare in questi anni.

Un frutto avvelenato delle menzogne raccontate immediatamente dopo le esplosioni dal governo Aznar che ha tentato di far credere agli spagnoli che le stragi fossero basche, in un disperato tentativo di sovvertire quello che ormai si avviava a essere il risultato delle elezioni che si sarebbero tenute di lì a tre giorni: la perdita del governo [la copertina de El País del giorno delle bombe è frutto delle rassicurazioni che Aznar in persona fece ai direttori dei giornali; solo il giorno dopo si citano fonti riservate che indicano che le indagini puntano a Al Qaeda, mentre il governo continua a accusare l'Eta]. Ma non avevano calcolato che oggi gli orizzonti sono più ampi, c’è internet e, mentre il governo continuava a mentire, ogni spagnolo poteva attingere alle principali testate internazionali direttamente da casa sua.

Da allora il fango della disinformazione, e la teoria della cospirazione, si è sparso ovunque, fregandosene di morti, sopravvissuti e senso della realtà. E non basterà questa sentenza a far tacere tutti.
E il Pp, nutritosi delle sue stesse bugie, non riesce ancora ad accettare il verdetto delle urne e a tornare a fare politica, lasciando il campo agli altri partiti.

Intanto però, questa sentenza ci dice di uno Stato che in quattro anni istruisce e conclude il giudizio per la più grande strage mai avvenuta in Europa, con serietà e autorevolezza, disvelando i meccanismi di approvigionamento degli esplosivi, svelando complicità e emettendo condanne certe a colpevoli presenti in aula.

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nov  07
2
alle 10:57
da Igliff