Archivi della categoria ‘società’

15M, casa, italia/spagna, madrid, politica, società

Guardate Madrid, c’è da imparare

Furono gli indignados spagnoli a indire, il 30 maggio scorso, la “Protesta per il cambiamento globale”. Il movimento non ha strutture centralizzate, tutto è demandato all’autorganizzazione, e ci sono molte differenze tra Spagna e Italia. Guardare ad esse è utile per tentare di capire cosa accadrà oggi, nelle piazze, e in futuro.

Sol15oLe campadas, figlie delle primavere arabe, sono state una pratica politica significativa e da noi non sono arrivate. In esse si occupa uno spazio pubblico, vivibile e aperto, e si riempie di momenti di studio dei meccanismi della politica, dell’economia e della comunicazione. Gli indignados hanno individuato criticità avvertite da tutto il paese imponendole all’agenda politica che ora, in piena campagna elettorale, deve farci i conti: la crisi della politica, quella immobiliare (con le famiglie spagnole prime in Europa per indebitamento verso le banche dovuto ai mutui), la necessità di conservare e rafforzare il welfare in momenti di crisi.

A Madrid sono state fatte precise richieste: una legge elettorale più proporzionale, accusando quella attuale di favorire i grandi partiti, sacrificando la rappresentanza per la governabilità; riforma del sistema dei mutui, consentendo la restituzione dell’immobile a saldo del debito; il mantenimento del welfare e dell’investimento nell’educazione pubblica. Soprattutto che la crisi la paghino quelle entità, banche e agenzie di rating, che l’hanno determinata.
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ott  11
16
alle 02:35
da Igliff

famiglia reale, madrid, società

Il Principe e l’indignato

15 ottobre
Il 15 ottobre gli indignados terranno la loro protesta globale. L’erede al trono Felipe, Principe delle Asturie, è già stato informato da Olmo Gálvez, indignado del día.

Il video è qui

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ott  11
13
alle 12:13
da Igliff

governo zapatero, madrid, politica, società, zapatero

12 ottobre, Festa Nazionale

Oggi è la Festa Nazionale spagnola. Il 12 ottobre è l’anniversario della “scoperta” dell’America da parte di Cristoforo Colombo ed è la data scelta per celebrare la nazione

Zap BaionetteUna giornata che ha avuto molti nomi (Día de la Fiesta Nacional; Día Nacional de España; Día de la Patria; Fiesta de la Hispanidad; Día del Descubrimiento; Día del Pilar, Patrona de Hispanoamérica; Día de Colón), tra i quali anche il terribile Día de la Raza, che dal 1987 si chiama più semplicemente Fiesta Nacional de España. La tradizionale parata è anche l’ultima per Zapatero come capo del governo.

Una galleria di foto messa on line da El País (tra le quali quella che illustra il post) la trovate qui

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ott  11
12
alle 04:47
da Igliff

barcelona, casa, catalunya, politica, società

Gli indignados si organizzano nel territorio. Cercando di isolare i violenti

La protesta spagnola degli Indignados non si ferma. Create commissioni di quartiere che indicono assemblee coi residenti, individuano delle criticità, promuovono azioni di protesta.
L’assemblearismo delle campadas, che voleva unanimità per ogni decisione, ha esaurito la fase della protesta, diventata sterile e testimoniale. La sfida adesso è quella di radicarsi nei territori, diventando un movimento politico non partitico.


parlamentUna strada difficile, nella quale il movimento si misura col rischio della violenza. Una delle strade scelte per radicare il movimento è la creazione di commissioni di quartiere che agiscano sul territorio: assemblee coi residenti, individuazione delle criticità, organizzazione di azioni.

Cosa accade in concreto? Per esempio quello che è successo ieri mattina nel quartiere di Tetuán, a Madrid, dove centinaia di persone hanno impedito l’esecuzione di uno sgombero. Gli Indignados hanno appoggiato l’iniziativa di un’associazione di «vittime dell’ipoteca» contro la requisizione di una casa.

Anuar, un immigrato libanese con moglie e figlia, non era più in grado di pagare le rate del mutuo, avendo chiuso la sua panetteria per la crisi e il blocco del credito bancario. La famiglia, integrata e benvoluta nel quartiere, doveva essere cacciata, il bene messo all’asta a copertura parziale del debito, che resta sulle spalle di Aruan. Dopo due ore di tensione lo sfratto è stato sospeso e la manifestazione si è trasferita davanti alla banca che ha concesso il mutuo.

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giu  11
16
alle 12:15
da Igliff

barcelona, catalunya, governo zapatero, madrid, partido popular, partido socialista, politica, rajoy, società, zapatero

Le proteste di piazza travolgono la campagna elettorale

Come un’onda di tsunami le proteste delle campadas hanno travolto la campagna elettorale spagnola. I proclami politici, i faccia a faccia tra i candidati, le iniziative elettorali, persino l’ipoteca nazionale che pesava sulle amministrative, convertite in un referendum contro Zapatero e la gestione della crisi fatta dal suo governo, vengono trascinati via dalle proteste

Europa 21.5.11RidNulla più interessa, il dibattito politico ha perso ogni senso, l’attenzione degli spagnoli è rivolta solo a questo evento, che ha travolto una Spagna che non lo aveva visto arrivare. La protesta prenderà tutta la scena anche in questi giorni. Sulle giunte elettorali regionali che hanno vietato le manifestazioni piovono durissime critiche mentre sulla giunta centrale, che ha proibito le manifestazioni durante il silenzio elettorale che scatterà venerdì, pende la delibera del Tribunale supremo su un ricorso contro il divieto presentato da Izquierda Unida (la cui decisione è arrivata solo dopo la chiusura del giornale).

La decisione di proibire gli assembramenti diventa un ordigno che, lanciato nel campo socialista, rischia di scoppiare nelle mani del titolare dell’interno e vicepresidente del governo, Alfredo Pérez Rubalcaba. Il ministro più amato dagli spagnoli – che sarà l’avversario della ministra della difesa, Carme Chacón, per la successione a Zapatero come candidato alle elezioni politiche del 2012 – si trova a dover applicare la decisione di un ente istituzionale evitando di creare tensioni nel processo elettorale. Col rischio, inoltre, di danneggiare definitivamente il Psoe e il governo.

I manifestanti non intendono andarsene. Che fare allora, sgombrarli con la forza? Rubalcaba, che ha cancellanto gli impegni in campagna elettorale a sostegno dei candidati del Psoe per seguire la crisi, per ora non è entrato nel concreto. Ha affermato che «quello che faremo sarà applicare la legge», ma ha aggiunto che «per risolvere un problema la polizia non ne creerà un altro».

A domanda diretta circa lo sgombero della Puerta del Sol ha fatto capire che non ci saranno azioni di forza: «Bisognerà aspettare, la legge sarà applicata come ieri e l’altro ieri», giorni in cui non ci sono stati interventi di polizia – dopo i fermi del 15 maggio, a opera del governo di Madrid, che ha ampie competenze di ordine pubblico, come tutte le autonomie spagnole.
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mag  11
21
alle 08:53
da Igliff

barcelona, governo zapatero, madrid, nuovi media, politica, società, zapatero

È primavera araba in Spagna

Migliaia nelle piazze contro la crisi. Anche Madrid ha la sua piazza Tahrir. La Puerta del Sol è occupata da migliaia di giovani che intendono restarci per tutta la settimana.

Europa 19.5.11RidÈ il movimento ¡Democracia Real Ya! (Democrazia Reale Adesso!), che domenica ha riempito a centinaia di migliaia le piazze spagnole, con arresti e sgomberi da parte della polizia, irrompendo nel pieno della campagna elettorale per le elezioni amministrative. Martedì a Madrid erano più di quattromila, per la polizia: hanno inondato la piazza e si sono accampati per la notte con l’intenzione di resistere sino al voto di domenica.

Il movimento critica il sistema politico spagnolo e il bipartitismo PP-Psoe, e chiede una democrazia più partecipativa. Ma è la crisi a essere al centro del mirino, come riassume lo slogan «Non siamo marionette nelle mani di politici e banchieri». Sono studenti, disoccupati, casalinghe, e mileuristas, i giovani precari costretti a vivere con stipendi di non più di mille euro al mese, più spesso intorno agli ottocento.

L’accostamento con le rivolte mediorientali, quella egiziana in particolare, non è casuale ed è promosso dagli stessi protagonisti, ma il malessere giovanile spagnolo si manifesta da anni. Cominciò nel dicembre 2006 con le manifestazioni per il diritto a una casa dignitosa, continuate nel 2007 e tornate a macchia di leopardo sino alle grandi manifestazioni dello scorso aprile.
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mag  11
19
alle 08:03
da Igliff

casa, educazione, madrid, politica, società

In piazza per il futuro

Oggi alle 19,00 a Madrid una manifestazione per il futuro negato alle giovani generazioni spagnole.

Juventud sin futuro«Ci negano il diritto a un lavoro dignitoso, a una casa dignitosa, a una pensione dignitosa, ci negano il diritto al futuro; per questo, perché ci han levato troppo, noialtri e noialtre diciamo basta. La gioventù senza futuro è anche la gioventù senza paura e per questo riprendiamo le piazze per recuperare il nostro futuro».

E’ questa la piattaforma semplice e comprensibile sulla quale Juventud sin futuro chiama gli spagnoli a scendere in piazza a Madrid e in tutta la Spagna. Con la consapevolezza che «la generazione più preparata della nostra storia vivrà peggio dei suoi genitori»

E’ da tre anni che questo movimento giovanile, allora sul tema della dignità degli alloggi, si muove su temi concreti, disperdendosi in mille rivoli e ricongiungendosi in occasioni di proteste di massa.

Evitando di infilarsi in sterili conflitti intergenerazionali – del resto la Spagna non è certo il paese coi maggiori problemi di avvicendamento generazionale, anzi – ma anzi coinvolgendo docenti, sindacalisti, intellettuali e artisti di ogni età nelle loro proteste e proposte.

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apr  11
7
alle 05:46
da Igliff

ambiente, barcelona, catalunya, società

Le lupe di Barcellona e la (breve) libertà

Al giardino zoologico di Barcellona mattinata di passione con due lupe in fuga. Libertà appena annusata che non ha superato le mura dello zoo ed è finita presto.

lobo bcnE’ accaduto stamane, attorno alle 10,50. Spaventate dalle manovre di alcuni operai, due esemplari femmina di lupo iberico si sono date alla macchia facendo scattare lo stato d’allarme: chiusura dell’installazione e allontanamento dei visitatori.

Mentre già si spargeva la voce in città e si immaginavano le fiere scorazzare tra il Parc de la Ciutadela e il quartiere del Born, le lupe, probabilmente più spaventate che libere e felici, venivano rintracciate all’interno del perimetro dello zoo.

Fine di una breve fuga, per fortuna giunta senza colpi di fucile ma con semplice cattura da parte degli addetti.

[immagine: esemplare di lupo iberico nello zoo di Barcellona, di Román Montull, via Flickr]

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mar  11
30
alle 03:00
da Igliff