Archivi della categoria ‘politica’

economia, governo zapatero, politica, società, welfare

Quattro milioni di disoccupati

Lieve rallentamento della perdita di posti di lavoro in un quadro generale economico difficile, confermato dalla bassa inflazione allo 0,9%. Servizi e edilizia i settori più colpiti.

paradosIl Ministero del Lavoro e immigrazione ha diffuso i dati del 2009 sulla disoccupazione in Spagna. Sono 3.923.603 gli iscritti al Servizio pubblico d’impiego: 794.640 persone in più rispetto al 2008, con un aumento del 25,4%. Mentre la previdenza sociale ha chiuso l’anno con 17.803.839 iscritti, 727.473 lavoratori in meno, pari a una riduzione del 3,93% rispetto al 2008, quando si persero 841.465 lavoratori, cioé il 4,34%.

La disoccupazione è aumentata più per gli uomini (436.069 posti perduti, pari al +27,7%), che per le donne (358.571 disoccupate in più, pari al +23,1%).

Tutti i settori economici sono stati colpiti ma la classifica della perdita di posti di lavoro in numeri assoluti è guidata dai servizi (+450.789) e dall’edilizia (+124.288). Per quanto riguarda i contratti, nel 2009 ne sono stati registrati 14.021.837, il 15,5% in meno rispetto al 2008. In Spagna la disoccupazione è già tra le più alte d’Europa.

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gen  10
5
alle 11:44
da Igliff

de la vega, governo zapatero, italia/spagna, partido popular, partido socialista, politica, zapatero

Un riscatto per l’Alakrana?

L’Alakrana è un peschereccio spagnolo sequestrato dai pirati somali con i 36 uomini d’equipaggio per ben 47 giorni. La soluzione della vicenda sembra essere passata per Roma. Molte domande, anziché restare, come spesso accade, senza risposta, questa volta non vengono proprio fatte

Spain Piracy Spanish TrawlerL’Alakrana è un peschereccio spagnolo – costruttori e armatori baschi, equipaggio galiziano e africano – sequestrato il 2 ottobre dai pirati somali con 36 uomini a bordo, 16 dei quali spagnoli. La vicenda ha tenuto per 47 giorni la Spagna col fiato sospeso, sino alla liberazione degli ostaggi, avvenuta il 17 novembre. Durante e dopo il sequestro non sono mancate polemiche politiche. Il Partido popular ha accusato il governo socialista di improvvisazione, di cedere al ricatto dei terroristi, di eccessive remore nel far intervenire l’esercito.

Come sempre accade in casi simili a questo – in Italia lo sappiamo bene – si è posta la questione del pagamento del riscatto, se sia giusto o meno pagarlo, se valgano di più le ragioni umanitarie o la ragion di Stato e tutte le altre questioni che sempre hanno dovuto affrontare i governi che hanno avuto giornalisti, marinai, tecnici e cooperatori internazionali rapiti da organizzazioni criminali, terroristiche o da guerriglie.

E’ stato pagato un riscatto? Se sì di quale entità e in che modo?
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nov  09
30
alle 08:10
da Igliff

de la vega, governo zapatero, politica, salute, società, welfare

Anche le donne spagnole avranno una moderna legge sull’aborto

Il 25 settembre il governo spagnolo ha approvato la bozza del nuovo testo della legge di regolamentazione dell’aborto. Se tutto va bene, anche le donne spagnole vedranno finalmente una legislazione che tutela il diritto all’interruzione di gravidanza.
Finisce l’era in cui la Spagna, pur con una fra le leggi più restrittive, era considerata il paradiso degli aborti in Europa. Pagando, s’intende…


g_fichero_14204_20080125Una legge che è arrivata sulla scorta delle polemiche di segno opposto. Da un lato il governo veniva duramente criticato da associazioni di medici e femministe perché in sei anni gli esecutivi Zapatero non avevano rispettato l’impegno elettorale di modificare la legge – malgrado le promesse e il rilancio all’ultimo congresso del Psoe. Anche la grande stampa, come El País, e le associazioni laiche hanno criticato l’eccessiva prudenza del governo verso la Conferenza episcopale e perfino il Congresso dei deputati lo aveva sollecitato a aggiornare la legislazione in materia. Dall’altro la chiesa e associazioni cattoliche e ultraconservatrici hanno condotto una dura battaglia preventiva con manifestazioni di piazza, che proseguirà nelle prossime settimane, contro qualsiasi ipotesi di modifica della legge attuale.

Una legge decisamente arcaica e restrittiva che autorizza il ricorso all’interruzione di gravidanza solo per gravi rischi per la salute della madre e del nascituro e che per ciò stesso si presta a arbitri e forzature. Continua a leggere… »

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set  09
28
alle 07:16
da Igliff

barcelona, politica, società

Prostitute e centro storico: per Barcellona si pensa ad un quartiere a luci rosse

barcellona_raval_terrazze_670_382_100_croppedUn reportage del quotidiano El Pais del primo settembre scorso ha mostrato le prostitute esercitare il proprio commercio per le strade del centro tra La Rambla e il mercato della Boqueria, i fiori all’occhiello del turismo di Barcellona. Le foto del servizio ritraevano le coppie nascondersi tra le macchine o nei vani delle saracinesche. Malgrado le polemiche, la reazione istituzionale ha tardato qualche giorno e una retata lo scorso venerdì notte nel quartiere del Raval ha portato pochi risultati. Delle 16 persone fermate, solo quattro erano le professioniste sotto accusa, due trans brasiliani e due donne nigeriane, gli altri, pare, immigrati senza permesso. Secondo la testimonianza di una guardia urbana da cinque anni in servizio nella zona, la scorsa settimana è stata la più tranquilla di cui si abbia memoria. L’accaduto è stato il pretesto naturale per riaccendere la questione della regolamentazione della prostituzione che di fatto in Spagna non è chiara, perché non ritenuta esplicitamente illegale. Da un lato il sindaco della città, Jordi Hereu di area socialista, Continua a leggere… »

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set  09
7
alle 03:36
da Laura

11 marzo, eta, italia/spagna, media, politica, terrorismo, zapatero

Un capo dell’Eta alla macchia col figlio. In Friuli!

E’ lo scoop del giornale di destra Epoca, protagonisti i servizi segreti spagnoli e il governo Zapatero. Naturalmente, è una bufala.

epocaLa storia non è male. C’è un capo terrorista alla macchia che pure riesce a muoversi in Europa e trova rifugio in provincia di Pordenone. Come prova inoppugnabile una foto ritrae il terrorista davanti a una bella e misteriosa magione friulana. Lui, José Antono Urruticoechea, conosciuto col nome di battaglia di Josu Ternera, guidava il gruppo terrorista mentre era in corso la trattativa col governo spagnolo per la cessazione del conflitto e la consegna delle armi. Venne fatto fuori dai quelli che non credevano nella trattativa e che la fecero fallire con la bomba di Barajas, secondo gli analisti dei servizi spagnoli. Circostanza sempre negata dalla destra spagnola per la quale la trattativa era solo una scusa per prendere tempo. Ternera si muoverebbe liberamente perché il perfido Zapatero lo protegge per rimetterlo alla testa dell’Eta in una nuova trattativa – ma allora era vero che nell’Eta si scontravano due linee diverse? Il terrorista è malato di cuore ma proprio vicino al suo rifugio ha sede un centro cardiologico in uso alle forze Nato. Questo sì che è un bel complotto da disvelare per un giornale che cerca la verità.

Verità che i lettori, peró, devono cercare altrove. Infatti non è vero nulla. Vista la notizia si mobilita l’antiterrorismo italiano e smonta la bella storia. La magione risulta essere il castello di Maniago, disabitato e poco adatto, in quanto meta turistica, come covo di un ricercato per terrorismo. La foto, poi, è un fotomontaggio. E Ternera è ripreso da un’immagine di una manifestazione pubblica alla quale aveva partecipato anni fa, prima della condanna per terrorismo e della latitanza.

Insomma, un infortunio per il giornale. Ma i lettori delle testate di destra spagnole sono abituati alle delusioni, per esempio la supposta partecipazione dell’Eta nelle stragi dell’11 marzo 2004, alla vigilia delle elezioni politiche, continuamente rilanciata da testate e associazioni vicine al Pp che, allora al governo, ritardò al dopo voto la comunicazione della pista islamica sulla quale gli investigatori erano lanciati da giorni.

Epoca, che non ha un sito internet, è una rivista del Grupo Intereconomia, lo stesso che pubblica il quotidiano La Nación. Lì si trovano i sommari della rivista. Tutto un programma.

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giu  09
22
alle 08:17
da Igliff

politica

Scandalo sessuale e politico alle Baleari

Non solo gli americani hanno politici che dilapidano denaro per comprare sesso. L’Eliot spitzer spagnolo è Rodrigo De Santos, popolare, ultracattolico, 50mila euri, pubblici, spesi nelle case di piacere dell’isola.

De Santos, 42 anni, è un ex consigliere del Pp di Palma di Maiorca, che è stato facente funzioni del sindaco. Padre di 5 figli, attivista ultracattolico che si rifiutò di sposare goppie gay e porta vergini in processione.

E che è stato beccato a usare la sua Visa d’argento di servizio spendendo 50mila euri in bordelli (ufficialmente case di massaggi e club) di Palma e di Madrid, specializzati anche in trans e prostituzione maschile.

Niente male per uno considerato vicino all’Opus dei e ai Legionari di Cristo, ma lui si professa solo vicino al movimento dei kikos (come vengono chiamati in Spagna i neocatecumenali, dal nome di Francisco José Gomez Argüello Wirtz, detto Kiko, iniziatore del cammino neocatecumenale iberico) coi quali ha partecipato all’incontro di Valencia con Benedetto XVI del 2006.

De Santos è stato un rampante politico popolare, pupillo dell’uomo forte del partito nelle Baleari, Jaume Matas, ex sindaco di Palma. È considerato molto vicino all’ex ministra della Sanità del governo Aznar, Ana Pastor.

Pare che delle sue scorribande si mormorasse da un po’, anche se ora tutti si dicono stupiti. Il Pp di Palma in una nota ufficiale si è detto «terrificato dal monumentale scandalo». Dal suo entourage cominciano a filtrare voci di dipendenza dalla droga. Probabilmente la costruzione di elementi attenuanti per una linea difensiva.

[foto Oscar Pipkin, da Photospain, via Flickr]

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mar  08
17
alle 12:19
da Igliff

Ultimo commento:

di Umberto il 01/1/70

sull'articolo non c'è molto da dire, ma su chi scrive "euri" ci sarebbe molto da dire!!!

politica

I dolori pre-elettorali di Zap

A due mesi dalle elezioni generali le cifre economiche danno a Zapatero qualche dispiacere. La locomotiva spagnola rallenta pesantemente nella seconda metà del 2007 ma la velocità media resta ragguardevole.

Non si può dire che a Zapatero le cose siano andate come aveva panificato.

Voleva fare le riforme (civili, sociali, autonomiche) nei primi due/tre anni di legislatura e dedicare il tempo restante alla trattativa con l’Eta.

Invece le due cose si sono sovrapposte, limitando l’impatto di provvedimenti importanti come la Ley de dependencia, fino alla rottura della trattativa da parte dell’Eta.

Il governo ha quindi spinto di nuovo su welfare e riforme ma le ultime cifre non confortano.

L’Ine, l’Istituto nazionale di statistica, ieri ha comunicato che l’inflazione ha toccato il record degli ultimi 12 anni, +4,3%.

Anche la disoccupazione cresce, per la prima volta da quattro anni.
Cifre che arrivano dopo altre che hanno descritto finora una marcia trionfale dell’economia spagnola. Adesso, il confronto elettorale sarà tra il Pp che vuole accentrare l’attenzione su questi ultimi dati, e il Psoe che presenta un bilancio di tutta la legislatura, ben più positivo.

Altra tegola, la discesa del mercato immobiliare, che molti paventano da anni come vero proprio scoppio della bolla speculativa immobiliare.

Il mercato della casa corrispose nel 2005 (l’ultimo dato che ricordo, comunque inferiore al 2006) al 14,6% del Pil spagnolo: ben la settima parte del totale (e basterebbe questo dato a ricondurre nei giusti binari le polemiche sulla forza delle economie di Italia e Spagna).
Calano le compravendite, le nuove costruzioni e l’occupazione (fino a -450mila occupati entro il 2009, secondo le stime più pessimistiche).

[foto Zapatero2008, via Flickr]

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gen  08
4
alle 06:48
da Igliff

politica

No vas a tener una casa en la puta vida!

Continua questo strano movimento che fa sentadas (sit-in), manifestazioni, proteste.
Che pone problemi e proposte ai candidati alle prossime elezioni locali. A quelli di sinistra, soprattutto. Ai quali, se sono al governo, chiedono perché non affrontano il tema, se sono all’opposizione, chiedono programmi precisi per risolverlo
.

L’ultima mobilitazione nazionale, ne parlammo, era stata convocata prima di natale con lo slogan che intitola questo post: a ricordare, tra regali e buoni sentimenti, che la vita è una merda, anche.

Oggi nuovi appuntamenti. Un successo: 50 mila manifestanti a Madrid (secondo gli organizzatori, aspettiamo i dati del manifestometro), altre migliaia nelle 56 città che hanno risposto all’appello. Tra le quali Barcelona, Zaragoza, Sevilla, Jerez, Santander, Murcia, Cáceres, Salamanca, A Coruña, Vigo, Oviedo, Gijón, Huesca, Mallorca, Tenerife, Badajoz o Cáceres.

Gli slogan di Madrid (dalla cronaca di Abc): «Espe, espe, especulación» (con riferimento a Esperanza Aguirre, presidente popolare dell’Autonomia) o «Qué pasa, qué pasa, ¡que no tenemos casa!».
E striscioni e tazebao con scritto: «Seguimos en la puta calle por una vivienda» (Di nuova sulla fottuta strada per una casa»), «Vender estos pisos, a estos precios, pues va a ser que no» («Vendere queste case, a questi prezzi, magari no») o «Se alquila tu vida» («Affittasi la tua vita»).

Per gli organizzatori (un cartello di associazioni riunite nell’Assemblea contro la precarietà e per una casa diglitosa) l’obiettivo era quello di organizzare «manifestazioni di massa simultanee che superassero la capacità di sopportazione e di manipolazione dei politici». Ai quali va il messaggio che «In tempi pre-elettorali, di promesse, di bugie», quelli che «non hanno fatto niente» tenteranno di convincere i cittadini che «da adesso sì che il problema della casa si prende sul serio, sì che agiranno e sì che difenderanno quei diritti che il mercato gli ha fatto dimenticare».

Già mercoledì scorso membri dell’Assemblea hanno dormito per strada a Madrid, tra la Gran Vía e Plaza de Callao, per ribadire che «mentre le amministrazioni pubbliche e i partiti politici continuano a sprofondare nelle loro crispaciones private» i giovani continuano «a stare per strada e quel che è peggio, senza proposte solide per affrontare il problema della casa».

Per sapere di più sul movimento, una delle associazioni principali è la Plataforma por una vivienda digna.

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mar  07
24
alle 03:21
da Igliff