Archivi della categoria ‘media’
Zap, Losantos e Pedrojota, il magnifico trio
Il programma televisivo Salvados fa incontrare il giornalisto più reazionario del momento, Jimenez Losantos, il direttore de El Mundo, Pedro J. Ramírez e Zapatero
El Follonero è un personaggio televisivo che fa roba – Salvados – un po’ in stile Le Iene, a loro volta ispirate al programma di Telecinco Caiga Quien Caiga che altro non è che un format argentino del 1995 – l’avreste detto mai?, le Iene sono argentine, come Camoranesi!
Questa volta mette insieme il direttore de El Mundo, Pedrojota Ramírez, il giornalista di destra Jimenez Losantos e il presidente del governo, Zapatero.
Losantos (a sx nel fermo immagine) è il più aggressivo, indisponente, antipatico e estremista giornalista di destra spagnolo. Ex maoista, venne ferito dai separatisti catalani di Terra Lliure, in una delle azioni sciagurate che il gruppo mise in atto. Aveva già allora intrapreso un cammino a destra che lo ha portato a dirigere dalla radio dei vescovi spagnoli una delle trasmissioni di talk radio politica di maggior successo di Spagna – e delle più biecamente reazionarie, tanto da convincere anche i non proprio progressisti vescovi a cacciarlo via, a un certo punto.
Un siparietto carino che prendiamo da Publico perché così ci risparmiamo le pubblicità del sito de La Sexta, la cui versione è più lunga e meno interessante.
da Igliff
Malviviendo: è un successo il telefilm spagnolo che va in onda solo sul web
Hanno iniziato con un budget di 40 euro, hanno filmato il primo episodio, il pilota, di una serie che adesso furoreggia tra gli internauti spagnoli. Si tratta di un gruppo di ragazzi di 25 e 26 anni, di Siviglia che hanno cominciato usando la loro video camera e il pc e hanno messo su una serie, come quelle che imperversano indistintamente su tutte le tv mondiali. Ma questa serie va in onda solo sul web. La serie “Malviviendo” tratta con humour storie di ragazzacci da strada, alle prese con una vita di espedienti, più o meno legali, canne e pistolettate. L’episodio pilota ha fatto oltre 420 mila visite su Youtube e il sito, con al seguito il dovuto blog, raccoglie i commenti e soprattutto le donazioni dei visitatori, gli oboli si aggirano per lo più intorno ai 3 euro, qualche eroe si sbilancia e ne dona 100. Il primo episodio è stato girato con 40 euro e qualche prestito, ora ogni puntata dispone di un fisso che si aggira intorno ai 200 euro. Adesso, grazie al successo Continua a leggere… »
da Laura
Un capo dell’Eta alla macchia col figlio. In Friuli!
E’ lo scoop del giornale di destra Epoca, protagonisti i servizi segreti spagnoli e il governo Zapatero. Naturalmente, è una bufala.
La storia non è male. C’è un capo terrorista alla macchia che pure riesce a muoversi in Europa e trova rifugio in provincia di Pordenone. Come prova inoppugnabile una foto ritrae il terrorista davanti a una bella e misteriosa magione friulana. Lui, José Antono Urruticoechea, conosciuto col nome di battaglia di Josu Ternera, guidava il gruppo terrorista mentre era in corso la trattativa col governo spagnolo per la cessazione del conflitto e la consegna delle armi. Venne fatto fuori dai quelli che non credevano nella trattativa e che la fecero fallire con la bomba di Barajas, secondo gli analisti dei servizi spagnoli. Circostanza sempre negata dalla destra spagnola per la quale la trattativa era solo una scusa per prendere tempo. Ternera si muoverebbe liberamente perché il perfido Zapatero lo protegge per rimetterlo alla testa dell’Eta in una nuova trattativa – ma allora era vero che nell’Eta si scontravano due linee diverse? Il terrorista è malato di cuore ma proprio vicino al suo rifugio ha sede un centro cardiologico in uso alle forze Nato. Questo sì che è un bel complotto da disvelare per un giornale che cerca la verità.
Verità che i lettori, peró, devono cercare altrove. Infatti non è vero nulla. Vista la notizia si mobilita l’antiterrorismo italiano e smonta la bella storia. La magione risulta essere il castello di Maniago, disabitato e poco adatto, in quanto meta turistica, come covo di un ricercato per terrorismo. La foto, poi, è un fotomontaggio. E Ternera è ripreso da un’immagine di una manifestazione pubblica alla quale aveva partecipato anni fa, prima della condanna per terrorismo e della latitanza.
Insomma, un infortunio per il giornale. Ma i lettori delle testate di destra spagnole sono abituati alle delusioni, per esempio la supposta partecipazione dell’Eta nelle stragi dell’11 marzo 2004, alla vigilia delle elezioni politiche, continuamente rilanciata da testate e associazioni vicine al Pp che, allora al governo, ritardò al dopo voto la comunicazione della pista islamica sulla quale gli investigatori erano lanciati da giorni.
Epoca, che non ha un sito internet, è una rivista del Grupo Intereconomia, lo stesso che pubblica il quotidiano La Nación. Lì si trovano i sommari della rivista. Tutto un programma.
da Igliff
I venti della crisi si abbattono sulla stampa spagnola
Licenziamenti, ristrutturazioni, testate che chiudono e gli editori che chiedono a Zapatero aiuti al settore. Solo tra i giornalisti ci sono stati oltre cinquecento licenziamenti in tre mesi. Ondata di proteste e scioperi in arrivo.
In Spagna c’è un sistema editoriale vitale, con una molteplicità di operatori, di dimensioni anche internazionali, che competono sulla base dei prodotti in un mercato aperto, nel quale non manca anche un’importante presenza italiana. È interessante per molti motivi, quindi, guardare a cosa accade in Spagna, davanti alla grande crisi che colpisce il settore dell’informazione.
Alla base di tutto c’è il crollo della domanda di spazi pubblicitari, scesa del 35% nell’intero settore della comunicazione, alla quale si aggiunge una flessione dell’audience dei media tradizionali. A fare il quadro, sembra un bollettino di guerra, a cominciare dai giganti.
Il gruppo Prisa – un colosso editoriale che opera in mezzo mondo, il principale in Spagna – è in un momento difficile. Lo sbarco televisivo, col lancio di Cuatro, la nuova emittente nazionale in chiaro, è costato molto in quanto a valori di borsa. Partita alla grande coi diritti del campionato di calcio, li ha poi persi, ma comunque è in crescita. Il disastro c’è stato però col consorzio di televisioni locali, Localia Tv, nato anni fa, che non ottenne le frequenze per il passaggio al digitale terrestre e che il 31 dicembre ha chiuso, lasciando in strada 250 lavoratori. Ciò pesa su tutto il gruppo, non solo sul settore televisivo.
Nel quotidiano El País, in flessione di vendite anche se minore rispetto alla concorrenza, c’è stato un pesante intervento, con l’unificazione delle redazioni tradizionale e internet, che ha fatto sfiorare lo sciopero. I lavoratori di Prisa ora temono lo spettro della vendita, di testate, come la radio Cadena Ser, o di intere divisioni editoriali, dato che i vertici hanno fatto capire che intendono “disinvestire”.
Gli avversari de El Mundo – del gruppo Unidad Editorial, controllato da Rizzoli – non se la passano meglio. Proprio da Milano pare sia venuta la pressante richiesta di riduzione dei costi del personale, per trenta milioni di euro l’anno. Il direttore del giornale, Pedro J. Ramirez, ha convocato i sindacati per informarli e chiedere proposte. Intanto, loro hanno tradotto quei trenta milioni in una riduzione del 17% dell’organico: 400 lavoratori, più o meno.
Il catalano Grupo Z, editore fra l’altro de El Periódico, è quello che per ora paga di più la crisi. Per tutto febbraio i lavoratori terranno scioperi e mobilitazioni. Il governo autonomico ha aperto un tavolo di mediazione per un piano che prevede 531 licenziamenti su 2300 lavoratori.
Anche il gruppo basco Vocento, editore tra l’altro dello storico quotidiano conservatore Abc, si presta a licenziare 125 persone del giornale. Mentre sono già in strada gli 83 lavoratori, la maggioranza giornalisti, di Metro, lo storico gratuito internazionale che, travolto dal crollo della pubblicità, ha chiuso le sue edizioni spagnole malgrado 1milione e 800mila lettori quotidiani lo attestassero come quinto quotidiano più letto del paese.
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da Igliff
Ultimo commento:
di Val Tidone il 01/1/70
Se Barcelona e Espanyol non sono squadre spagnole
Quando un lapsus irrompe in terreni polemici e suscettibili come calcio e nazionalismo la polemica è garantita. E il livello anche.
Jesús Álvarez è il volto sportivo della televisione pubblica spagnola ed è incorso in una gaffe che avrebbe certamente evitato.
Riassumendo la giornata calcistica, nella quale il Barcellona aveva strapazzato l’Atletico Madrid e il Real Madrid non era riuscito a andare oltre a un pareggio contro l’Espanyol, l’altra squadra di Barcellona, Álvarez ha commentato: «Non è stata una buona giornata per le squadre spagnole».
Apriti cielo! Subito è cominciata una dura polemica, tra unità della Spagna, pulsioni nazionaliste contrapposte e calcio: i temi perfetti per una discussione razionale (ecco un esempio con anche i video di gaffe e rettifica).
Il povero Álvarez ha dovuto emettere un comunicato per spiegare come «L’improvvisazione della diretta» lo abbia fatto confondere, che voleva dire madrileni invece di spagnoli e che intende «chiarire per evitare qualunque malinteso. Un lapsus che spero gli spettatori vogliano scusare». Per poi tornarci in diretta.
La direzione di Tve ha appoggiato «totalmente e assolutamente un giornalista che da trent’anni in Tve compie un impeccabile lavoro con rigore e professionalità».
[foto: rtve.es]
da Igliff
Falso scoop a Barajas
Era uno scoop: una giornalista d’assalto, la telecamera nascosta, i poliziotti corrotti che fanno entrare illegalmente clandestini in Spagna. Tutto falso. Naturalmente su Telemadrid.

Il servizio su come i clandestini superavano i controlli doganali con l’ausilio di poliziotti complici delle bande criminali che trafficano in esseri umani era stato mandato in onda da Telemadrid il 14 di questo mese.
Il “colabrodo di Barajas” veniva denunciato con grande risalto dalla televisione pubblica della Comunità autonoma di Madrid (è la via spagnola alla lottizzazione televisiva: ogni comunità può farsi la sua tv, controllandola strettamente).
Ma i video di sorveglianza dell’aeroporto hanno svelato che si trattava di una finzione orchestrata dalla televisione, assieme a un sindacalista di polizia di note simpatie per il Partido popular (che governa la Comunità).
[foto: pubblicità di Telemadrid fotografata da rinzewind, via flickr]
da Igliff
AVVISO AI NAVIGANTI

Grandi novita’ per il nostro network.
Ve le racconta il Direttore, Luca Ajroldi
Communicagroup ha raggiunto un accordo di partnership strategica con il portale Libero.it per la fornitura di contenuti editoriali.
I nostri blog saranno presenti nel portale di Libero come network di blog professionali di informazione tematica, andando così ad arricchire l’offerta informativa del portale.
Da tre anni (come passa il tempo verrebbe da dire) il nostro lavoro ha avuto una sola mission: informare con notizie chiare, riscontrabili e fuori dai classici canali mediatici.
C’era e c’e’ la convinzione di quanto e di come stia cambiando il mestiere giornalistico.
C’era e c’e’ la convinzione che le regole, quelle della verifica delle fonti, dell’accuratezza e della serieta’ non cambiano.
Si trattava di coniugare linguaggi nuovi e regole antiche.
Siamo arrivati ad avere, grazie a voi che ci leggete, 700 mila utenti unici al mese per un progetto editoriale che, all’inizio, molti hanno giudicato una “scommessa persa in partenza”.
Ora l’ingresso in un portale come Libero.it, per fornire informazione dal web, ci permette di uscire dalla nicchia della micro-editoria e affrontare una platea molto più vasta.
Negli Stati Uniti i blog network come il nostro raggiungono milioni di lettori tutti i giorni.
Sara’ cosi’ anche qui’ da noi?
Come sempre, sarete voi a decidere.
da Igliff
Público. Il primo quotidiano del XXI secolo
Mentre da noi le testate chiudono in Spagna nasce un nuovo quotidiano. Per lettori giovani, si pone a sinistra de El País ed è il primo quotidiano che nasce nella consapevolezza di vivere nell’era del web. Público esordisce esaurendo la tiratura e seminando il panico nell’editoria quotidiana spagnola. Un giornale di carta nell’era di Internet

Diario ci manca e speriamo che torni; a Roma, E Polis viene ridistribuito da poco dopo il braccio di ferro con lo stampatore che pretendeva di essere pagato con soldi e non quote di proprietà – che pretese!
In Spagna, invece, dalle edicole vengono buone notizie, con l’esordio, il 26 settembre, del nuovo quotidiano diretto da Ignacio Escolar. Bloguero iberico tra i più autorevoli con Escolar.net, figlio d’arte, lucido e appassionato nel suo lavoro, Escolar fa centro, con un prodotto editoriale molto bello: un giornale popolare, under 40, progressista, forse il primo vero giornale calato nella realtà comunicativa del XXI secolo. Un progetto editoriale molto apprezzabile.
Questo non vuol dire che il giornalismo non sia di qualità: nel primo numero una interessante inchiesta sul nuovo capo dell’Eta, Javier López Peña, che ha scalzato Josu Ternera e la vecchia dirigenza che voleva trattare, in nome del proseguimento della lotta armata.
Le prime 250mila copie sono andate esaurite in poche ore. Speriamo che regga. Nel frattempo, guardate da chi è fatto (l’età media è attorno ai 40, forse meno!) e guardatevi anche come (il quotidiano è scaricabile gratuitamente in .pdf – in alto a dx sulla home page cliccare su: “Edición papel” – mentre la copia cartacea costa 50 centesimi, la metà degli altri giornali, ma per ora non è ancora distribuita in Italia).
I concorrenti più preoccupati sono quelli de El País, ma a temere devono essere anche gli editori di altri quotidiani, El Periódico in testa.
L’impressione è che, dopo tanto parlare di informazione nell’era di Internet e di crisi nel rapporto tra i media e le giovani generazioni, «la banda di Ignacio» abbia fatto il primo vero prodotto editoriale che non si adatta all’era nuova ma che dei figli di questa è il prodotto.
¡Bienvenida banda!
[nell'immagine il bel marchio grafico, un acquarello dell'artista Miquel Barceló]
da Igliff
Ultimo commento:
di il 01/1/70
In altre faccende affaccendato. Chiedo anzi scusa a tutti e vi assicuro che non è pe...






