Archivi della categoria ‘guerra civile’
La Memoria Storica rivive nelle tavole di Carlos Giménez, in mostra i fumetti che raccontano l’epoca franchista
Carlos Giménez è tra i più apprezzati disegnatori di comics in Spagna. La sua carriera inizia quando è ancora molto giovane, oggi è costellata di numerosi riconoscimenti e premi, anche sulla scena internazionale. Da ieri fino al 22 gennaio la Escuela Julián Besteiro di Madrid espone 41 tavole del maestro dedicate all’esplorazione della storia recente spagnola. L’excursus tocca le fasi salienti dal ‘33, gli albori della Guerra Civile, fino al 1977, l’Amnistia postfranchista. Un periodo lungo e intenso che racchiude anche episodi biografici. Giménez ribadisce la necessità di raccontare questo periodo storico, chi ha vissuto quest’epoca ha il dovere morale di far rivivere nella memoria collettiva la deriva che ha conosciuto la Spagna al tempo della dittatura. La mostra è strutturata in tre momenti specifici che ricalcano la sua opera. Attraverso i piccoli dettagli della vita quotidiana, “ ‘36-’39 Malos Tiempos” descrive la durezza della guerra. Altre tavole sono tratte da “Paracuellos” l’opera autobiografica che racconta della miseria del dopoguerra. Il lavoro “España Una, Grande y Libre” tratta con ironia Continua a leggere… »
da Laura
Giornalismo, ideali, speranze e orrori. Una mostra fotografica sulla guerra civile
L’Istituto Cervantes di Roma, Il Museo Boncompagni Ludovisi, la Fondazione Pablo Iglesias, nel 70′ anniversario della fine della Guerra civile, presentano la mostra Corrispondenti nella Guerra Civile spagnola.
Preludio della Seconda Guerra Mondiale, la Guerra Civile spagnola (1936-1939) fu terreno di sperimentazione di nuove armi e tecniche militari – si pensi al bombardamento a tappeto delle città. Al conflitto parteciparono migliaia di volontari stranieri. Al richiamo della Spagna risposero intellettuali, pensatori e artisti – di diverse tendenze e ideologie ma soprattutto fra coloro che capirono la posta in gioco, il conflitto tra democrazie e fascismi che anticipò la seconda guerra mondiale, e accorsero in difesa della Repubblica. Quotidiani e riviste di tutto il mondo inviarono i loro migliori reporter per documentare il conflitto e raccontare al mondo gli orrori di una guerra fratricida che anticipava lo scontro col nazifascismo che avrebbe definito il XX secolo.
L’Istituto Cervantes ha selezionato 30 tra i migliori reportage dell’epoca, insieme a fotografie, manifesti propagandistici, immagini della vita quotidiana dei giornalisti, libri, documentari, filmati e strumenti da lavoro. Episodi come l’assedio dell’Álcazar di Toledo, il bombardamento di Guernica, la battaglia di Teruel, colpirono profondamente i corrispondenti che in alcuni casi decisero di abbandonare carta e penna per impegnarsi nel conflitto, come fece George Orwell.
Tra le cronache esposte si trovano quelle di Indro Montanelli per Il Messaggero – una parte della mostra, in collaborazione con la Fondazione Montanelli Bassi, è dedicata al lavoro del grande giornalista scomparso. Poi, tra gli altri, ci saranno i lavori di Ernest Hemingway per The New Republic, Mijail Kolstov per la Pravda, George Orwell per The New English Weekly, accanto alla riflessione sulla guerra e sulla condizione umana di Antoine de Saint-Exupery – giunto in Spagna pilotando il suo aereo – per L’Intransigeant, fino alla cronaca più famosa, quella del giornalista G.L. Steer sul bombardamento di Guernica da parte dell’aviazione tedesca, pubblicato sul New York Times. Da non mancare.
Corrispondenti nella Guerra Civile spagnola – Museo Boncompagni Ludovisi, via Boncompagni, 18 – Dal 16 novembre al 3 dicembre 2009 – apertura: MA-DO h. 10.00-13.00/15.00-19.00 – Ingresso gratuito
[foto: Hemingway parla con un soldato repubblicano]
da Igliff
Alla ricerca del corpo del poeta
Cominciano la prossima settimana le ricerche del corpo di Federico García Lorca, il poeta ucciso dai golpisti franchisti e seppellito in una fossa comune. Continua così il lento percorso intrapreso dalla Spagna per il recupero della memoria storica e per la restituzione della dignità a coloro che si rifiutarono di abbandonare il legittimo governo repubblicano e divennero vittime dei rivoltosi.
Ieri sono iniziate le operazioni di preparazione agli scavi che si terranno nel Parco Federico García Lorca di Alfacar, vicino Granada.
Nella zona, dove storicamente si ritiene sia stato seppellito il corpo del poeta, ucciso insieme ad altri repubblicani dopo processi sommari, l’Istituto andaluso di geofisica ha identificato sei possibili siti dove potrebbe essere la fossa comune. Le zone sono state delimitate e l’inizio degli scavi veri e propri è previsto per la prossima settimana.
Se tutto va bene, a 73 anni dalla fucilazione del poeta, sarà possibile seppellirne degnamente le spoglie. Si concluderà così una lunga vicenda che ha visto una parte dei parenti di Lorca contrari alle ricerche.
Si calcola siano almeno 30mila i cittadini spagnoli uccisi dopo processi sommari e seppelliti in fosse comuni. Da un decennio, parenti delle vittime e associazioni hanno intrapreso un lungo e inascoltato cammino per recuperare i corpi (e la memoria) delle vittime della rivolta e della succesiva repressione franchista. Solo con i governi Zapatero, e con molta calma, le istituzioni hanno iniziato a collaborare con queste iniziative e a pensare un piano generale delle riesumazioni, finora portate avanti solo da volontari con la collaborazione di alcune amministrazioni locali e istituzioni universitarie.
El Balcón
Si muero
Dejad el balcón abierto
El niño come naranjas
(Desde mi balcón lo veo)
El segador siega el trigo
(Desde mi balcón lo siento)
Si muero
Dejad el balcón abierto
Federico García Lorca
da Igliff
Ultimo commento:
di Alla ricerca del corpo del poeta « Moda e Style il 01/1/70
Un legionario sudtirolese nella Guerra di Spagna
Al Cervantes di Roma parte la mostra fotografica “Legionari italiani alla guerra di Spagna (1936-1939)” a cura di Andrea Di Michele dell’Archivio Provinciale di Bolzano/Südtiroler Landessarchiv

Oltre cento foto delle truppe italiane che intervennero al fianco dei militari sollevatisi contro il legittimo governo repubblicano verranno esposte a partire dal 6 novembre nella Galleria dell’Istituto Cervantes di Roma. Si tratta del documento grafico disponibile piú importante sulle truppe fascista italiane in Spagna, ed appartiene ad una collezione di piú di 4.000 istantanee che furono recuperate per caso 16 anni fa in una cassa abbandonata accanto ad un bidone della spazzatura.
Le immagini sono del sudtirolese Guglielmo Sandri (in origine Wilhelm Schrefler), che partecipò come volontario alla guerra civile spagnola, arruolandosi nel Corpo Truppe Volontarie inviato in Spagna da Mussolini. Le sue fotografie, più di 4000, sono state rinvenute fortunosamente a Vipiteno e poi acquisite dall’Archivio provinciale a Bolzano.
La mostra, e il lavoro lungo e meticoloso di catalogazione delle foto e recupero della vita dell’autore, è di Andrea Di Michele, storico ed archivista del Museo Provinciale di Bolzano – che insieme al Museo di Historia della Catalunya di Barcellona organizza la mostra.
Fino al 3 dicembre
Sala Istituto Cervantes
Piazza Navona 91 – Roma
Entrata libera
da Igliff
Ultimo commento:
di Cristina il 01/1/70
La consiglio vivamente... Bella davvero!
Criminali contro l’umanità
Franco e i suoi generali accusati di crimini contro l’umanità. Il giudice Garzón chiede le liste degli appartenenti alla falange spagnola e ordina la riapertura di 19 fosse di desaparecidos, tra le quali quella di Federico Garcia Lorca.

Baltasar Garzón irrompe nel dibattito sulla memoria storica spagnola.
Sono passati 25 anni dalla fine della Transición (il passaggio dalla dittatura franchista alla democrazia, che termina con l’insediamento del primo governo González nel 1982) e la memoria storica è al centro del dibattito spagnolo. La Transición ha permesso un passaggio alla democrazia senza rese dei conti al prezzo dell’oblio sulle sofferenze degli sconfitti repubblicani.
Ma una guerra civile feroce come è stata quella spagnola è una ferita che non si rimargina. Feroce su entrambi i bandi, ma che opponeva un governo votato democraticamente a mezzo esercito golpista appoggiato dai nazi-fascisti che ha instaurato una dittatura clerico-fascista che ha ucciso e represso per anni.
Da anni monta la ricerca delle fosse comuni dei desaparecidos di Franco (decine di migliaia di persone fucilate dopo processi sommari e seppellite in luoghi sconosciuti, dalla guerra civile a almeno la fine degli anni ‘50). Garzón, che oggi si è dichiarato competente a procedere in nome della non prescrittibilità dei crimini contro l’umanità, aveva già chiesto a Chiesa e autorità civili tutte i dati in loro possesso per valutare il numero degli scomparsi. Le sole associazioni hanno consegnato oltre 130mila nomi, scomparsi tra il ‘36 e il ‘55.
I vinti chiedono un riconoscimento, i familiari vogliono resti dei propri morti, i simboli franchisti restano nelle strade. Adesso arriva la giustizia, a riempire i vuoti della politica, con tutti i suoi limiti.
Ma costringe la Spagna a guardarsi allo specchio.
[foto flickrata da jaumed'urgell]
da Igliff







