Archivi della categoria ‘governo zapatero’
Ma cos’è questa crisi?
Si sta offuscando la stella di Zapatero? La crisi economica e gli errori, politici e di comunicazione, suoi e del governo, pesano sulle spalle della grande speranza della sinistra spagnola (e di molti elettori europei, delusi dai loro partiti).
Avvertenza: si tratta di un’articolessa un po’ lunga ma mi pareva il caso di fare un quadro generale della situazione.
Prima, il socialismo ciudadano di Zapatero si imponeva come modello vincente delle socialdemocrazie europee, l’economia andava, si annunciava il sorpasso del Pil procapite sull’Italia, la locomotiva spagnola correva, l’umore era buono. E ora? Nella realtà , quella spagnola è un’economia debole. L’industria del paese è ridotta e localizzata territorialmente (presente praticamente solo in Catalogna e nei Paesi baschi). Soprattutto, è enormemente sbilanciata, il solo comparto dell’edilizia produce quasi il 18% del Pil spagnolo e un’altra fetta consistente è data dal turismo (altra voce colpita dalla crisi mondiale). I livelli di occupazione, poi, sono sempre stati tra i più bassi dell’Europa occidentale, davanti solo a Grecia e Portogallo, con quote da sempre a due cifre, e larghissimo utilizzo di contratti temporanei e precari.
Continua a leggere… »
da Igliff
La rivoluzione culturale parte dalla pubblicità , al bando le celebrazioni del culto dell’immagine
Non c’è tregua per gli agenti pubblicitari, niente pubblicità sulle reti private a prodotti dimagranti e interventi chirurgici nella fascia protetta. Dopo lo stop assoluto alle pubblicità sulle reti di Stato, la nuova legge generale sulla Comunicazione Audiovisiva prevede restrizioni nella fascia oraria che va dalle 18,00 alle 22,00. Al bando spot ritenuti diseducativi o che alterino la percezione del sé proponendo modelli estetici inarrivabili. Niente spot di centri estetici, chirurgia plastica, integratori miracolosi e nemmeno fast food, perché ritenuti diseducativi e responsabili dello sviluppo di patologie come anoressia e bulimia tra i giovanissimi. La legge è Continua a leggere… »
da Laura
Quattro milioni di disoccupati
Lieve rallentamento della perdita di posti di lavoro in un quadro generale economico difficile, confermato dalla bassa inflazione allo 0,9%. Servizi e edilizia i settori più colpiti.
Il Ministero del Lavoro e immigrazione ha diffuso i dati del 2009 sulla disoccupazione in Spagna. Sono 3.923.603 gli iscritti al Servizio pubblico d’impiego: 794.640 persone in più rispetto al 2008, con un aumento del 25,4%. Mentre la previdenza sociale ha chiuso l’anno con 17.803.839 iscritti, 727.473 lavoratori in meno, pari a una riduzione del 3,93% rispetto al 2008, quando si persero 841.465 lavoratori, cioé il 4,34%.
La disoccupazione è aumentata più per gli uomini (436.069 posti perduti, pari al +27,7%), che per le donne (358.571 disoccupate in più, pari al +23,1%).
Tutti i settori economici sono stati colpiti ma la classifica della perdita di posti di lavoro in numeri assoluti è guidata dai servizi (+450.789) e dall’edilizia (+124.288). Per quanto riguarda i contratti, nel 2009 ne sono stati registrati 14.021.837, il 15,5% in meno rispetto al 2008. In Spagna la disoccupazione è già tra le più alte d’Europa.
da Igliff
Mister Bean e la Presidenza spagnola
Colpito il sito della Presidenza spagnola dell’Ue. In home compare una foto di Mister Bean, spesso usato per prendere in giro il capo del governo spagnolo, data la la somiglianza fra i due.
Il colpo è avvenuto oggi, anche se l’immagine di Rowan Atkinson è rimasta accessibile solo per poco tempo, sufficiente perché cinguettii e post la segnalassero al mondo.
Secondo le fonti ufficiali il sito sarebbe tornato alla normalità dalle 13,00 di oggi ma ancora al momento di redigere questo post gli accessi al server erano bloccati (ma per farsi un’idea c’è la copia cache)
Il sito del quotidiano Publico ci informa che è stata predisposta un’inchiesta interna per appurare come siano stati aggirati i meccanismi di sicurezza.
da Igliff
Un riscatto per l’Alakrana?
L’Alakrana è un peschereccio spagnolo sequestrato dai pirati somali con i 36 uomini d’equipaggio per ben 47 giorni. La soluzione della vicenda sembra essere passata per Roma. Molte domande, anziché restare, come spesso accade, senza risposta, questa volta non vengono proprio fatte
L’Alakrana è un peschereccio spagnolo – costruttori e armatori baschi, equipaggio galiziano e africano – sequestrato il 2 ottobre dai pirati somali con 36 uomini a bordo, 16 dei quali spagnoli. La vicenda ha tenuto per 47 giorni la Spagna col fiato sospeso, sino alla liberazione degli ostaggi, avvenuta il 17 novembre. Durante e dopo il sequestro non sono mancate polemiche politiche. Il Partido popular ha accusato il governo socialista di improvvisazione, di cedere al ricatto dei terroristi, di eccessive remore nel far intervenire l’esercito.
Come sempre accade in casi simili a questo – in Italia lo sappiamo bene – si è posta la questione del pagamento del riscatto, se sia giusto o meno pagarlo, se valgano di più le ragioni umanitarie o la ragion di Stato e tutte le altre questioni che sempre hanno dovuto affrontare i governi che hanno avuto giornalisti, marinai, tecnici e cooperatori internazionali rapiti da organizzazioni criminali, terroristiche o da guerriglie.
E’ stato pagato un riscatto? Se sì di quale entità e in che modo?
Continua a leggere… »
da Igliff
Colombo conquistato! Contro i gas serra degli Usa
Gli attivisti di Greenpeace scalano e conquistano la colonna di Cristoforo Colombo a Barcellona. Mentre il grande navigatore indica l’orizzonte e pare dire “Buscar oriente para occidente!”, gli ecologisti protestano contro il mancato impegno degli Usa per la riduzione di CO2, esponendo striscioni. Ce n’è anche per Zapatero.
In questi giorni nella città catalana si tiene la conferenza preparatoria per il vertice sul clima che si terrà a Copenaghen e i militanti hanno protestato per il fatto che gli Usa non abbiano preso nessun impegno concreto circa i livelli di riduzione nella emissione di gas serra. Il timore è che il prossimo vertice possa risolversi in un fallimento, alla faccia dell’ambizioso obiettivo di sostituire il Protocollo di Kyoto con un accordi vincolante basato su impegni certi di riduzione di emissioni tradotti in cifre concrete.
“Colombo indica l’America perché lì sta il maggior responsabile della catastrofe climatica che ci si avvicina”, ha detto Juan López de Uralde, direttore di Greenpeace España. Sotto tiro anche il presidente del governo spagnolo, José Luis RodrÃguez Zapatero, per non essersi impegnato maggiormente nella riunione di Barcellona.
Greenpeace ha anche dato i voti ai governi mondiali in relazione alla politica climatica: il peggiore è andato all’esecutivo Obama, subito dopo a quello Zapatero. L’esecutivo spagnolo prende il votaccio per il “ruolo defilato tenuto da Zapatero durante questi negoziati decisivi”. Il presidente spagnolo, in effetti, non solo non ha fatto nessuna pressione sull’alleato americano – e come avrebbe potuto, dopo aver aspettato anni di rientrare nelle grazie di un presidente Usa? – ma nenanche ha fatto da anfitrione durante i lavori del vertice.
[foto Efe via Publico]
da Igliff
Ultimo commento:
di igliff il 01/1/70
Alla ricerca del corpo del poeta
Cominciano la prossima settimana le ricerche del corpo di Federico GarcÃa Lorca, il poeta ucciso dai golpisti franchisti e seppellito in una fossa comune. Continua così il lento percorso intrapreso dalla Spagna per il recupero della memoria storica e per la restituzione della dignità a coloro che si rifiutarono di abbandonare il legittimo governo repubblicano e divennero vittime dei rivoltosi.
Ieri sono iniziate le operazioni di preparazione agli scavi che si terranno nel Parco Federico GarcÃa Lorca di Alfacar, vicino Granada.
Nella zona, dove storicamente si ritiene sia stato seppellito il corpo del poeta, ucciso insieme ad altri repubblicani dopo processi sommari, l’Istituto andaluso di geofisica ha identificato sei possibili siti dove potrebbe essere la fossa comune. Le zone sono state delimitate e l’inizio degli scavi veri e propri è previsto per la prossima settimana.
Se tutto va bene, a 73 anni dalla fucilazione del poeta, sarà possibile seppellirne degnamente le spoglie. Si concluderà così una lunga vicenda che ha visto una parte dei parenti di Lorca contrari alle ricerche.
Si calcola siano almeno 30mila i cittadini spagnoli uccisi dopo processi sommari e seppelliti in fosse comuni. Da un decennio, parenti delle vittime e associazioni hanno intrapreso un lungo e inascoltato cammino per recuperare i corpi (e la memoria) delle vittime della rivolta e della succesiva repressione franchista. Solo con i governi Zapatero, e con molta calma, le istituzioni hanno iniziato a collaborare con queste iniziative e a pensare un piano generale delle riesumazioni, finora portate avanti solo da volontari con la collaborazione di alcune amministrazioni locali e istituzioni universitarie.
El Balcón
Si muero
Dejad el balcón abierto
El niño come naranjas
(Desde mi balcón lo veo)
El segador siega el trigo
(Desde mi balcón lo siento)
Si muero
Dejad el balcón abierto
Federico GarcÃa Lorca
da Igliff
Ultimo commento:
di Alla ricerca del corpo del poeta « Moda e Style il 01/1/70
Anche le donne spagnole avranno una moderna legge sull’aborto
Il 25 settembre il governo spagnolo ha approvato la bozza del nuovo testo della legge di regolamentazione dell’aborto. Se tutto va bene, anche le donne spagnole vedranno finalmente una legislazione che tutela il diritto all’interruzione di gravidanza.
Finisce l’era in cui la Spagna, pur con una fra le leggi più restrittive, era considerata il paradiso degli aborti in Europa. Pagando, s’intende…
Una legge che è arrivata sulla scorta delle polemiche di segno opposto. Da un lato il governo veniva duramente criticato da associazioni di medici e femministe perché in sei anni gli esecutivi Zapatero non avevano rispettato l’impegno elettorale di modificare la legge – malgrado le promesse e il rilancio all’ultimo congresso del Psoe. Anche la grande stampa, come El PaÃs, e le associazioni laiche hanno criticato l’eccessiva prudenza del governo verso la Conferenza episcopale e perfino il Congresso dei deputati lo aveva sollecitato a aggiornare la legislazione in materia. Dall’altro la chiesa e associazioni cattoliche e ultraconservatrici hanno condotto una dura battaglia preventiva con manifestazioni di piazza, che proseguirà nelle prossime settimane, contro qualsiasi ipotesi di modifica della legge attuale.
Una legge decisamente arcaica e restrittiva che autorizza il ricorso all’interruzione di gravidanza solo per gravi rischi per la salute della madre e del nascituro e che per ciò stesso si presta a arbitri e forzature. Continua a leggere… »
da Igliff







