Archivi della categoria ‘catalunya’
Castelli umani a Barcellona: la scuola dei Castellers compie 40 anni
Si celebra quest’anno il quarantesimo anniversario della scuola dei Castellers di Barcellona. Si tratta di una tradizione che nel capoluogo è stata riscoperta nel 1969 e che oggi è il vanto di tutta la regione. Come è possibile vedere nella galleria alla fine di questo post, i Castellers realizzano dei castelli umani semplicemente arrampicandosi l’uno sull’altro. La base del castello è composta da una fitta folla di uomini nerboruti, che si avvicinano tra loro e si incastrano tenendosi con le forti braccia. Una volta assestate le fondamenta del castello, uno dopo l’altro, in sincronia perfetta, si arrampicano sulle spalle di chi sta sotto, via via i pesi medi, cioè giovani dalle spalle solide. Poi gli adolescenti snelli e agili costruiscono il terzo piano. A chiudere la torre umana è un bambino o Continua a leggere… »
da Laura
Tradizioni catalane: Correfocs, diavoletti di luce e di pirotecnica
Lo spettacolo dei Correfocs non è semplicemente uno spettacolo pirotecnico. O almeno, è molto lontano da quello che in Italia siamo abituati ad intendere per spettacolo di fuochi artificiali. Forse qualche napoletano può pensare di competere con l’estro e la creatività di questa rappresentazione puramente catalana. La galleria alla fine di questo post rende bene l’idea dell’atmosfera che si genera. Quando arriva il momento dei Correfocs (occasione non rara, ogni festa o celebrazione popolare è un pretesto sufficiente), le strade si riempiono di diavoletti scintillanti. Le scintille le fanno Continua a leggere… »
da Laura
Il Museo di Dalì a Figueres, il surrealismo al potere

Non c’è crisi che tenga, il museo di Dalì a Figueres è sempre record d’incassi. L’imponente edificio che ospita il museo teatro di cui lo stesso artista ha curato il progetto di restauro, è il più grande oggetto surrealista al mondo. Si tratta del vecchio Teatro Municipale, un edificio del XIX sec., distrutto durante la guerra civile.
Il regno indiscusso del Surrealismo si è convertito oggi in una fonte di ricchezza inesauribile. Si calcolano oltre 6.000 visite al giorno, contro le 8.000 del Prado, cifre da record che non conoscono crisi e che fanno di questo museo, la collezione privata che in Spagna genera il maggior numero di visite e di introiti.
Le enormi uova che svettano sulla cima dell’edificio a guardia del tempio del sovra reale, avvertono il pubblico più impressionabile che non si tratterà del solito spettacolo per famiglie. Il viaggio nella dimensione daliniana inizia ancora prima di comprare il biglietto d’ingresso, con i simboli del genio e del suo vissuto che si affacciano già nella piazza.
Durante il viaggio nel museo, è possibile vedere anche l’ultima acquisizione fatto dalla Fondazione Dalì, che amministra i templi daliniani, probabilmente il primo ritratto che il pittore fece alla sua musa, Gala. L’opera comprata all’asta nella sala Sotheby’s di New York per 540.000 dollari, raffigura la sua amata, in una miniatura ricca di dettagli e suggestioni.
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da Laura
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di Antonio il 01/1/70
Vacanze in Costa Brava: spiagge cristalline, l’eleganza del Liberty e il Parco Vulcanico
A un passo dal confine con la Francia il territorio di Girona offre mete di incomparabile bellezza. La provincia catalana raccoglie in sé una biodiversità davvero sorprendente, il declivio dei Pirenei spagnoli fino alla costa custodisce paesaggi mozzafiato e cittadine davvero sorprendenti.
Quasi il 30% del territorio è costituito da zone di interesse naturalistico, che vanno dagli impianti sciistici della Val di Nuria, alle rocce a strapiombo sul mare delle cale della Costa Brava. In perfetta sintonia l’insediamento urbano, borghi medievali, ma soprattutto il crescendo di località in puro stile Liberty, che punteggiano con la loro eleganza il paesaggio. Agli occhi del visitatore questa provincia si rivela nelle sue molteplici sfaccettature lungo le strade che si diramano dalla costa, collegando Barcellona a Girona, cittadina dal forte interesse storico, con il suo centro medievale e l’originale espressione dell’architettura art nouveau, e l’entroterra dove si trova l’onirica
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da Laura
Un caso editoriale: Albert, vita e viaggi di un adolescente sulla sedia a rotelle
El mundo sobre ruedas, ed. Martinez Roca, è un libro uscito da pochi mesi, la cui lettura rende l’uomo libero. Si tratta di uno speciale libro di viaggi, l’autore è un adolescente viaggiatore che vive sulla sedia a rotelle.
Albert Casals ha 19 anni, ed è già un viaggiatore professionista, di quelli che partono con 20 euro alla volta del Sud America e in sei mesi non c’è angolo che non sia stato visitato. A 8 anni la sedia a rotella diventa la sua compagna di vita e a 14 anni di viaggio. Albert è un ragazzo speciale, un tipo che merita il titolo di super eroe nazionale, da Espaguerra, Catalogna, dove vive con la famiglia, è partito alla volta di mete affascinanti. Ha visitato, da solo con lo zaino e le sue ruote, i cinque continenti per conoscere la gente, sostiene. Dalla gente si fa ospitare e impara quello che gli viene insegnato. Continua a leggere… »
da Laura
Il vero baccalà alla catalana: lo trovi dal Romesco
Il Romesco è il tipico ristorante che passerebbe inosservato, nessuna insegna luminosa, nessuna acquario in vetrina, nemmeno il cameriere alla porta che invita ad entrare, figura diffusa nei locali del centro di Barcellona. Passerebbe inosservato se ogni sera, passate le 9.00, quando l’estate regala ancora luce alle giornate, non si formasse una piccola folla, una fila in ordine sparso di gente di ogni tipo, turisti, ma anche abitanti della zona. Fanno la fila per andare a cena. In una posizione centralissima, dietro il teatro del Liceu, il Romesco tiene testa alla miriade di verande sulla Rambla che attraggono turisti come mosche, ma che poco hanno di genuino. Italiani lì, a mangiare, se ne incontrano tanti, quella italiana è la comunità più grande a Barcellona, anche più della marocchina. Noi avevamo trovato una recensione in romanaccio, con l’ingiunzione a non mancare questa tappa. Non l’abbiamo mancata. Ci siamo ritornati. E credo che lo rifaremo in queste sere, perché temo generi dipendenza.
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da Laura
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di Jordi il 01/1/70
Se anche Barcellona fa la festa al toro
Si fa un bel dire che la Spagna non è soltanto il toro, ma da quando è iniziata l’estate il tema non sembra subire calo d’attenzione. Se per una parte della nazione iberica l’avvento della festa del toro è un appuntamento imperdibile, in Catalogna si raccolgono le firme per fermare lo show. Eppure a Barcellona ha dato spettacolo José Tomás, idolo delle folle, eroe nazionale, un ometto magrolino, nervoso, l’ammaliatore del bestione nero e cornuto, povero bestione. Passando davanti al Monumental, la plaza de toros, dal sapore vagamente arabo avevo l’impressione che fosse un monumento al passato, i cartelli coi programmi dal disegno anni ’50, le entrate lato ombra o al sole, brandelli di un ricordo. La mia amica Marina mi aveva spiegato dell’accanimento dei cittadini di Barcellona contro la tauromachia e la raccolta di 180.000 firme per l’abolizione del cruento spettacolo, contro le 50.000 richieste
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da Laura
Darsi da fare in tempo di crisi, ovvero cosa può offrirti Barcellona
Come si fa quando si è emigranti di terza generazione, ci si ritrova in terra straniera senza lavoro né titoli riconosciuti, con solo un portatile che si tiene insieme con lo spago? In generale, molto poco, c’è da sperare che prima o poi la ruota giri e arrivi il proprio turno, per potere godere a pieno di questa città cui vitalità e dinamismo fanno invidia a non poche città del Bel Paese.
O in alternativa ci si mette in gioco, si cercano amici e si mette su qualche esperimento di imprenditoria casereccia. Anche se la ricetta è difficilmente ripetibile la reazione chimica generata può essere simile anche cambiando gli ingredienti. Nel caso specifico ho mischiato un po’ di decennale passione per gli origami, l’arte nipponica di creare figure piegando la carta, una manciata di insperata amicizia con una fanciulla catalana doc, e a occhio, un po’ di fortuna e qualche idea. Così si è montata una linea di bigiotteria di carta e materiale riciclato, e dalla spazzatura prodotta in casa sono nati i fior.
Domenica scorsa in occasione della festa popolare del paesino di San Cugat, immerso nel verde alle porte di Barcellona, il caso ha voluto che fossimo ospiti di una fiera artigianale, che ci ha permesso di esporre le nostre creazioni, di tastare il polso del gradimento altrui, fuori dalla cerchia di amici, amanti, parenti, troppo implicati per esprimere giudizio.
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da Laura
Ultimo commento:
di laura il 01/1/70







