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Armi spagnole al colonnello

La crisi libica porta sotto i riflettori i rapporti tra la Spagna e Gheddafi. Le Ong denunciano la vendita illegale di armi da parte del governo spagnolo al colonnello e agli altri paesi scossi dalle rivoluzioni mediorientali.

rodapremsaarmes_granLa denuncia, avvenuta ieri a Madrid in una conferenza stampa, viene da Armas bajo Control (una coalizione tra le associazioni Ammnesty International Spagna, Greenpeace, Fundació per la Pau e Intermón Oxfam) che ha trovato le prove spulciando tra i dati ufficiali dell’export spagnolo del primo semestre 2010.

Secondo le organizzazioni le vendite sono avvenute in spregio della legge 53/2007 che regola il commercio di armi, vietandone la vendita in quei paesi dove possano contribuire a esasperare le tensioni esistenti. Il governo non ha negato la vicenda annunciando anzi, per bocca del ministro dell’Industria, Miguel Sebastián, l’apertura di un processo di revoca delle convenzioni.

Le cifre uscite fuori dai registri del commercio estero non sono stratosferiche. La classifica viene guidata proprio dalla Libia, dove le armi sono probabilmente usate in questi giorni nelle sanguinose repressioni delle proteste, con 6.926.300 euri. Seguono l’Arabia Saudita, materiali d’arma per 1,5 milloni; il Marocco, con 1,1 milioni; la Tunisia, con 778.480; l’Egitto, con vendite per 464.669 euri. Cifre, come dicevamo, riferite al solo primo semestre 2010.

[foto: la conferenza stampa a Madrid, via fundacioporlapau]

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feb  11
25
alle 04:51
da Igliff


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