Archivi per settembre, 2011

economia, governo zapatero

Torna la patrimoniale in Spagna

Oggi il Consiglio dei ministri spagnolo vara l’imposta patrimoniale, anticipata ieri dalla vicepresidente economica, Elena Salgado, che oggi sarà al vertice dei ministri economici Ue di varsavia.

forges16.9L’imposta, che ha carattere temporale limitato agli esercizi 2011 e 2012, riguarderà le rendite oltre i 700mila euro annuali, alle quali vanno aggiunte quelle immobiliari oltre i 300mila, per un totale di un milione di euro di rendita complessiva.
I circa 160mila contribuenti interessati verseranno, secondo le stime, poco più di un miliardo di euro alle casse dello stato.

La patrimoniale era in vigore in Spagna sino al 2007, varata dai governi popolari, e venne cancellata da Zapatero nel 2008 perché, a detta dell’esecutivo, gravava eccessivamente sulla classe media. In effetti, la riformulazione attuale modifica i vecchi parametri. L’imposta gravava prima sui patrimoni superiori ai 600mila euro e le rendite immobiliari superiori ai 150mila euro, interessando circa il 5% dei contribuenti, per una somma incassata che era quasi il doppio di quella attualmente stimata.

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set  11
16
alle 08:16
da Igliff

españa plural, governo zapatero, partido popular, partido socialista, politica

Zapatero, ultimo atto

A poche settimane dall’addio il premier spagnolo porta a casa la prima grande riforma della costituzione del 1978.

consitucionIl Congresso ha votato la riforma dell’articolo 135 della costituzione, introducendo il principio di stabilità finanziaria per il bilancio di stato, comuni, province e autonomie (le regioni spagnole). È la prima grande riforma della costituzione del 1978 – precedente minore fu l’introduzione nel ‘92 del diritto di elettorato passivo nelle municipali per gli stranieri – ma non di meno ha avuto un cammino fulmineo: mercoledì 7 il senato licenzierà il testo definitivo, venti giorni prima dello scioglimento delle camere per le elezioni generali del 20 novembre.

Tutto è iniziato solo il 23 agosto, quando Zapatero annuncia a sorpresa, durante il dibattito parlamentare sulle misure di austerità, un accordo col Pp per l’introduzione nella Carta del principio di stabilità finanziaria. Sembra un tatticismo per calmare mercati, banca centrale europea e asse franco-tedesco e scongiurare un intervento di riscatto per la Spagna, ma subito l’asse tra i due partiti maggiori disturba tutti gli altri, nazionalisti catalani e baschi in testa, insorti a difesa dell’autonomia territoriale, e sinistra ex comunista, che paventa la «costituzionalizzazione della povertà».

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set  11
3
alle 08:49
da Igliff