Archivi per giugno, 2011

barcelona, casa, catalunya, politica, società

Gli indignados si organizzano nel territorio. Cercando di isolare i violenti

La protesta spagnola degli Indignados non si ferma. Create commissioni di quartiere che indicono assemblee coi residenti, individuano delle criticità, promuovono azioni di protesta.
L’assemblearismo delle campadas, che voleva unanimità per ogni decisione, ha esaurito la fase della protesta, diventata sterile e testimoniale. La sfida adesso è quella di radicarsi nei territori, diventando un movimento politico non partitico.


parlamentUna strada difficile, nella quale il movimento si misura col rischio della violenza. Una delle strade scelte per radicare il movimento è la creazione di commissioni di quartiere che agiscano sul territorio: assemblee coi residenti, individuazione delle criticità, organizzazione di azioni.

Cosa accade in concreto? Per esempio quello che è successo ieri mattina nel quartiere di Tetuán, a Madrid, dove centinaia di persone hanno impedito l’esecuzione di uno sgombero. Gli Indignados hanno appoggiato l’iniziativa di un’associazione di «vittime dell’ipoteca» contro la requisizione di una casa.

Anuar, un immigrato libanese con moglie e figlia, non era più in grado di pagare le rate del mutuo, avendo chiuso la sua panetteria per la crisi e il blocco del credito bancario. La famiglia, integrata e benvoluta nel quartiere, doveva essere cacciata, il bene messo all’asta a copertura parziale del debito, che resta sulle spalle di Aruan. Dopo due ore di tensione lo sfratto è stato sospeso e la manifestazione si è trasferita davanti alla banca che ha concesso il mutuo.

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giu  11
16
alle 12:15
da Igliff

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Spagna, la panacea del voto anticipato

Il Psoe è tentato dalle urne subito. La data delle elezioni politiche spagnole del marzo 2012 potrebbe essere anticipata. Governo e Psoe sono ufficialmente per terminare la legislatura ma fra i socialisti si comincia a riflettere su scenari diversi.

eleccionesZapatero – che ha fatto sapere che sceglierà quanto sarà meglio per la Spagna e per il partito, in quest’ordine – vuole continuare le riforme e ritiene che il lento migliorare di economia e occupazione permetterà al candidato del Psoe, il vice presidente del governo e ministro dell’interno, Alfredo Rubalcaba, di migliorare le chances nelle urne. La strada non è in discesa e molte sono le varianti: evoluzione della crisi economica, stabilità parlamentare e clima sociale su tutte.
Il principale scoglio sarà l’approvazione della finanziaria 2012.

Servono i voti del Partido nacionalista vasco (Pnv) e/o dei nazionalisti catalani di Convergencia i Uniò (CiU). Il leader del Pnv, Iñigo Urkullu, ha detto che lavora su «scenari realistici» che contemplano anche elezioni anticipate, mentre i catalani, impegnati nelle trattative col Pp per la formazione della giunta di Barcellona, non voteranno col governo.

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giu  11
14
alle 12:32
da Igliff

elezioni, eta, governo zapatero, partido popular, partido socialista, politica, rajoy, terrorismo, zapatero

La corsa impossibile di Rubalcaba

Ritratto del candidato socialista alle elezioni del 2012. Dieci punti percentuali e quasi due milioni di voti da recuperare in meno di un anno. È la “corsa impossibile” di Alfredo Pérez Rubalcaba.

cartel_rubalcaba-elmundoDel resto, il sessantenne politico cantabrico, sprinter lo è stato davvero, primatista universitario nei cento metri con meno di 11” nel ‘75, studente da un anno iscritto al Psoe clandestino, con un padre militare d’aviazione rivoltoso con Franco e uno zio fervente repubblicano. Una decisione presa dopo i drammatici fatti dell’arresto e della morte, per mano della polizia, dello studente Enrique Ruano.

Se lo scatto è nelle sue corde, non gli difetta la resistenza. Oggi è la “continuità incarnata” del socialismo di governo spagnolo, avendo partecipato a tutti gli esecutivi. Nel 1982 con Felipe González è sottosegretario di stato per l’educazione – impegnato nella costruzione di un moderno e europeo sistema educativo che sostituisca quello franchista – poi ministro dell’educazione nel ‘92-‘93.
Competente, titolare di chimica organica nella Complutense di Madrid, con esperienze in Germania e Francia, il lavoro svolto gli guadagna la stima nel mondo accademico. Nell’ultimo governo González è ministro della presidenza e delle relazioni col parlamento e si costruisce fama di lottatore quando gli tocca mettere la faccia nel pieno dello scandalo dei Gal (la guerra sporca all’Eta da parte di settori dello stato spagnolo che, con la corruzione, travolse l’ultimo governo di Felipe aprendo la strada ai due governi Aznar).

Col Psoe all’opposizione, deputato per Cantabria, il XXXIV congresso del Psoe del ‘97 lo nomina nella Commissione esecutiva. Soprattutto, è l’uomo incaricato di tenere le relazioni col Pp durante la tregua dell’Eta del 1999 e la trattativa conseguente. Ruolo che spenderà nel tessere, da portavoce nel congresso, la trama che porterà alla stipula, nel 2000, del “Patto per le libertà e contro il terrorismo”, imposto al Pp dal neosegretario Zapatero.

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giu  11
1
alle 12:45
da Igliff