Archivi per marzo, 2011

ambiente, barcelona, catalunya, società

Le lupe di Barcellona e la (breve) libertà

Al giardino zoologico di Barcellona mattinata di passione con due lupe in fuga. Libertà appena annusata che non ha superato le mura dello zoo ed è finita presto.

lobo bcnE’ accaduto stamane, attorno alle 10,50. Spaventate dalle manovre di alcuni operai, due esemplari femmina di lupo iberico si sono date alla macchia facendo scattare lo stato d’allarme: chiusura dell’installazione e allontanamento dei visitatori.

Mentre già si spargeva la voce in città e si immaginavano le fiere scorazzare tra il Parc de la Ciutadela e il quartiere del Born, le lupe, probabilmente più spaventate che libere e felici, venivano rintracciate all’interno del perimetro dello zoo.

Fine di una breve fuga, per fortuna giunta senza colpi di fucile ma con semplice cattura da parte degli addetti.

[immagine: esemplare di lupo iberico nello zoo di Barcellona, di Román Montull, via Flickr]

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mar  11
30
alle 03:00
da Igliff

economia, governo zapatero

Moody’s declassa Madrid

Moody’s taglia il rating sul debito sovrano della Spagna, portandolo da AA1 a AA2 con outolook negativo. A cascata tutte le borse europee vanno giù e schizza in alto lo spread fra il bund tedesco e i titoli pubblici dei paesi periferici dell’area euro, Italia inclusa.

SalgadoIl declassamento spagnolo, subito contestato dal governo Zapatero, è dovuto agli alti costi della ristrutturazione del sistema bancario, alla scarsa fiducia nella capacità del governo di governare le finanze delle autonomie spagnole e alla crecita del medio periodo ritenuta modesta.

La preoccupazione maggiore è per il sistema delle casse di risparmio. Il governo, che aveva appena ottenuto un’iniezione di liquidità pari a 3mila milioni di euri dal fondo sovrano del Qatar, respinge la valutazione ma si trova in grave difficoltà.

[immagine, il ministro dell'Economia, Elena salgado]

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mar  11
11
alle 02:14
da Igliff

governo zapatero, partido popular, politica, zapatero

La Spagna si muove in medioriente

Dopo le visite in Qatar e negli emirati arabi, Zapatero va in Tunisia, primo capo di governo occidentale dopo il trionfo della “rivoluzione” che il 14 gennaio portò alla fuga di Ben Ali. Mentre l’Italia resta impantanata nella questione libica e immobile verso Tunisia e Egitto, la Spagna dimostra attivismo e presenza diplomatica.

Zapatero Caid sebsiZapatero, al fianco dell’anziano primo ministro tunisino, Beji Caid Sebsi, di 84 anni, ha appoggiato decisamente la svolta tunisina e mediorientale. «La Spagna è in prima linea per consolidare le aspirazioni dei popoli del Nord Africa, del Maghreb e del mondo arabo, affinché democrazia e libertà siano l’unico linguaggio che conoscano nel futuro i suoi cittadini».

Se in Qatar e negli Emirati, Zapatero cercava soprattutto appoggi finanziari (trovando subito 3mila milioni di euri di investimento nelle casse di risparmio spagnole da parte del Fondo sovrano del Qatar), in Tunisia è evidente l’intenzione di porsi come ponte con l’Ue. Zapatero ha definito «esemplare» il processo di transizione in corso in Tunisia. «Abbiamo voluto essere qui sin dall’inizio – ha detto – per sottolineare che vogliamo stare tra coloro che più appoggiano [la transizione alla democrazia]. Non siamo venuti a dire come si devono fare le cose ai cittadini tunisini, siamo venuti a dire che siamo a loro disposizione».

In questa settimana si definiranno i passi della transizione. Caid Sebsi ha accolto la richiesta fatta da numerosi gruppi della società civile tunisina di convocare elezioni per un’Assemblea costituente, che dovrebbero celebrarsi a luglio. Zapatero s’incontrerà anche col leader del Partito democratico progressista, Ahmed Nejib Chebbi. Anche il ledaer del Partido Popular, Mariano Rajoy, ha appoggiato l’iniziativa diplomatica del governo spagnolo.

Zapatero ha offerto appoggio immediato per accogliere l’ondata di profughi proveniente dalla Libia che preme alle frontiere tunisine, oltre a assistenza tecnica per le operazioni elettorali e per il consolidamento dello stato di diritto e del sistema dei partiti. Inoltre, circa il piano d’aiuti per il Maghreb per il quale la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) ha stanziato circa 6mila milioni di euri, Zapatero ha prospettato che questi possano essere raddoppiati e in parte indirizzati in Tunisia, con l’avallo spagnolo.

[immagine, Zapatero e Caib Sebsi, di ZOUBEIR SOUISSI (REUTERS)via elpais.com]

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mar  11
2
alle 05:56
da Igliff