Una legge popolare contro la riforma del lavoro
I sindacati raccolgono firme per rivedere la riforma del lavoro mentre gli spagnoli respingono plebiscitariamente l’innalzamento dell’età pensionabile.
In Spagna i sindacati puntano a obbligare il Parlamento a correggere la riforma del lavoro approvata in estate. Le due principali organizzazioni sindacali, la Ccoo e l’Ugt, hanno presentato un’iniziativa di legge popolare che, nel caso in cui raccolga almeno 500mila firme, obbligherà il Parlamento a esaminare una proposta di revisione del testo adottato. La riforma del mercato del lavoro è stata introdotta in giugno da un decreto legge del governo Zapatero poi convertito in legge, con alcune modifiche a settembre. Il 29 settembre i sindacati hanno tenuto contro il provvedimento uno sciopero generale.
Il governo tenta di ricucire i rapporti con i lavoratori in fase di scrittura delle norme attuative della riforma. L’iniziativa dei sindacati sembra negare questa possibilità ma è possibile anche che si tratti di uno spiegamento di truppe per consolidare la propria posizione nelle trattative.
Ancor peggio per il governo va in merito al progetto di innalzamento dell’età pensionabile: solo il 6% della popolazione spagnola è favorevole a portare da 65 a 67 anni l’età di pensionamento previsto nella proposta di riforma sottoposta al parlamento dal premier socialista Zapatero, secondo un sondaggio reso pubblico oggi.
L’inchiesta, promossa dall’Osservatorio Caser Pensioni, fa apparire dunque che il 94% degli intervistati è contrario. Una maggioranza è anzi favorevole a uno spostamento verso il basso dell’età del pensionamento, e contraria al congelamento delle pensioni.
[vignetta di Forges, da El PaÃs
da Igliff
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