Archivi per giugno, 2010

arti, italia/spagna

León Bosch a Roma

L’Istituto Cervantes di Roma, in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica Dominicana in Italia, presenta una personale di León Bosch

IMAGE20RidLeón Bosch García è nato a Santo Domingo nel 1936. Noto come ritrattista, dipinge anche nature morte e paesaggi.

Figlio dello scrittore e professore Juan Bosch e di Isabel García, inizia i suoi studi a Cuba per poi trasferirsi diciottenne in Spagna. Per tre anni studia i grandi mestri del Prado e in particolare le tecniche pittoriche di Goya e Velázquez. Ricerca continuata poi per anni nei principali musei europei.

Nelle sue opere utilizza magistralmente le tecniche pittoriche europee per rappresentare soggetti, colori e luce del tropico, creando una materia visiva che spiazza e affascina l’osservatore.

Una galleria la trovate su Repubblica.it.

Galleria Cervantes, Piazza Navona, 91. Inaugurazione: 23 giugno ore 18,00. Fino al 25 luglio 2010

Orari: dal martedì al venerdì, dalle ore 11,00 alle 13,00 e dalle 17,00 alle 21,00; sabato e domenica, dalle ore 17,00 alle 21,00.

Ingresso libero

[immagine: Sciuscià 1985/2000]

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giu  10
23
alle 04:26
da Igliff

arti, canarie, politica, società

Saramago ha chiuso gli occhi

In memoria del maestro scomparso oggi a Lanzarote, un articolo, giusto di un anno fa, su Saramago, la libertà di pensiero e le nostre italiche miserie…

Il premio Nobel e l’autocensura Einaudi

saramago_o_caderno_v2:Layout 1L’Einaudi non pubblicherà l’ultimo lavoro di José Saramago. La casa editrice del gruppo Mondadori, parte dell’impero imprenditoriale del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha ufficialmente motivato il rifiuto con i giudizi che lo scrittore portoghese, Nobel per la letteratura 1998, ha espresso sul nostro capo del governo. «L’Einaudi – spiega un comunicato della casa editrice – ha deciso di non pubblicare O caderno di Saramago perché fra molte altre cose si dice che Berlusconi è un “delinquente”. Si tratti di lui o di qualsiasi altro esponente politico, di qualsiasi parte o partito, l’Einaudi si ritiene libera nella critica ma rifiuta di far sua un’accusa che qualsiasi giudizio condannerebbe».

La casa editrice ha anche fatto trapelare di aver richiesto un intervento di editing per limare le parti a rischio querela, circostanza che è stata negata da Saramago in una conversazione via posta elettronica con Il Corriere della Sera, che ha anticipato la notizia pubblicata nell’ultimo numero de L’Espresso.

O caderno (Il quaderno) non è un romanzo ma una raccolta di interventi che lo scrittore portoghese ha inserito nel suo blog che dà il titolo al libro. Iniziato nel settembre 2008, con una lettera d’amore a Lisbona, Parole per una città, è lo spazio dove Saramago esprime il suo pensiero e le sue riflessioni sull’attualità internazionale, parlando anche dei maggiori leader politici internazionali, da Bush junior a Sarkozy fino a Obama.

Il post a cui l’Einaudi si riferisce nel suo comunicato è stato pubblicato il 17 settembre col titolo Berlusconi & Cia (il link è alla traduzione in spagnolo) dove Saramago riflette a partire dal posizionamento del patrimonio personale di Berlusconi nella classifica di Forbes, soffermandosi sulla sua condizione di autore pubblicato da una casa editrice di Berlusconi, per arrivare alle difficoltà incontrate in Italia dalla distribuzione del film su Bush, W, di Oliver Stone.

Interrogandosi sulla «inclinazione sentimentale che il popolo italiano sperimenta per Berlusconi», definita «indifferente a qualsiasi considerazione di carattere morale», Saramago si chiede: «Realisticamente, nella terra della mafia e della camorra che importanza può avere il fatto provato che il primo ministro sia un delinquente?». Per poi proseguire: «In una terra nella quale la giustizia non ha mai goduto di buona reputazione cosa importa che il primo ministro ottenga che si approvino leggi a misura dei suoi interessi, proteggendosi contro ogni iniziativa per castigare i suoi arbitri e gli abusi di autorità?».

Ma a parte il «delinquente» citato nel comunicato, Saramago ha scritto altri post dedicati all’Italia e a Berlusconi, ma non solo, che Einaudi si è risparmiata l’imbarazzo di pubblicare…

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giu  10
18
alle 08:45
da Igliff

arti, cinema, giustizia, guerra civil, guerra civile, società

Artisti per la memoria

Artisti spagnoli interpretano 15 persone assassinate dai franchisti durante la guerra civile. Almodóvar, i Bardem, madre e figlio, Millás, la Grandes e altri rendono omaggio alla memoria delle vittime e alla democrazia spagnola con un video collettivo presentato assieme ai famigliari delle vittime.

«Mi chiamo Virgilio Leret Ruiz. Sono aviatore. Capo delle forze aeree della zona est del Marocco. Mi rifiuto di appoggiare la rivolta, e all’alba del 18 luglio del 1936 i miei compagni fanno di me il primo militare assassinato per aver compiuto il proprio dovere. Non ho avuto processo, avvocato, né sentenza. Le mie figlie continuano a cercarmi. Fino a quando?».

VideoMemoriaQuesto è il testo di Pedro Almodóvar, che interpreta Virgilio Leret Ruiz, militare fedele al legittimo governo repubblicano, assassinato dai golpisti nella base aerea militare di Melilla.

Il video, realizzato dalla cineasta Azucena Rodríguez, è stato presentato da artisti e famigliari delle vittime del franchismo della Asociación para la Recuperación de la Memoria Histórica (Armh) il 14. In esso 15 tra scrittori, attori e musicisti danno volto e voce a altrettante vittime, assassinate durante la Guerra civile e la dittatura franchista.

«Non abbiamo mai sentito un personaggio con tanta forza come ora», ha detto l’attore Juan Diego durante la presentazione.«E’ stato necessario un viedo così perché le storie di queste persone non stanno nei libri di testo, non si sentono, non si parla di quello che han sofferto», ha detto Emilio Silva, presidente de la Asociación para la Recuperación de la Memoria Histórica, che spera che il video serva «non solo a far vergongnare ai giudici che ne hanno perseguitato un altro per il tentativo di investigare dei veri crimini» – il riferimento è alla recente vicenda del giudice Garzon – ma anche perché «facciano qualcosa».

Gli altri interpreti del video sono: Maribel Verdú, Javier Bardem, Juan Diego Botto, Almudena Grandes, María Galiana, Carmen Machi, Juan José Millás, Aitana Sánchez-Gijón, Paco León, Pilar Bardem, José Manuel Seda, Hugo Silva, Miguel Ríos, Juan Diego.

[immagine: gli attori Juan Diego Botto, Juan Diego, José Manuel Seda e gli scrittori Almudena Grandes e Juan José Millás posan con famigliari delle vittime del franchismo durante la presentazione del video a Madrid, via El Periódico de Aragón]

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giu  10
17
alle 01:09
da Igliff

giustizia, madrid, media, società, tecnologia

Il P2P? È come un prestito.

Storica sentenza di un tribunale spagnolo. Scaricare è un reato? No, è come un prestito, tecnologicamente aggiornato. Le major piangono mentre i cibernauti plaudono a una decisione che sembra fare i conti con i cambiamenti e la riproducibilità dell’era digitale.

CalleDelOsoOviedoP2PUna sentenza emessa il 2 giugno dal tribunale di Madrid stabilisce il principio per cui il file sharing altro non sia che l’evoluzione di un’abitudine comune come prestare i propri beni ad amici, parenti e conoscenti per il solo scopo di permettere loro di fruirne. Non un reato, insomma, come le major, ma anche alcuni autori, pretenderebbero, e come invalso nella giurisprudenza di molti tribunali nel mondo, Italia compresa.

Il caso risale al 2005, quando la società di raccolta dei compensi Egeda (la società che gestisce i diritti delle case di produzione audiovisive) e la Columbia Tristar denunciò il sito cvcdgo.com, il cui dominio è adesso in vendita, facendo scattare un’operazione di polizia che portò all’arresto di quattro persone.

Persone adesso giudicate innocenti: non hanno commesso alcun reato, in quanto lo sambio di contenuti digitali attraverso il file sharing è un’attività perfettamente legittima e legale, come un prestito tra privati.

Interessanti le motivazioni del dispositivo della sentenza: «È dai tempi antichi che esiste il prestito o la vendita di libri, film, musica e molto altro. La differenza ora consiste principalmente nel mezzo utilizzato: in precedenza c’erano la carta o i mezzi analogici e ora tutto è in formato digitale, la qual cosa permette uno scambio molto più veloce e di maggiore qualità raggiungendo ogni parte del mondo grazie a Internet».

Secondo i giudici, a rafforzare il fatto che il comportamento debba considerarsi lecito, facendo decadere le pretese accusatorie di Columbia e Egeda, c’è il fatto che lo scambio dei contenuti oggetto del procedimento sia avvenuto tra moltissimi utenti in contemporanea (si trattava di un film non ancora uscito nelle sale è in quel periodo il sito arrivò a contare oltre dieci milioni di accessi) senza che nessuno ne ricevesse un diretto ritorno economico.

Insomma, non certo la parola fine sulla questione né le soluzione ai problemi che il file sharing crea ai detentori dei diritti e agli autori, ma almeno una riflessione sul tema in termini più realistici e comunque con un approccio più problematico rispetto alle assolute certezze accusatorie promosse dalle major e accettate da molti tribunali. E se adesso La Baia si trasferisse in Spagna? Almeno così ci arriveremmo anche noi.

[immagine: Oviedo, Calle del Oso, di RocketRaccoon, via Flickr]

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giu  10
10
alle 12:26
da Igliff

catalunya, società, turismo

Suoni e fuochi della Patum

La Patum di Berga anche quest’anno ha incendiado la città di suoni e colori. Tra la Pasqua e l’arrivo della bella stagione una tradizione molto partecipata.

PatumPer una settimana turisti e residenti hanno ballato e acceso fuochi pirotecnici (e mangiato, e bevuto…), partecipando alla Celebrazione della Patum, a Berga (Barcelona).

La festa è iniziata il 29 maggio ed è finita ieri.

La festa è dichiarata Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità dall’Unesco

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giu  10
7
alle 12:40
da Igliff