Tradizioni catalane: Correfocs, diavoletti di luce e di pirotecnica
Lo spettacolo dei Correfocs non è semplicemente uno spettacolo pirotecnico. O almeno, è molto lontano da quello che in Italia siamo abituati ad intendere per spettacolo di fuochi artificiali. Forse qualche napoletano può pensare di competere con l’estro e la creatività di questa rappresentazione puramente catalana. La galleria alla fine di questo post rende bene l’idea dell’atmosfera che si genera. Quando arriva il momento dei Correfocs (occasione non rara, ogni festa o celebrazione popolare è un pretesto sufficiente), le strade si riempiono di diavoletti scintillanti. Le scintille le fanno
i petardi e i fuochi d’artificio montati sulle spalle di diavoletti e draghi che si servono di strutture di ferro per potere lanciare razzetti tra le gambe dei passanti. Fumo e lucine incandescenti, insieme all’odore di polvere da sparo, riempiono le strade, territorio esclusivo di questi demoni infuocati, che avanzano per le vie del centro al ritmo incalzante e marziale dei tamburi. Questa tradizione è stata ripresa e coltivata negli anni ’70 con la creazione di colle, le scuole che organizzano gli spettacoli e raccolgono i fondi per finanziarsi. Nel corso delle ultime decadi è stato raffinato e definito lo stile di queste figure, un po’ mitiche un po’ comiche, che portano il fuoco per le vie catalane. Si ha testimonianza dei primi Correfocs nel XII secolo, ma da allora fino al XX secolo la loro storia è fumosa come l’aria che lasciano al loro passaggio. Di seguito la gallery sui Correfocs.
Foto di Tony Currenti
da Laura
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