Tears of eros: erotismo e sensualità si svelano al Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid
Il visitatore di “Tears of Eros”, in mostra al Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, intraprende un viaggio erotico, un esperienza sensuale. I pezzi esposti vanno dall’epoca moderna a quella contemporanea con incursioni nell’iconografia dei santi dell’alto Medioevo. La mostra si ispira all’opera di Georges Bataille “Les Larmes d’Éros” del 1961, ultimo contributo, prima della sua scomparsa, all’esplorazione del tema dell’erotismo. L’esposizione prende le mosse dalla riflessione sull’indissolubilità del legame tra amore e morte, Eros e Thanatos. L’orgasmo, la “petit mort” è l’anello che unisce la vitalità sessuale e l’istinto di morte. Il tabù del sesso, come i divieti religiosi, è la chiave culturale per addomesticare gli istinti animali. Sull’onda di queste riflessioni il visitatore è accompagnato lungo un percorso dove i simboli del sacro rivelano la loro natura carnale e umana. L’impotenza di Andromeda incatenata alle rocce fino al provvidenziale salvataggio di Perseo, è simbolo di sottomissione e schiavitù. Il bacio, come bondage, è un legaccio che avvinghia i due amanti, come nell’opera di Wahrol del ’63 che ferma Bela Lugosi in un fotogramma inequivocabile. Fino all’estasi mistica sul volto di San Sebastiano martoriato dalle frecce, che assume significato come icona gay.
In mostra fino al 31 gennaio 2010, “Tears of Eros” sta suscitando scandalo e notorietà intorno a sé. Altrettanto fa il merchandising di questa mostra, che, interpretando i capisaldi della mostra, ha lanciato i preservativi decorati con le immagini dell’esposizione, perché l’amore per l’eros possa ritardare il momento della morte.
da Laura
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