Stop alla pubblicità nella televisione pubblica spagnola
Dal 2010 la televisione pubblica spagnola non avrà più pubblicità . Questo è stato deliberato dalla camera e il disegno di legge, proposto lo scorso maggio, dovrà passare in senato per essere in vigore dal prossimo settembre. La stessa data era stata proposta per diminure a 9 minuti su un ora, i precedenti 10 di spazio pubblicitario disponibile su TVE. La scelta drastica di eliminare la pubblicità è subentrata alla prima soluzione presa in esame.
La televisione di stato si finanzierà grazie a due nuove tasse a carico delle televisioni private. Il 3% delle entrate delle televisioni nazionali ad accesso libero, e 1,5% delle televisioni a pagamento, più uno 0,9% delle entrate degli altri operatori nel mercato delle telecomunicazioni, che già in passato era destinato al finanziamento di TVE. Una grossa fetta dei fondi destinati alla rete verrà dal Governo che stanzierà 500 milioni di euro, tanto quanto era stimato avrebbe incassato con la vendita di spazi pubblicitari.
A differenza che in altri paesi, come l’Italia, in Spagna non è previsto il pagamento di un canone per la fruizione del servizio pubblico. E a differenza dell’Italia, il mercato delle emittenze è aperto anche ad altri concorrenti, in Spagna i maggiori canali, con i più consistenti fatturati proveniente da pubblicità sono Tele Cinco, del gruppo Mediaset, e Antena 3 di cui l’italiana DeAgostini è una delle tre principali azioniste.
L’esperimento della cancellazione della pubblicità dal servizio pubblico è già stata sperimentata in Francia, e salutata con interesse dalle emittenti private, che con questa mossa prevedevano la crescita degli incassi derivati dal dirottamento delle spese pubblicitarie delle aziende sui propri canali. La realtà ha deluso le aspettative francesi, la triste congiuntura e la crisi contemporanea hanno fatto fallire le prospettive di guadagno previste.
da Laura
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