Prostitute e centro storico: per Barcellona si pensa ad un quartiere a luci rosse
Un reportage del quotidiano El Pais del primo settembre scorso ha mostrato le prostitute esercitare il proprio commercio per le strade del centro tra La Rambla e il mercato della Boqueria, i fiori all’occhiello del turismo di Barcellona. Le foto del servizio ritraevano le coppie nascondersi tra le macchine o nei vani delle saracinesche. Malgrado le polemiche, la reazione istituzionale ha tardato qualche giorno e una retata lo scorso venerdì notte nel quartiere del Raval ha portato pochi risultati. Delle 16 persone fermate, solo quattro erano le professioniste sotto accusa, due trans brasiliani e due donne nigeriane, gli altri, pare, immigrati senza permesso. Secondo la testimonianza di una guardia urbana da cinque anni in servizio nella zona, la scorsa settimana è stata la più tranquilla di cui si abbia memoria. L’accaduto è stato il pretesto naturale per riaccendere la questione della regolamentazione della prostituzione che di fatto in Spagna non è chiara, perché non ritenuta esplicitamente illegale. Da un lato il sindaco della città , Jordi Hereu di area socialista,
chiede l’aiuto del governo perché sia proibito, a livello nazionale, l’esercizio per strada della prostituzione così da aumentare le forze a disposizione per ricacciare il fenomeno e pulire le vie per i propri concittadini. D’altra parte, sinistra e verdi catalani, reclamando il dovere di tutela delle donne contro lo sfruttamento di tipo mafioso, propongono la creazione di quartieri a luci rosse sul modello di Amsterdam. Entrambe le proposte dimostrano un gioco delle parti che per il momento poco riesce ad impattare su una situazione che a monte racconta di traffici e miserie e di diritto alla convivenza civile. Paradossalmente, il quartiere sotto accusa, il Raval, in passato era noto come Barrio Cino, quartiere cinese, uno strano nome in codice per definire il quartiere delle prostitute. Negli ultimi anni un sistematico lavoro di riqualificazione urbana aveva permesso il restyling del quartiere, l’opera sembrava essersi completata con il cambio del nome a garanzia di nuova identità .
da Laura
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