La bomba di Burgos
Un’autobomba è esplosa alle 4 di mattina presso una residenza di famiglie di appartenenti alla Guardia civil. 200 chili di esplosivo provocano 60 feriti ma nessuna vittima mortale. L’attentato non è stato preceduto da nessuna segnalazione e ancora non è stato rivendicato ma nessuno dubita che sia l’Eta.
La tremenda esplosione è avvenuta nel pieno della notte ma il mezzo era stato parcheggiato, secondo le prime indagini, intorno alle 14.15 di martedì. Nessun avviso ha preceduto lo scoppio: anche se l’Eta da qualche anno tende a evitare quelle che chiama “vittime collaterali”, avvertendo telefonicamente le autorità per fare sgomberare la zona, evidentemente i famigliari dei militari della Guardia civil sono considerati “obbiettivi legittimi” da parte dell’organizzazione terroristica. L’intenzione era quindi quella di fare strage dei residenti della casa cuartel, come si chiamano le residenze dei militari della Guardia civil, senza coinvolgere i passanti delle ore di veglia.
E pensare che la macchina era anche stata controllata dalla polizia, assieme a altre parcheggiate vicino alla casa cuartel ma marca e targa (falsa) coincidevano con quelle dell’auto di un residente della zona. Un accorgimento da parte dei terroristi che denota conoscenza della prassi di sicurezza e un approfondito lavoro di preparazione dell’attentato. E’ chiaro che da oggi in poi il trucco non sarà piú utilizzabile.
Non si sa quale comando dell’Eta abbia compiuto l’attentato. La caserma faceva parte degli obiettivi del “comando Vizcaya”, guidato da Arkaitz Goikoetxea, smantellato giusto il 22 luglio scorso. Per il ministro degli Interni, Alfredo Pérez Rubalcaba, la bomba era fatta per compiere una strage di vite umane – nell’edificio c’erano 114 persone tra le quali 41 bambini – ma, almeno in questo, l’attentato avrebbe fallito. Per alcuni osservatori si potrebbe però trattare di un avviso dal significato chiaro: avremmo potuto fare una strage. Anche secondo l’eurodeputado popular Jaime Mayor Oreja, che chiede un pubblico impegno unitario a rifiutare ogni nuovo negoziato, l’Eta vuole tornare a trattare con lo Stato. Ma questo non aiuta a capire se le cose non siano andate come volevano i terroristi: nella loro logica ci starebbe sia un ‘avviso’ che una strage per cominciare una trattativa da posizioni di forza. E del resto, solo in pochi pensano proponibile una nuova trattativa, dopo il fallimento dell’ultima (un piccolo ripasso lo trovate qui).
L’allerta attentati era stata lanciata dalle forze di sicurezza spagnole. L’auto faceva parte di un gruppo di tre recentemente rubate in Francia che si sospettava fossero destinate a diventare autobomba sul suolo spagnolo. In giro ci sono ancora una Kangoo bianca e un Citroën Berlingo.
[l'immagine EFE/Santi Otero è tratta da questa notevole galleria fotografica di Publico.es]
da Igliff
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