Il Caso Eluana visto dalla Spagna
L’odissea di Eluana Englaro e della sua famiglia ha avuto una vasta eco in Spagna, dove l’opinione pubblica ha già avuto modo di compiere riflessioni collettive su vicende che riguardano la dignità della vita e della morte.

Si trattava di casi diversi, la richiesta di eutanasia pubblicamente fatta da persone senza prospettive di guarigione. La storia di Ramon Sampedro – diventata il bel film di Alejandro Amenabar, Mar adentro, con la stupenda interpretazione di Javier Bardem – era la richiesta di un tetraplegico che, stanco di vivere costretto a letto da trent’anni, dopo essersi inutilmente rivolto alle istituzioni, l’ha fatta finita da solo. Una richiesta di morte assistita, completamente diversa dalla vicenda Englaro. Come la più recente storia di Madelaine Z., una donna di 67 anni affetta da Sla che, nell’agosto 2007, si è tolta la vita prima che la malattia la portasse all’immobilità assoluta, rendendo pubblica la sua scelta. Nella vicenda Englaro non si tratta di eutanasia, anche se molte testate non colgono la differenza e con quel termine rubricano la vicenda.
La testata più attenta è stata El País, il più importante quotidiano spagnolo. Il corrispondente da Roma, Miguel Mora, ha seguito la vicenda fin dall’inizio e ha pubblicato domenica un’intensa intervista a Beppe Englaro, intitolata «La condanna a vivere senza limiti è peggiore che la condanna a morte», ripresa da tutti i media spagnoli, nella quale il padre di Eluana difendeva il diritto di sua figlia a non essere determinata nella sorte dalla morale della chiesa.
Mora ha anche con chiarezza raccontato l’altro livello della vicenda, l’attacco al Capo dello Stato e alla divisione dei poteri, portato avanti da Berlusconi attraverso l’uso della vicenda Englaro. Nel pezzo dal titolo «Berlusconi si ribella contro tutti i poteri dello Stato di diritto», pubblicato sabato, il corrispondente scrive: «Silvio Berlusconi si è lanciato ieri in una sfida senza precedenti ai poteri della Repubblica italiana, alla massima autorità dello Stato, il Presidente Giorgio Napolitano, alle camere, al potere giudiziario e allo Stato di Diritto, licenziando un decreto legge di urgenza e dopo un progetto di legge».
Lunedì, nel pezzo «Il Vaticano e Berlusconi raddoppiano l’offensiva sul “caso Eluana”», il giornale approfondisce il ruolo tenuto dal Vaticano nella vicenda. «Le pressioni del Vaticano e della Conferenza episcopale italiana (Cei), negate e ammesse allo stesso tempo, sono state costanti, pubbliche e note, soprattutto da quando, lo scorso novembre, il Tribunale Supremo ha avallato la sentenza della Corte d’appello di Milano che riconosceva il diritto di Eluana a essere scollegata. In prima linea si è schierata, per la prima volta, la squadra di governo del Papa, che coincide col settore più integralista della Curia. I ministri di Ratzinger, Javier Lozano Barragán (Sanità) e Renato Martino (Giustizia e Pace), appoggiati dal Presidente della Cei, Angelo Bagnasco, che sabato ha detto che “L’Italia vive il periodo più oscuro di sempre”».
El País, lunedì, nel pezzo «L’allergia del Cavaliere alle lettere», si diverte a sbertulare le smentite di Palazzo Chigi sulla lettera inviata da Englaro durante lo scorso governo Berlusconi. «Beppino Engaro affermò nell’intervista pubblicata nel nostro giornale che gli sembrava “curioso” che Berlusconi si sia tanto interessato adesso al caso che affligge sua figlia, dato che, già nel 2004, quando era Presidente del Consiglio, gli scrisse una lettera chiedendogli aiuto. Ma il Cavaliere non rispose [...] Palazzo Chigi ha emesso un comunicato nel quale dice che “non risulta di aver ricevuto” una lettera da Englaro. Ma la lettera esiste. Questo giornale ne ha una fotocopia da tre mesi [...] L’allergia di Berlusconi alle lettere che parlano di questo tema – conclude Mora – è evidente: venerdì definì come “ridicola” e “inconsueta” la lettera che gli mandò il Capo dello Stato per motivare l’incostituzionalità del decreto, in più disse il Quirinale l’aveva inviata “al Consiglio dei Ministri”. Il Quirinale ha dimostrato, dopo, che fu inviata al primo ministro in forma privata, prima che si riunisse il Consiglio».
El Mundo, il secondo giornale spagnolo, media tra la nuova linea editoriale, dare voce alla destra diffusa spagnola contro la direzione del Partido popular di Mariano Rajoy e contro il governo Zapatero, e la sua tradizione laica, con le precedenti nette prese di posizione a favore del diritto a decidere della propria vita. Nei pezzi di cronaca, ben fatti e puntuali, la vicenda viene riportata con completezza e con vicinanza umana per le posizioni della famiglia Englaro. Nell’editoriale di venerdì scorso, dal titolo «Eluana e la necessità del testamento biologico», il quotidiano diretto da Pedro Ramirez afferma: «I deputati italiani hanno rimandato il loro dovere di legislatori su una questione controversa, specialmente in una società in maggioranza cattolica. Il caso di Eluana è giunto a dimostrare che le dilazioni non possono essere eterne». Sulla presentazione del decreto e la decisione di Napolitano, l’editoriale prosegue: «Perché il decreto entri in vigore è necessaria la firma di Napolitano, che si è rifiutato di metterla perché considera che annullare una sentenza del Supremo con un decreto ad hoc è incostituzionale. Non ha tutti i torti, dato che in uno Stato di diritto l’ultima parola deve averla la giustizia, anche se è opinabile che i tribunali possano dare luce verde a un’azione che il Parlamento non ha mai considerato lecita, convertendo i giudici in legislatori. In Italia, tanto l’eutanasia attiva come quella passiva sono illegali e non esiste una legislazione specifica per un caso come quello di Eluana, che resta fuori dai confini di quello si considera “accanimento terapeutico”». Se le righe appena citate possono far pensare a un’adesione totale da parte del giornale alle posizioni del Vaticano e di Berlusconi, la conclusione va in ben altra direzione: «Quale che sia la conclusione della vicenda, una parte della società sarà delusa. I legislatori non risolveranno mai questa divisione, che verte su principi religiosi e politici basilari. Ma hanno il dovere di pronunciarsi con una chiara normativa per evitare che una situazione personale concreta si converta di nuovo nel detonatore di una crisi istituzionale dagli esiti incerti. [...] Tutti sembrano avere un’opinione su Eluana, ma non conosciamo quella che importa veramente: la sua. Il suo caso è il testimone dell’importanza del testamento biologico, e i poteri pubblici dovrebbero invitare tutte le persone affinché, nella pienezza delle loro facoltà, lascino riflesso per iscritto quale sarebbe la loro volontà se fossero vittima di una simile tragedia».
Decisamente schierati con Berlusconi – che pure dipingono sovente come uno sgradevole imbucato al pranzo di gala della nobile destra europea – ma soprattutto con la Chiesa, sono i quotidiani conservatori Abc e La Razón, ma anche in questo, soprattutto per Abc, le corrispondenze sono ben fatte e complete. Nell’editoriale di sabato, «Tutta una vita», il ragionamento etico di Abc è espresso con chiarezza: «Se, alla fine, il decreto approvato d’urgenza da Silvio Berlusconi non entra in vigore, Eluana Englaro non morirà. La uccideranno. La realtà indiscutibile è che Eluana è viva, i suoi organi vitali continuano a funzionare, ma da diciassette anni è in coma per un incidente. Non è una malata terminale né è sottoposta a accanimento terapeutico, né la sua vita dipende da una macchina extracorporea. [...] La polemica politica e giudiziaria che si è suscitata in Italia è un problema di rango minore rispetto al carattere etico, ma pure è importante, perché queste morti provocate finiscono per definire il tipo di società nel quale viviamo».
Sulla stessa linea La Razón, che domenica, nell’editoriale intitolato «In difesa della vita», afferma che «La vita è un bene morale superiore, un diritto supremo dell’individuo che non può essere violato che deve essere protetto dagli stati».
In conflitto per accaparrarsi la palma della rappresentanza del pensiero conservatore spagnolo, i due giornali scatenano anche un’inconsueta polemica fra di loro, utilizzando la vicenda di Eluana per regolare conti. Così, lunedì, Abc, del gruppo Vocento, passa all’attacco della testata avversaria, del colosso editoriale Grupo Planeta, con l’editoriale «La Razón si ispira a Abc», accusando i rivali di aver copiato il loro editoriale del giorno prima: «Abc sottoscrive punto per punto il brillante editoriale di ieri del quotidiano La Razón in relazione alla polemica suscitata in Italia dal “caso Englaro”. Non potrebbe essere diversamente perché, punto per punto, il nostro esimio collega riproduce ognuno degli argomenti espressi da Abc [...] il giorno prima». Naturalmente, è giunta anche la risposta.
Malgrado questo episodio, la vicenda di Eluana è stata seguita in genere con attenzione dai giornali e dai cittadini spagnoli. Anche se a volte, come testimonia la breve rassegna, il furore sacro ha avuto la meglio sul rispetto per il dramma vissuto dalla famiglia Englaro e per la conoscenza medico-scientifica, nessuno si è spinto a fare pubbliche affermazioni sulla fertilità di Eluana, com’è accaduto da noi, o a dare dell’assassino ai famigliari o ai medici. Oltre alle testate citate, El Periodico, La Vanguardia, El Correo e le tante, e spesso ben fatte, testate locali, hanno dedicato articoli di cronaca e aperto le loro pagine al dibattito. Al sopraggiungere della notizia della morte, tutti i siti Internet dei quotidiani spagnoli, l’hanno prontamente rilanciata come prima notizia, dando conto della fine del calvario del corpo di Eluana. Adesso, tutti si chiedono cosa succederà ancora sul fronte politico.
[pubblicato su Articolo21; foto: Peppino Englaro a una marcia per Eluana a Lecco, 16.1.08, Associazione Coscioni di Lecco, via Flickr]
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febbraio 14th, 2009 at 06:28
dietro questo velo di bontà che Berlusconi ha indossato in questa vicenda affermando che lui è per la vita, in realtà dietro c’è la sua bramosia di potere che lo spinge a violare la libertà di scelta e cura di tutti i cittadini! Persino Dio ci ha creati liberi di scegliere tra il bene e il male ma lui, il cavaliere, ci vuole costringere a seguire una terapia massacrante nel nome dell’amore. Ma quale amore puó capire uno che se ne frega dei poveri, dei disoccupati, dei precari… e pensa solo a scopare!!!
marzo 7th, 2009 at 13:04
NON CREDO CHE BERLUSCONI ABBIA BISOGNO DI QUESTO PER FARSI PUBBLICITA’…PER QUANTO CONCERNE LE SCOPATE LE HA FATTE CON TE, FORSE ?INVECE DI DIRE DIMOSTRA CHE NON SONO PAROLE, CHIAMA UN CRONISTA E FAI LO SCOOP!
aprile 21st, 2009 at 14:49
chiesa:da che pupito parte la predica.Inquisizioni massacri
Berlusca:alleato di busc nell’aggresione all’irak massacri
aprile 22nd, 2009 at 19:16
confermo
paolo