I terroristi uccidono a Maiorca
Due agenti morti e molti feriti gravi è il provvisorio bilancio dell’esplosione che ha colpito un centro polivalente della Guardia civil vicino a Palma di Maiorca. Aeroporto, scali marittimi e porti turistici sono stati chiusi dalle autorità . Si tratta dei primi morti per terrorismo nella capitale delle Baleari.
La bomba è esplosa a Palmanova (Calvià ) una località turistica costiera a meno di 10 chilometri da Palma di Maiorca, alle 13.50 di oggi. La zona dell’esplosione è molto frequentata anche per la presenza di un ambulatorio, un ufficio postale e altri servizi pubblici.
L’ordigno era collocato sotto il mezzo militare sul quale stavano i due agenti morti, quella che gli spagnoli chiamano bomba lapa (le cui diverse varianti trovate spiegate qui). La prima delle vittime, Enrique S. di 31 anni, era nato a Burgos, dove ieri ha avuto luogo l’altro attentato, e prestava servizio da un anno a Maiorca. La seconda, di 28 anni, era ancora in periodo di formazione ed era giunta da appena un giorno alla sua destinazione. La potenza della bomba è testimoniata dal fatto che il corpo di uno dei due militari, dilaniato, è stato scagliato in parte sulla cima di un albero. L’ultimo tentativo, fallito, di usare una bomba lapa era avvenuto meno di un anno fa.
La bomba sembra smentire le ipotesi che l’attentato di ieri a Burgos volesse essere solo dimostrativo. Si tratta invece del probabile inizio di una campagna la cui seconda tappa, i morti di oggi, riunisce due storici obiettivi del terrorismo nazionalista basco: le forze di sicurezza e gli interessi spagnoli rappresentati dall’industria turistica.
A otto chilometri dal luogo dell’esplosione si trova, inoltre, il Palacio de Marivent, la residenza estiva della famiglia reale, che si trasferirà lì tra due giorni. L’attentato avviene quindi nel pieno del dispiegamento dell’apparato di sicurezza che accompagna gli spostamenti dei membri della famiglia reale – proprio a Maiorca il re è stato obiettivo di due falliti attentati dell’Eta – il che non ha impedito ai terroristi di avvicinarsi a un mezzo della Guardia civil, che pare fosse parcheggiato lì da circa tre ore, e posizionare l’ordigno, il cui meccanismo si attiva quando il veicolo è in movimento, tramite sistemi automatici o comandi a distanza. In questo caso quando i militari si accingevano al cambio turno.
L’esplosione coincide anche coll’anniversario degli attentati di 18 anni fa. Allora due autobomba esplosero a Maiorca, ferendo un bambino, figlio di un militare, e un caporale dell’arma, mentre una terza non funzionò. Per quegli attentati, José Luis Urrusolo Sistiaga, membro del comando Ekaitz, venne condannato a 41 anni di carcere.
Per ordine del ministero dell’Interni, l’aeroporto di Palma e tutti gli approdi turistici sono stati chiusi. Evidentemente le autorità ritengono che i terroristi possano trovarsi ancora sull’isola. Facile immaginare le conseguenze sul turismo, se si pensa che nel periodo estivo quello di Palma diventa lo scalo europeo col maggior traffico turistico e frequenza di voli.
[le immagini, i resti del mezzo esploso e un militare della Guardia civil di servizio nella zona di contenimento, sono tratte da questa galleria di Publico.es]
da Igliff
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luglio 31st, 2009 at 13:09
Un grafico aggiornato agli ultimi risultati dei rilievi degli inquirenti, fatto da El PaÃs, lo trovate qui.