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Così i rapper cantano il ghetto di Madrid

el-sr-rojo-sesion-hiphop-en-viniloI rapper di tutte le metropoli occidentali sono i cantori del “ghetto”, della vita al margine. Anche Madrid ha i suoi valenti rappresentanti, gente che sogna di vivere delle proprie rime, o che il lavoro ce l’ha proprio a stretto contatto con gli emarginati. Nelle loro canzoni trovano spazio le storie che non guadagnano le prime pagine, che al massimo riempiono quelle della Nera. Il rap oggi è un clichè, ma è anche una cartina tornasole, che la dice lunga su qualità di vita e integrazione nelle grandi città. Capofila di questo movimento suburbano madrileno è El Sr. Rojo che, quando è il signor Mario Gaitán è psicologo e lavora nelle comunità di recupero per tossicodipendenti. Canta del suo quartiere, Embajadores, il barrio, più multietnico di tutta la capitale. Qui vive gente di tutto il mondo, per lo più sono operai e i palazzi sono così vecchi che qualcuno è tenuto su con le travi di ferro. Un’altra stella del firmamento rapper è Wyz Montecristo, che si dice diverso dal resto degli artisti rap spagnoli: cantare l’esclusione per loro è una vocazione. Anche gli Hermanos Herméticos, cantano l’odio e amore per la loro città. La denuncia del marcio nella città, non trova altro motivo che l’amore incondizionato.
Il 2 dicembre saranno tutti alla Sala Boite, Calle Tetuán, 27, per presentare l’ultimo lavoro di El Sr. Rojo “Seguimos perdiendo” e a cantare le loro rime, come in una galleria fotografica, dicono.

Questo video è un po’ vecchio, ma rende bene l’idea.

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nov  09
25
alle 06:21
da Laura


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