Contro il toro di Coria proibito infierire con le frecce
Da quest’anno il comune di Coria, nella provincia di Cáceres, nel cuore della nazione, quasi al confine con il Portogallo, ha proibito che contro il toro agonizzante infieriscano gli spettatori con il lancio tradizionale di frecce e spilloni. Solitamente sparate con le cerbottane, queste freccette sono di fattura artigianale, le preparano le donne, decorandole di pezzetti di carta colorati, per il divertimento di tutti. Si sparano contro l’animale impazzito, e i testicoli sembra fossero il bersaglio prediletto. Ieri, durante la festa di San Juan, quando tutta la Spagna celebra l’arrivo dell’estate, a Coria, a scacciare il freddo dell’inverno trascorso è stato il sangue del toro. L’animale ha corso
per le strade del paese dalla mattina presto fino alla notte quando la morte lo ha liberato dal supplizio dell’agonia. I paesani si sono riversati fuori dalle case per assistere allo spettacolo del toro che lotta contro la morte, cercando invano di sfuggire alla trappola che gli è stata tesa. La gente lamenta d’essere stata privata della parte più succulenta dello spettacolo, quella partecipativa. E tengono tanto a questa festa da assicurare, che chi l’ha vissuta, ritornerà per viverla un’altra volta. Nel mirino degli ecologisti anche altri paesi, dove la tradizione del toro mantiene il suo carattere più cruento. Io non ho ancora assistito a questo rito, né ho letto Hamingway, non mi piace in assoluto l’uso della forza ad armi impari, ma sarebbe ipocrita negare in assoluto la fascinazione che esercita il lato barbarico dell’essere umano.
da Laura
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di Laura il 01/1/70
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luglio 11th, 2009 at 22:31
Vorrei capire a cosa hanno ridotto esattamente la festa, visto che la tradizione prevedeva per l’appunto l’uso dei dardi. Ad ogni modo, il toro corre da notte fonda all’alba, non viceversa (proprio non potrebbe essere altrimenti). Poi c é ne é un altro nella stessa giornata, più tardi.
Quello che tu chiami il lato barbarico é la nostra parte autentica, quella il moderno benessere tende a comprimere sotto una coltre di benpensiero da mammolette.
Vedrò la fiesta, prima o poi.
Il tuo intervento é molto più equilibrato della generalità di cose dette in merito.
Fuerte abrazo y suerte!
F.
luglio 15th, 2009 at 12:23
Ciao Francesco, ti rispondo in ritardo che ho appena sperimentato gli effetti della dipendenza e i danni da crisi d’astinenza da rete.
In effetti le più indignate dall’ordinanza comunale erano prorpio le mamme che, tradizionalmente, si dedicano alla realizzazione delle cerbottane per sparare gli spilloni al’indirizzo di messere Il Toro.
Ora, che la violenza faccia parte del carattere umano è un dato che non va tralasciato, come il fatto che il povero toro non avesse alcuna voglia di passare le sue ultime 24h circondato da forsennati. In effetti, non si può prescindere dal ricercare l’equilibrio tra le parti nell’esprimere giudizi.