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Anche le donne spagnole avranno una moderna legge sull’aborto

Il 25 settembre il governo spagnolo ha approvato la bozza del nuovo testo della legge di regolamentazione dell’aborto. Se tutto va bene, anche le donne spagnole vedranno finalmente una legislazione che tutela il diritto all’interruzione di gravidanza.
Finisce l’era in cui la Spagna, pur con una fra le leggi più restrittive, era considerata il paradiso degli aborti in Europa. Pagando, s’intende…


g_fichero_14204_20080125Una legge che è arrivata sulla scorta delle polemiche di segno opposto. Da un lato il governo veniva duramente criticato da associazioni di medici e femministe perché in sei anni gli esecutivi Zapatero non avevano rispettato l’impegno elettorale di modificare la legge – malgrado le promesse e il rilancio all’ultimo congresso del Psoe. Anche la grande stampa, come El País, e le associazioni laiche hanno criticato l’eccessiva prudenza del governo verso la Conferenza episcopale e perfino il Congresso dei deputati lo aveva sollecitato a aggiornare la legislazione in materia. Dall’altro la chiesa e associazioni cattoliche e ultraconservatrici hanno condotto una dura battaglia preventiva con manifestazioni di piazza, che proseguirà nelle prossime settimane, contro qualsiasi ipotesi di modifica della legge attuale.

Una legge decisamente arcaica e restrittiva che autorizza il ricorso all’interruzione di gravidanza solo per gravi rischi per la salute della madre e del nascituro e che per ciò stesso si presta a arbitri e forzature. Varata nel 1985 la legge prevede il ricorso all’aborto solamente nei casi di stupro (entro 12 settimane), di gravi tare del bambino (fino a 22 settimane col parere di uno specialista), di pericolo per la salute fisica o psichica della madre (col parere di un medico senza limiti di tempo). La diffusione dell’obiezione di coscienza nelle strutture pubbliche fa sì che il 98% delle interruzioni di gravidanza avvenga nel settore privato.

Proprio la durezza della legge ha facilitato la ricerca di forzature tese ad aggirare le strette maglie della norma. La Spagna è infatti tra i paesi europei piú restrittivi eppure la mancata indicazione di tempi per l’accesso all’interruzione di gravidanza fa sì che venga considerata il paradiso europeo degli aborti. Basta che un medico certifichi la sussistenza di pericoli e l’operazione viene compiuta fino a poco tempo dalla scadenza naturale della gravidanza. Ma anche i medici che rispettano la deontologia professionale sono soggetti alle iniziative di giudici in vena di crociate antiabortiste che mandando poliziotti a seminare scompiglio nelle cliniche dove si praticano le interruzioni, tanto da costringere le direzioni sanitarie a clamorose proteste.

Insomma, un pasticcio al quale finalmente si sta mettendo rimedio con una legge ispirata alle più moderne legislazioni europee.
Il governo non ha cambiato praticamente nulla del testo e resta anche la parte tanto discussa dell’accesso alle minorenni senza il consenso dei genitori. Una norma prevista da tutte le lgislazioni più evolute, compresa quella italiana, che permette alla minorenne di rivolgersi al giudice tutelare per garantirsi sia la riservatezza in famiglia che la tutela dei diritti della persona in relazione con le strutture sanitarie. Naturalmente, i giornali italiani che hanno titolato sul tema hanno quasi tutti omesso che anche in Italia si può.

La novità sostanziale della nuova legge è che viene sancito il diritto all’interruzione di gravidanza e stabilito un sistema per tempi, come il nostro. Le donne potranno abortire liberamente fino alla 14ª settimana di gravidanza, dopo aver ricevuto assistenza, ascolto e tutte le informazioni mediche e psicologiche sulle conseguenze della scelta; fino alla 22ª in caso di grave pericolo per la salute della madre o in presenza di gravi anomalie fetali; giungendo anche oltre la 22ª, in caso sopraggiunga una diagnosi di malattia grave e incurabile del feto, ma in questo caso è necessaria l’istituzione di un comitato clinico che emetta un parere.

La vicepresidente del governo, Maria Teresa Fernández de la Vega, ha detto che il governo è disposto a ascoltare tutti in parlamento, dove questa settimana arriverà la bozza del testo di legge. Sperando che questo non determini uno stravolgimento del testo attuale.

[foto: manifestazione per una nuova legge sull'aborto a Madrid nel gennaio 2008]

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set  09
28
alle 07:16
da Igliff


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