Voto a lutto per Isaías
Oggi gli spagnoli votano, ancora una volta colla morte negli occhi dopo l’assasinio di Arrasate Isaías Carrasco, venerdì scorso. Un’altra campagna elettorale sospesa prima della fine, questa volta dal terrorismo dell’Eta.

Isaías Carrasco era di famiglia operaia, aveva 42 anni, tre figli, era stato consigliere comunale socialista di Mondragón (Guipúzcoa) ed era un casellante autostradale.
Un bersaglio facile per i giovanissimi assasini dell’Eta, la cui rete è troppo debole per colpire bersagli importanti ma riesce ancora a mettere insieme mani e pistole per uccidere innocenti.
E più che all’11 marzo 2004 la memoria va all’omicidio di Miguel Ángel Blanco, giovane consigliere popolare di Ermua (Vizcaya), ucciso dall’Eta nel ‘97. Lo rapirono, chiesero una impossibile liberazione di prigionieri e gli spararono due colpi in testa. La reazione popolare fu immensa e portò alla nascita del Foro di Ermua, l’unione dal basso di persone di diversa appartenenza politica contro il terrorismo. Un’esperienza ora esaurita che ha accompagnato una presa di coscienza definitiva della società spagnola rispetto al terrorismo.
E oggi gli spagnoli votano. La figlia più grande di Carrasco, Sandra, ha chiesto di non manipolare la memoria del padre, che è «morto per la libertà e quelli che lo hanno ammazzato sono dei codardi hijos de puta. Chi vuole esprimere solidarietà, che voti», ha affermato.

E l’affluenza alle urne è buona. Alle 15,00 aveva votato il 40,46% (41,02% nel 2008); alle 18,00 il 61,01% (63,02%). Non come quattro anni fa, quando il voto fu anche una grande cerimonia civile di omaggio alle vittime delle stragi di Madrid e di rifiuto del terrorismo, ma alta.
Per seguire il voto, vai qui.
da Igliff
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