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Lo Zapatero secondo è giovane e donna

Qual è la fotografia che rappresenta meglio il nuovo governo Zapatero? Quella di Carmen Chacón, 37 anni, in avanzato stato di gravidanza, che nell’estate sarà il primo ministro a partorire durante l’incarico? Oppure quella di Bibiana Aido, ministra dell’Uguaglianza, 31 anni, la più giovane della storia spagnola? O una bella foto di gruppo, con tutti i ministri sulle scale della Moncloa, e che si noti bene come le ministre, nove, siano una più dei colleghi uomini?

Ma ce ne sono anche altre di foto possibili. Quella di Celestino Corbacho, per esempio, amministratore locale catalano ma non catalanista e ora nuovo ministro del Lavoro e immigrazione, che promette maggior severità con immigrati regolari e irregolari. O il ritratto di Rafael Simancas, consigliere economico di Zapatero e agnello sacrificale nelle scorse elezioni per il comune di Madrid, che ora, come ministro dell’Industria, turismo e commercio va a insidiare il potere finora assoluto del secondo vicepresidente economico del governo, Pedro Solbes. Il quale da Washington chiarisce: «Il vicepresidente sono io. Spetta a me prendere le decisioni di politica economica».
Ma anche le foto degli assenti, possono dire molto. Jesus Caldera, per esempio, ex ministro degli affari sociali, uno dei più fedeli alleati di Zapatero, colui che lo ha introdotto nel gruppo socialista quando era il più giovane deputato delle Cortes e ha garantito per lui quando si candidò alla segreteria del partito, affiancandolo poi nei primi quattro anni di governo. Caldera non c’è più, come non c’è Soledad López, la prima donna segretaria di Stato della Difesa. Che il dicastero potesse toccare a una donna si mormorava da tempo e tutti pensavano a lei, ma Chacón è una delle figure su cui Zapatero ha puntato da tempo, è forte dei tanti seggi conquistati in Catalogna e, tra gioventù e gravidanza, presenta un valore aggiunto simbolico incomparabile.
Alcuni segni sono significativi. La rappresentanza dei catalani in ministeri chiave si spiega con la forza del Partit dels socialistes catalans (Psc), che ha ricevuto dagli elettori il mandato a far uscire la Catalogna dalla crisi di sistema che l’attanaglia, e che pesa duramente sulla capitale Barcellona: assieme ai seggi che hanno contribuito al secondo mandato di Zapatero si tratta di una sfida alla quale rispondere, se si vuole investire sul futuro. La nomina di Simancas ci dice invece che Zapatero non vuole dipendere dal solo Solbes in economia, ma che ritiene che il confronto tra le diverse soluzioni è bene che avvenga nella comune condivisione della responsabilità di governo, per non rischiare pericolose contrapposizioni tra partito e esecutivo, come quelle che contraddistinsero i governi di Felipe González.
Per noi, che votiamo con questa legge elettorale e in questo quadro politico, la fotografia che ci ipnotizza, però, dovrebbe essere quella di un paese nel quale il sistema elettorale e i regolamenti consentono alla politica di fare il proprio mestiere: presentarsi alle elezioni, vincere e governare, anche in minoranza, senza essere prigioniera di logiche di coalizione o priva di reali strumenti di governo. Per poi essere giudicata dagli elettori, alla fine del mandato, sulla scorta delle cose fatte e non fatte. Un paese, insomma, che non è il nostro.

[foto efe: Zapatero con le sue nove ministre]

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apr  08
14
alle 09:25
da Igliff

Ultimo commento:

di il 01/1/70

L'hanno passata pure loro: ragazze sempre più giovani, cooptate dai vertici in posti sempre più...


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2 Commenti to “Lo Zapatero secondo è giovane e donna”

  1. Margherita dice:

    Zapatero sempre più lontano. Noi al massimo abbiamo vallette in politica, giovani sì, ma così scadenti che neanche in tv sono potute restare. Oppure gente tipo Mussolini e Santachè che hanno provato ad entrare in tv ma con ancora più scarso successo della Garfagna.

  2. Anonimo dice:

    L’hanno passata pure loro: ragazze sempre più giovani, cooptate dai vertici in posti sempre più in alto ma con nessun reale potere nel partito (ogni riferimento alle capolista postadolescenti del Pd è decisamente voluto).

    Poi la crisi profonda, due governi Aznar di seguito… Alla fine l’arrivo di Zapatero che ha cominciato a fare più sul serio, investendo sulle persone, realmente, non senza commettere qualche errore, naturalmente.

    Da noi, in genere, si predilige la via berlusconiana della donna giovane ciliegina sulla torta. O quella veltroniana. Ma la società corre e si dovranno adattare, prima o poi.

    Bello il sito a cui collabori e del quale ci hai messo il link. Ma a me è piaciuto molto il tuo personale che linko io, consigliando un giro agli iberonauti.

    http://visionet-art.blogspot.com/

    Ciao e a presto

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