La Sala dei Diritti Umani di Barceló
Una caverna dai cui soffitti scendono stalattiti multicolori.
La nuova Sala dei Diritti Umani e dell’Alleanza di Civiltà del Palazzo delle Nazioni di Ginevra, opera di Miquel Barceló.

Tutto inizia nel 2005, quando le Loro Maestà , Don Juan Carlos e Doña SofÃa, durante la loro visita al Palazzo delle Nazioni si impegnano con l’Onu a realizzare un intervento artistico nella sede.
Il ministero degli Affari esteri fondò quindi nel 2007 la Onuart, fondazione con capitale al 60% privato, che venne incaricata del Progetto Sala XX (dalla vecchia denominazione numerica dell’enorme sala di 2mila metri quadrati). Si decise di intitolare la sala ai Diritti umani e all’Alleanza di civiltà (in omaggio al progetto omonimo della politica estera del governo Zapatero).

Barceló ha iniziato i lavori nel settembre 2007, intervenendo su 14mila metri quadrati di superficie. Sono durati nove mesi e sono costati 20 milioni di euri, ma la cifra si riferisce all’intervento complessivo, mentre quello artistico rappresenta circa il 20% del totale.
La cosa ha comportato anche una polemica, perché mezzo milione apportato dal governo spagnolo sarebbe stato prelevato dai Fondi per lo sviluppo. Il rappresentante spagnolo presso l’Onu, Javier Garrigues, che è anche vicepresidente della Onuart, è dovuto intervenire ieri a Ginevra per chiarire i fatti, affermando che quei soldi non sono stati messi a bilancio come aiuti allo sviluppo e aggiungendo, ineffabile, che comunque dare finanziamenti per i diritti umani è equiparabile per legge agli aiuti allo sviluppo.
[foto di Agustà y Antonia Torres, Fondazione Onuart/Agenzia EFE]
da Igliff
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