3 – L’economia
«Rallentamento», «decelerazione», «periodo di riflessione», sono gli eufemismi finora usati da Zapatero per non pronunciare la parola crisi. Al congresso, Zapatero si è spinto a dire che ci sono «seri» problemi economici.
È vero, anche per la locomotiva spagnola la crisi è alle porte. Alla congiuntura internazionale – prezzo dell’energia e crisi dei mutui subprime – si aggiunge la strutturale debolezza dell’economia spagnola, la cui floridezza si poggia anche sul lavoro deregolato, sulla speculazione immobiliare e su alti consumi di beni e servizi dettati dalla crescita.
Il sorpasso del Pil pro capite spagnolo su quello italiano è un dato, oltre che discusso, solo relativamente significativo. La Spagna continua a avere un’industria debole e non competitiva, a esportare poco e a importare molto. In compenso, più che da noi, investe in opere di ammodernamento strutturale. Ora che il settore immobiliare è entrato in crisi, e non poteva essere altrimenti, il paese coi cittadini più indebitati d’Europa quanto a mutui per la casa vede l’aumento della disoccupazione nel settore, una contrazione dei consumi e costruttori che si inventano meccanismi di svendita per piazzare le centinaia di migliaia di vani in eccesso. La speculazione edilizia vuol dire anche diffusione della corruzione, distruzioni ambientali e accumulazioni di fortune economiche che non vengono reinvestite nel ciclo produttivo: questo è un altro argomento ma va perlomeno accennato perché influisce sulla debolezza del sistema.
Le cose peggioreranno e la Spagna sta cominciando ora a fare quegli indispensabili investimenti in ricerca, colpevolmente rimandati per decenni.
da Igliff
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