elezioni

¡Zapatero, presidente!

I Seggi delle nuove Cortes:
Psoe: 169 (164);
Pp: 154 (148);
CiU: 10 (10);
Iu: 2 (5);
Erc: 3 (8);
UpyD: 1 (-);
Votanti: 24.337.187; 75,35% (75,66%)
[99,52% seggi scrutinati; fonte e altri dati: ministerio de Interior]

Zapatero vince e cresce ma non sfonda, il Pp regge, alta la partecipazione. Ancora una volta la democrazia spagnola concede un secondo mandato al capo del governo. Nove seggi su dieci ai primi due partiti.

Oltre 24milioni di spagnoli, il 75,35% degli aventi diritto, si sono recati alle urne per votare. Ancora una volta colla morte negli occhi, dopo l’assassinio di Arrasate Isaías Carrasco, venerdì scorso. Un’altra campagna elettorale sospesa prima della fine, questa volta dal terrorismo dell’Eta, quattro anni fa per le stragi di Madrid che uccisero 191 persone.

Zapatero si conferma presidente, il Psoe aumenta i seggi alle Cortes, ne aveva 164 e arriva a 169, ma non ottiene la maggioranza assoluta. Il Pp perde ma non retrocede, guadagnando 6 seggi.

Zapatero ha parlato alla folla sotto la sede del Psoe, nella stretta calle Ferraz. Ha ricordato che Isaías Carrasco, l’ex consigliere comunale di Mondragón assassinato dall’Eta, «doveva festeggiare anche lui questa vittoria». Poi ha aggiunto che «governerà per tutti e accompagnato da tutti», probabile riferimento all’intenzione di rinnovare per altri quattro anni il monocolore di minoranza con cui ha governato finora.

Il Segretario del Pp, Mariano rajoy, per la seconda volta sconfitto da Zapatero, ha esordito davanti alla folla radunata nell’ampia calle Génova annunciando che aveva chiamato Zapatero «per fargli gli auguri per il bene della Spagna», e sottolinenado come il Pp sia il partito maggiormente cresciuto in voti, seggi e percentuale (ma per i voti non è vero).

Ma questo voto è stato anche uno «Tsunami bipartitico», che ridimensiona gli altri partiti e assegna a socialisti e popolari il 90% dei seggi. Così l’ha definito il leader di Izquierda Unida (Iu), Gaspar Llamazares, che ha rassegnato le dimissioni davanti al «fallimento» della sua coalizione, puntando il dito anche contro la legge elettorale che sottostima i partiti dal voto diffuso ma poco localizzato sul territorio.
In effetti, con un milione di voti Iu prende solo 2 seggi (ne aveva 5), contro i 3 di Esquerra Republicana de Catalunya (Erc), che ha meno di 300mila voti assoluti.

Erc è la formazione nazionalista che soffre di più (perde 5 seggi e oltre la metà dei voti), mentre i nazionalisti catalani cattolico-liberali di Convergencia i Unió (Ciu) mantengono i loro 10 seggi, pur perdendo parecchi voti (721.827 contro 835.471).

Il Partido Nacionalista Vasco (Pnv) ha 6 seggi (uno di meno), perdendo ben 120mila voti. Ma, soprattutto, i socialisti baschi sono il primo partito: è la prima volta dalla morte di Franco.

Un seggio, infine, per il Partito di Rosa Díez (UPyD), ex-socialista nemica di Zapatero e del tentativo di dialogo col terrorismo basco.

Ancora una volta gli spagnoli confermano per il secondo mandato il capo del governo. È sempre accaduto nella giovane democrazia spagnola che gli elettori concedessero ai leader il tempo di portare avanti le loro politiche. Una democrazia solida, anche perché ha regole che permettono di scegliere partiti che formano governi che possono veramente governare.

[foto: bimba che festeggia a calle Ferraz (Madrid), via flickr; Zapatero nel discorso della vittoria, pure]

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mar  08
10
alle 01:35
da Igliff

Ultimo commento:

di Tanoka il 01/1/70

Ciao Igliff, España va bien, veo.

Che roba le democrazie moderne, Izquierda Unida ha 962.000 vo...


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Un Commento to “¡Zapatero, presidente!”

  1. Tanoka dice:

    Ciao Igliff, España va bien, veo.

    Che roba le democrazie moderne, Izquierda Unida ha 962.000 voti e due seggi mentre Convergencia i Unió (Ciu) con 773.000 voti ne prende 11.

    meno male che almeno ha vinto zap..

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