politica

I dolori pre-elettorali di Zap

A due mesi dalle elezioni generali le cifre economiche danno a Zapatero qualche dispiacere. La locomotiva spagnola rallenta pesantemente nella seconda metà del 2007 ma la velocità media resta ragguardevole.

Non si può dire che a Zapatero le cose siano andate come aveva panificato.

Voleva fare le riforme (civili, sociali, autonomiche) nei primi due/tre anni di legislatura e dedicare il tempo restante alla trattativa con l’Eta.

Invece le due cose si sono sovrapposte, limitando l’impatto di provvedimenti importanti come la Ley de dependencia, fino alla rottura della trattativa da parte dell’Eta.

Il governo ha quindi spinto di nuovo su welfare e riforme ma le ultime cifre non confortano.

L’Ine, l’Istituto nazionale di statistica, ieri ha comunicato che l’inflazione ha toccato il record degli ultimi 12 anni, +4,3%.

Anche la disoccupazione cresce, per la prima volta da quattro anni.
Cifre che arrivano dopo altre che hanno descritto finora una marcia trionfale dell’economia spagnola. Adesso, il confronto elettorale sarà tra il Pp che vuole accentrare l’attenzione su questi ultimi dati, e il Psoe che presenta un bilancio di tutta la legislatura, ben più positivo.

Altra tegola, la discesa del mercato immobiliare, che molti paventano da anni come vero proprio scoppio della bolla speculativa immobiliare.

Il mercato della casa corrispose nel 2005 (l’ultimo dato che ricordo, comunque inferiore al 2006) al 14,6% del Pil spagnolo: ben la settima parte del totale (e basterebbe questo dato a ricondurre nei giusti binari le polemiche sulla forza delle economie di Italia e Spagna).
Calano le compravendite, le nuove costruzioni e l’occupazione (fino a -450mila occupati entro il 2009, secondo le stime più pessimistiche).

[foto Zapatero2008, via Flickr]

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gen  08
4
alle 06:48
da Igliff


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