Criminali contro l’umanitÃ
Franco e i suoi generali accusati di crimini contro l’umanità . Il giudice Garzón chiede le liste degli appartenenti alla falange spagnola e ordina la riapertura di 19 fosse di desaparecidos, tra le quali quella di Federico Garcia Lorca.

Baltasar Garzón irrompe nel dibattito sulla memoria storica spagnola.
Sono passati 25 anni dalla fine della Transición (il passaggio dalla dittatura franchista alla democrazia, che termina con l’insediamento del primo governo González nel 1982) e la memoria storica è al centro del dibattito spagnolo. La Transición ha permesso un passaggio alla democrazia senza rese dei conti al prezzo dell’oblio sulle sofferenze degli sconfitti repubblicani.
Ma una guerra civile feroce come è stata quella spagnola è una ferita che non si rimargina. Feroce su entrambi i bandi, ma che opponeva un governo votato democraticamente a mezzo esercito golpista appoggiato dai nazi-fascisti che ha instaurato una dittatura clerico-fascista che ha ucciso e represso per anni.
Da anni monta la ricerca delle fosse comuni dei desaparecidos di Franco (decine di migliaia di persone fucilate dopo processi sommari e seppellite in luoghi sconosciuti, dalla guerra civile a almeno la fine degli anni ‘50). Garzón, che oggi si è dichiarato competente a procedere in nome della non prescrittibilità dei crimini contro l’umanità , aveva già chiesto a Chiesa e autorità civili tutte i dati in loro possesso per valutare il numero degli scomparsi. Le sole associazioni hanno consegnato oltre 130mila nomi, scomparsi tra il ‘36 e il ‘55.
I vinti chiedono un riconoscimento, i familiari vogliono resti dei propri morti, i simboli franchisti restano nelle strade. Adesso arriva la giustizia, a riempire i vuoti della politica, con tutti i suoi limiti.
Ma costringe la Spagna a guardarsi allo specchio.
[foto flickrata da jaumed'urgell]
da Igliff
Visualizza / Lascia un commento







