Una ricetta per il vertice
Come onorare il vertice italo-spagnolo di Napoli? Rubando il ruolo a Peperosso e parlando di ciò che italiani e spagnoli amano più d’ogni cosa: il cibo. Quindi, Zucchine alla scapece!
Loro ci hanno dato tante ricette (quando le Due Sicilie erano borboniche) che noi abbiamo migliorato con le nostre materie prime. Che, diciamo la verità , sono migliori (non tutte però).

La Scapece, metodo di condimento e cottura a base di aceto e altro, deriva dalla Escabeche spagnola. Diffusa in tutto il meridione (Puglia, Calabria, Sicilia, Campania), si usa per fare ottimi piatti a base di pesce (il palombo) o verdure (le melanzane). Ma io la preferisco nella sua versione più semplice e meravigliosa: le zucchine (a Roma chiamate Concia). In effetti gli spagnoli ci hanno dato il nome, dato che già Apicio tramandò il metodo nella cottura del pesce.
Ingredienti (4 persone):
6 zucchine, olio quanto si ritiene (io dico mezza tazzina da caffè), aceto, foglie di menta (o mentuccia o romana ma non piperita), sale e aglio.
Preparazione:
Lavare e tagliare in diagonale le zucchine in rotelle dai 2mm al mezzo centimetro di spessore a seconda dei gusti. Bisogna estrarne l’acqua, quindi mettetele in un recipiente cospargendole di un cucchiaio di sale e facendole riposare per due ore, oppure mettetele su un tagliere di legno e poi al sole per un’ora almeno.
In una padella fate scaldare l’olio con l’aglio (che si potrà levare prima di friggere), friggete le zucchine a fuoco lento. Scolatele (meglio la carta da pane di quella assorbente: riciclo e efficienza!).
Distribuitele in più strati ognuno cosparso d’aceto e arricchito della menta, non tagliata ma nel caso spezzata a mano, e dall’aglio grossolanamente tagliato (c’è chi mette il peperoncino: vade retro!). Lasciate riposare finché l’aceto non venga assorbito dalle zucchine (almeno un’ora ma mia nonna le lasciava la mattinata intera).
¡Buen aprovecho!
[foto energyPICS, via Flickr]
da Igliff
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