terrorismo

La bomba di Durango

L’Eta torna a colpire, dopo piccole azioni dimostrative durante le tappe basche del Tour de France. 80 chili di esplosivo contro una caserma della Guardia civil a Durango, nel País Vasco.

Niente morti ma due feriti, molti danni e la messa in mostra di una rinnovata capacità operativa nell’attentato che alle quattro di mattina, a tre mesi dalla rottura del cessate il fuoco, ha colpito la Casa Cuartel de la Guardia Civil di Durango (Vizcaya).

Un’azione che ha richiesto l’impegno di diversi attivisti. L’autobomba era stata rubata due giorni fa sempre nella provincia vizcaina e caricata con una quantità stimata tra gli 80 e i 100 chili di esplosivo di tipo ancora da determinare.
I terroristi si sono poi dati alla fuga con un’altra vettura, affittata in Portogallo in maggio e mai restituita, che è poi stata fatta esplodere per cancellare le tracce.

La dinamica dell’attentato

Così il direttore della Guardia Civil e della Polizia, Joan Mesquida, ha ricostruito gli avvenimenti.
Il furgone, un Citroen C-15, è arrivato alle quattro del mattino guidato da un uomo incappucciato che lo ha parcheggiato, in modo che l’onda espansiva dell’esplosione investisse la caserma, poi è salito su un’altra auto con un complice al volante che si è dato alla fuga.

L’agente di guardia di turno ai monitor di sicurezza si è accorto della manovra e ha invano tentato di azionare i dispositivi di disturbo dei segnali radio che, in casi come questi, dovrebbero impedire la comunicazione tra i detonatori e gli ordigni, ma non ha fatto in tempo e la vettura è esplosa.

Come sempre, nei casi di attentati contro forze di polizia e militari, non vi sono stati avvisi preventivi.
I due agenti feriti sono stati dimessi in breve tempo e sono tornati in servizio.
50 minuti dopo l’attentato la vettura della fuga è stata data alle fiamme.

La caserma era già stata oggetto di attentati con bombe e lanciarazzi negli anni ‘80, oltre che di attacchi con molotov da parte di radicali fiancheggiatori dell’Eta.

L’annuncio di Rubalcaba e il quadro politico

Proprio ieri il ministro degli Interni, Alfredo Pérez Rubalcaba, aveva dichiarato a Cadena Ser che l’Eta avrebbe tentato di compiere azioni fino a che non fosse riuscita nel suo intento. Adducendo come dimostrazione il silenzio di Batasuna, considerato “il peggior augurio”.

Il Psoe pretende una chiara condanna dell’attentato da parte di Batasuna, che per ora tace, così come l’Alleanza nazionalista basca (Anv), la lista nazionalista di sinistra vicina all’illegalizzata Batasuna che si era presentata alle ultime elezioni.

La vicepresidente del governo, María Teresa Fernandez De la Vega, ha richiamato «l’efficienza della polizia, dei giudici e la fermezza dei democratici». Per i popolari, Ángel Acebes ha dichiarato che i terroristi «devono perdere la speranza di ottenere qualcosa».

[foto EFE via El País]

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ago  07
24
alle 05:38
da Igliff


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