Divorzio alla spagnola
Sì, vabbeh, i commenti li avete già sentiti. E il grido d’allarme pure: «La legge sul divorzio rapido di Zapatero aumenta esponenzialmente i divorzi!». Naturalmente, non è vero.

Ha cominciato Alfredo Mantovano, di An. «Quando, con riferimento ai temi che interessano la famiglia e i diritti dei figli, si parla di “zapaterismo” per identificare una deriva di dissoluzione e di spappolamento, c’è chi fa il sorrisetto, quasi a sottolineare una esagerazione. Poi vengono fuori dati come quelli del “divorzio express” (dal 2005 al 2006 in Spagna + 330% rotture dei matrimoni, grazie a una legge introdotta da Zapatero) e si constata che le critiche sono squilibrate per difetto, non per eccesso».
I dati sono quelli diffusi dall’Instituto Nacional de EstadÃstica. Naturalmente, Mantovano ha detto una sciocchezza e ci dispiace sia incorso nella svista.
Gliel’ha fatto notare Chiara Lalli, docente di Logica e Filosofia della Scienza alla Sapienza e membro del consiglio generale dell’associazione Coscioni.
La cifra si riferisce ai matrimoni che hanno meno di un anno, non ai matrimoni in genere. Ma neanche la Lalli ha dedotto dalle cifre quanto c’era da dedurre.
Anche i divorzi in genere sono aumentati, del 74,3%, mentre le separazioni sono diminuite del 70%. Questo vuol dire semplicemente che la legge funziona.
L’idea era che lo Stato non può fare il tutore moralisteggiante dei cittadini, come avviene con l’obbligo di far passare anni prima di passare dalla separazione al divorzio: i cittadini sono degli adulti e lo Stato si deve limitare a sancire la loro decisione, senza richiedere spiegazioni, giustificazioni o imporre tempi per possibili ripensamenti.
Gli spagnoli quindi non devono aspettare due anni di separazione (-70%) ma accedono direttamente al divorzio che ottengono in circa sei mesi (+74,3%): se non ci si deve separare si accede direttamente al divorzio. La differenza risiede probabilmente nel triplicarsi dei divorzi nei matrimoni con meno di un anno di anzianità , che alla fine incidono per poco più del 4% del totale.
Come allegato speciale della sezione umorismo vi omaggio della simpatica rivendicazione ideologica delle politiche reazionarie e omofobiche della fu Cdl, con la quale Mantovano ha concluso il suo sballato raid statistico.
«Se ciò non si è ancora verificato in Italia, nonostante gli sforzi della Sinistra di introdurre i Dico, il testamento biologico e le norme sull’omofobia, non è stato frutto del caso: è perché larga parte del Centrodestra si è opposta dentro e fuori le sedi parlamentari. Se a qualcuno venissero dubbi sull’opportunità di questa resistenza il film di ciò che accade a Madrid è lì, pronto a dissolverli».
da Igliff
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