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Bollettino del mare. Si muore, tra le sponde del Mediterraneo

Alle Canarie il naufragio di un barcone con un centinaio di persone a bordo: 48 in salvo gli altri dispersi. Nelle Baleari si inaugura una nuova rotta della disperazione. In Italia due naufragi tra la Libia e Lampedusa: quattro morti, tra cui un bimbo, e una decina di dispersi. Poi, uno sbarco a Lampedusa di 259 persone, un peschereccio dirottato e diversi barconi alla deriva nel Canale di Sicilia.

È la routine dell’estate. Il mare è calmo, i viaggi si moltiplicano, le tragedie anche.

90 miglia a largo delle Canarie un cayuco con un centinaio di persone a bordo viene avvistato da un aereo e scattano i soccorsi in condizioni di mare avverse. Due imbarcazioni del Salvamento maritimo, El Conde de Goldomar e il Luz del Mar, accostano il natante dando la prima assistenza, aspettando che le condizioni migliorino e giungano altre imbarcazioni di soccorso. Secondo il delegado del gobierno en Canarias, José Segura, paura e stanchezza fanno crollare i nervi dei naufraghi, alcuni si alzano in piedi sbilanciando il natante e una delle onde di quattro metri che imperversavano nel tratto di mare lo rovescia. Almeno 50 i dispersi.

Una decina di emigranti clandestini sono stati arrestati a Majorca, nel comune di Llucmajor, nella parte meridionale dell’isola. Si erano fatto notare chiedendo soldi per arrivare a Palma.
È il sesto sbarco di piccole imbarcazioni della stagione. Secondo le autorità le Baleari sono il terminale di una nuova rotta tra Africa e Spagna.

In Italia, due naufragi ieri. Un barcone a 187 miglia a sud di Lampedusa, in acque libiche, soccorso dal peschereccio italiano Monastir. Recuperati 14 naufraghi e un cadavere. 11 persone sarebbero disperse. Nell’altro naufragio, a 40 miglia da Lampedusa, 22 persone salvate e quattro morti tra i quali un bambino.

Oggi, a Lampedusa, uno sbarco di 259 persone a bordo, tra cui 16 donne. Si aggiungono al centinaio giunti ieri. Poi, un peschereccio tunisino sarebbe stato assaltato a una cinquantina di miglia da Lampedusa da un gruppo di clandestini e dirottato verso l’isola.

Infine, nel canale di Sicilia sono segnalati almeno cinque barconi, con a bordo un numero imprecisato di persone tra cui due bambini. Le imbarcazioni starebbero tra le 35 e le 50 miglia a sud di Lampedusa. Uno dei natanti, con il motore in avaria, è alla deriva e imbarcherebbe acqua. La Capitaneria di porto di Palermo ha fatto scattare i soccorsi.

Spagna e Italia sono le porte d’accesso all’Europa. Confini che attirano i migliori nella loro fuga dalla miseria, dalle carestie e dalle guerre. Perché chi parte è il più forte, il più giovane: la migrazione ipoteca sempre il futuro delle nazioni abbandonate. In molti vengono intercettati e rimpatriati, altri muoiono.

Secondo Paolo Artini, responsabile della sezione italiana dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Acnur), negli ultimi dieci anni sono morte almeno 10mila persone.
In un’intervista rilasciata alla Süddeutsche Zeitung ha quantificato in circa 120mila le persone che affrontano i pericolosi viaggi. A morire di più sono donne e bambini. «Solo davanti alle coste siciliane a giugno sono morte 210 persone»

[foto informativos.telecinco]

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lug  07
19
alle 04:59
da Igliff


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