arti

Ricordi la movida?

Erano gli anni ’80. Alla tetra compostezza di quella dittatura feroce e clericale che fu il franchismo gli (allora) giovani spagnoli reagirono suonando, dipingendo, riprendendo, festeggiando, drogandosi, creando, festeggiando, festeggiando e festeggiando.

Il centro di tutto era la movida madrilena. Almodovar era un ragazzetto cinefilo, i Radio futura strimpellavano in cantina, Kiko Veneno scopriva che con la chitarra oltre al flamenco si poteva suonare il blues, i giovani socialisti di Siviglia guidati Felipe González facevano del Psoe il partito egemone della sinistra spagnola.
Adesso, uno è regista da oscar, gli altri si sono sciolti e fanno tante cose, Kiko continua a suonare e Felipe pota bonsai e disegna gioielli.
Così va la vita. Ma invece di lamentarsi che la movida sia finita nei musei meglio godersi le tracce di quegli anni dissipati, vitali e creativi.
Grafica, sculture, dipinti, fotografia, riviste, moda, copertine di dischi, concerti, proiezioni, tavole rotonde. Tanti autori, troppi per nominarli, andate a vedere e basta, se siete a Madrid.

La Movida: Artes plásticas alla Sala Alcalá 31. Consejería de Cultura y Deportes fino al 21 gennaio, gratis.
Programma.
(immagini: Guillermo Pérez Villalta, Escena. Personajes a la salida de un concierto de rock, 1979, olio su lenzuolo, 250 x 180 cm)

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dic  06
13
alle 12:52
da Igliff


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