Cultura, cinema, italia/spagna, media

Torna CinemaSpagna (con la Nueva ola latina)

Torna a Roma CinemaSpagna e porta la Nuova onda latinoamericana. La VI edizione si tiene al cinema Farnese – Persol, dal 9 al 15 maggio.

cinemaspagna 2013Torna a Roma, dal 9 al 15 maggio, il Festival del cinema spagnolo. Questa sesta edizione, oltre alle consuete e attese anteprime, agli incontri con autori e interpreti, alle rassegne di cinema di qualità delle passate stagioni, a percorsi ragionati nel cinema in lingua spagnola, a una esauriente panoramica della ‘Nueva ola’ del cinema spagnolo, ci porta in dote anche la ‘Nueva ola latinoamericana’, una rassegna di cinema contemporaneo del ‘nuovo mondo’, con bei titoli che difficilmente troveranno distribuzione in Italia.

Il programma, curato come sempre dai fondatori Iris Martín-Peralta e Federico Sartori, presenta diversi appuntamenti da non mancare.

A partire dal film di apertura, Blancanieves, di Pablo Berger. La pellicola, muta e in bianco e nero, in omaggio al cinema di quegli anni e all’opera di Erich von Stroheim – nulla a che vedere con The Artist – è ambientata nella Siviglia degli anni ‘20 e inserisce la fiaba dei fratelli Grimm nel contesto di flamenco, drammi famigliari, arte taurina e circhi erranti, al servizio della narrazione della storia di una ragazza che sogna di fare la torera. Il film ha incantato il Festival di Toronto, vinto il Premio speciale della giuria all’ultimo festival di San Sebastian e trionfato nei Premi Goya, aggiudicandosene ben 10, tra cui Miglior Film, Miglior Sceneggiatura e Miglior attrice emergente, per Macarena García che nel cast affianca Ángela Molina y Maribel Verdú. Macarena García, che è attrice, cantante e ballerina, accompagnerà di persona la pellicola in sala.

La Nueva Ola, sezione principale del festival, presenterà le produzioni spagnole più recenti. Tra i film presentati in questa sezione, il thriller poliziesco Grupo 7 di Alberto Rodríguez con Antonio de la Torre, Mario Casas e Inma Cuesta, ambientato nella Siviglia pre-Expo 1992, mentre la polizia si incarica di ripulire, con metodi poco ortodossi, la città.
El mundo es nuestro, è un progetto di Alfonso Sánchez che porta sul grande schermo una web-serie di successo che narra della tragicomica avventura di due improvvisati rapinatori. Cinema di genere che nasce dalla rete. In Spagna lo fanno.
De tu ventana a la mía, opera prima di Paula Ortiz che narra le storie incrociate di tre donne che in tempi diversi lottano per riaffermare la propria identità.

Tra gli ospiti attesi, il regista Xavi Puebla, che presenterà il suo terzo lungometraggio A puerta fría, interpretato, tra gli altri, da María Valverde e Nick Nolte, e il suo ultimo cortometraggio Cartas desde la locura (Lettere dalla follia), sulle lettere scritte dalla scultrice Camille Claudel durante gli ultimi anni di vita in manicomio (questa proiezione si terrà venerdì 10 alle 12,00 presso la Reale Accademia di Spagna – ingresso gratuito).

Il consueto omaggio al cinema italo-spagnolo sarà quest’anno la proiezione de El verdugo (in italiano La ballata del boia), di Luis García Berlanga, sceneggiato da Rafael Azcona ed Ennio Flaiano, con Nino Manfredi come protagonista. Premio FIPRESCI a Venezia 1963, El verdugo è uno dei massimi esempi della commedia nera spagnola.

La retrospettiva è Locos ‘80, dedicata agli anni della Movida, e presenta tre pellicole oramai storiche:: Labirinto di passioni, di Pedro Almodóvar; Ópera prima, del futuro Premio Oscar Fernando Trueba, e La línea del cielo (Skyline), di Fernando Colomo, autore fondamentale di quel cinema, da noi pressoché sconosciuto.

La novità di questa edizione è La Nueva Ola Latinoamericana – L’immagine assente, nata con l’obiettivo di recuperare film importanti del continente Sud-Americano che in Italia non sono passati se non in rare e rapide eccezioni. Il regista colombiano Ciro Guerra presenterà il film di chiusura del festival, Los viajes del viento. Altri titoli in programma, gli argentini El estudiante, di Santiago Mitre, astro nascente del nuovo cinema indipendente argentino, film inedito in Italia e già vincitore del Gran Prix della Giuria a Locarno, e l’anteprima Infancia clandestina di Banjamin Ávila in uscita a giugno e titoli considerabili ‘di culto’, come Ratas, ratones, rateros (Roditori) di Sebastián Cordero (Ecuador 1999) o il messicano El violin di Francisco Vargas (2006).

Infine verrà proiettato il cortometraggio di animazione Arrugas, di Ignacio Ferreras, presentato nella scorsa edizione in anteprima assoluta. Il film, che affronta con grande delicatezza e capacità poetica il tema dell’invecchiamento senile e dell’alzehimer, attraverso l’amicizia di due anziani ospiti di una casa di riposo, inizierà anche il suo cammino nelle sale, distribuito in Italia da EXIT med!a dal 23 maggio. Che poi sono gli stessi che organizzano CinemaSpagna. In bocca al lupo!

Tutte le proiezioni saranno in versione originale con sottotitoli in italiano.
Ingresso: 6 euro (intero), 4 euro (ridotto: studenti, over-60 e il primo spettacolo di ogni fascia giornaliera) – eccetto film d’apertura (biglietto unico 8 euro). Promozione: vedi 4 film, il 5° è gratis

Ma tutto il programma lo trovate qui.

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mag  13
7
alle 05:55
da Igliff

Cultura, educazione, intervista, madrid, media, nuovi media, tecnologia

Università Open Source

A Madrid un master in Comunicazione, Cultura e Cittadinanza Digitale, gratuito e riconosciuto dalla UE. Quattordici professori hanno dato vita a un corso post laura pensato come il software libero, aperto a tutti. Una piattaforma di docenza, investigazione e intervento sociale, senza esami, ma con progetti da realizzare e seminari multidisciplinari. Un progetto didattico che è anche un ragionamento sui beni comuni

cccd master imageVíctor Sampedro è un cattedratico dalle mille risorse, professore di caratura internazionale in Opinione Pubblica e Comunicazione Politica, docente in master di Sociologia, Scienze Politiche e Comunicazione, ma anche propulsore di tavole rotonde, incontri, nonché scrittore e giornalista. L’abbiamo contattato per farci raccontare come nasce l’idea di un Master a porte aperte, come si convince un’università ad accettare di non lasciare che i saperi rimangano chiusi all’interno delle istituzioni per farli anzi circolare liberamente. Un corso post universitario pensato sul modello del software libero, che ha come obiettivo la creazione di una piattaforma di docenza, ma anche di investigazione e intervento sociale, dove gli alunni vengono valutati non sulla base di esami, ma per la loro collaborazione all’interno dei vari progetti proposti dagli stessi.

Ci può raccontare, non tanto il piano di studi, quanto come è stato pensato il master in Comunicazione, Cultura e Cittadinanza Digitale?

Si tratta di incorporare i principi della cultura aperta libera con la formazione universitaria ufficiale. Volevamo che si trattasse di un titolo ufficiale, riconosciuto dalla UE, perché nonostante i tagli e l’aumento delle tasse, evitassimo la privatizzazione di questi saperi in una università privata. Era nostra intenzione che, come con il codice aperto, i saperi impartiti fluissero liberamente nella società. Per questo motivo le sessioni dei docenti sono lezioni aperte al pubblico in generale, ritrasmesse in streaming e registrate nella Rete per essere seguite da chiunque e in qualsiasi momento.
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mag  13
2
alle 11:54
da Igliff

economia, welfare

Austerità senza fine in Portogallo

Il primo ministro portoghese annuncia un nuovo giro di vite, dopo che la Corte costituzionale ha bocciato il precedente pacchetto di tagli e misure di austerità. Ma la diligente applicazione delle misure della Troika sprofonda il paese nella recessione


PORTUGAL-AUSTERITY/Il Portogallo continua a essere un banco di prova delle misure anti crisi. La troika ha trovato nel governo lusitano un interlocutore affidabile, fedele applicatore delle draconiane indicazioni sulla riduzione della spesa pubblica, anche se le conseguenze per la popolazione hanno generato enormi proteste nel corso del 2012, quali non si vedevano dalla Rivoluzione dei garofani. Per il governo conservatore di Pedro Passos Coelho, però, la doccia fredda è arrivata col pronunciamento del tribunale costituzionale che, il 5 aprile, ha bocciato una parte delle misure dell’ultimo pacchetto anti-crisi, considerato il più duro della storia del paese.

I giudici si sono espressi su nove misure, considerandone discriminatore e incostituzionali quattro – la sospensione della tredicesima per il pubblico impiego a impiegati e pensionati, e i tagli dei sussidi di disoccupazione e di malattia – accogliendo le altre sei, tra cui un’imposta straordinaria e l’aumento della tassazione di stipendi e pensioni, in media del 30 per cento.

Il governo ha accusato la Suprema Corte di «generare instabilità» ma l’accusa appare ingenerosa, dato che già l’anno scorso alcune misure erano state bocciate e la Corte aveva avvisato il governo che alcune venivano accolte solo in considerazione dello stato di assoluta eccezionalità della crisi e del loro carattere unico e straordinario: la loro riproposizione ha determinato la bocciatura odierna, il cui mancato introito, e il costo per la restituzione dei sussidi, è calcolato dal governo in circa 1,35 miliardi (in tutto le misure valevano quattro miliardi, il 3 per cento del Pil portoghese). Il governo compenserà con altri tagli in sanità, educazione, sicurezza sociale e imprese pubbliche – e i sindacati hanno annunciato altre proteste e un nuovo sciopero generale – ma resta il dato politico della sconfessione dell’azione dell’esecutivo dal parte della Corte.

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apr  13
19
alle 12:47
da Igliff

giustizia, società, televisione

Dieci anni senza José Couso

Sono passati dieci anni dalla seconda Guerra del Golfo. E dalla morte di José Couso, teleoperatore spagnolo ucciso dal fuoco di un tank Usa nella capitale irachena

CousoJosé Couso Permuy (Ferrol, 1965 – Bagdad, 2003) era un operatore e giornalista spagnolo morto durante l’invasione dell’Iraq del 2003. L’8 aprile di 10 anni fa fu ucciso dalle cannonate sparate da un carro armato statunitense contro l’Hotel Palestine, dove si trovava. I soldati, al comando del sergente Thomas Gibson, rispondevano legittimamente secondo le regole d’ingaggio, a fuoco nemico e alla supposta presenza di un “osservatore” nemico posto sulla linea di fuoco del Palestine.

Molti giornalisti che erano lì in quei giorni non si levano dalla testa il sospetto che quell’azione terribile non fu un tragico errore ma la conseguenza, certamente imprevista e non ricercata, di un tentativo di intimidazione nei confronti della stampa internazionale da parte dall’esercito Usa.

Da allora in Spagna ci sono state indagini e processi, penali e civili, finora senza risultati, e un’inchiesta è ancora in corso. Su Gibson pende ancora un mandato di cattura internazionale della giustizia spagnola.

Wikileaks, nel 2010, ha reso pubblici i cablogrammi tra Madrid, Bagdad e Washington, rivelando i tentativi politico-diplomatici di insabbiamento della vicenda.

Lo stesso anno la famiglia di Couso ha denunciato governo spagnolo e giudici, per cospirazione in concorso con funzionari di una potenza straniera al fine di boicottare indagini e procedimenti.
La denuncia è stata archiviata.

A questo link di infolibre.es trovate un bel ricordo di Couso e le iniziative di questi giorni, per commemorarlo e chiedere giustizia.

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apr  13
5
alle 07:08
da Igliff

Casa reale, baleari, barcelona, famiglia reale, giustizia, palma de mallorca

La infanta indagata

La infanta Cristina, figlia minore di Re Juan Carlos, è stata iscritta nel registro degli indagati e chiamata a dichiarare sul “Caso Nóos”. Mai nella storia spagnola un erede diretto del re era stato indagato

infanta-cristina1--aL’indagine – parte di una più ampia iniziata nel 2009, il “caso Palma Arena”, per la quale a gennaio l’ex presidente delle Baleari, il popolare Jaume Matas, siederà sul banco degli imputati – riguarda presunti ammanchi di cassa e corruzione nell’ambito delle attività dell’Istituto Nóos, organizzazione no profit con sede a Barcellona che si occupa di sport e beneficienza, guidata da Iñaki Urdangarin, ex giocatore di pallamano e marito di Cristina, e dal suo socio di allora, Diego Torres.

Urdangarin entra nel caso nel 2011 quando il giudice José Castro indaga sull’uso dei generosi fondi pubblici concessi dal governo delle Baleari all’istituto. Non a caso tutto accade nelle Baleari, sede di un potentissimo sistema politico-economico. Il “balearismo” – catalano ma sempre avverso al catalanismo e all’indipendentismo, reazionario e filo monarchico – dalla guerra civile al franchismo e dalla transizione alla democrazia, ha accompagnato e determinato i movimenti di capitale dietro ai grandi passaggi (anche i più oscuri) della storia spagnola.

Ieri il giudice Castro, sulla scorta delle dichiarazioni di Diego Torres e di prove documentali costituite da scambi di posta elettronica tra l’infanta e suo marito, ha ritenuto Cristina di Borbone coinvolta nella trama e l’ha indagata e chiamata a dichiarare il 27 aprile (anche se un ricorso della procura Anti corruzione – che si ritiene competente nel caso – rischia di far slittare la data). [*aggiornamento* - José Castro ha annullato la convocazione, decidendo di aspettare la decisione sul ricorso presentato dal giudice Pedro Arrocha]
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apr  13
5
alle 12:31
da Igliff

giustizia, madrid, partido popular, rajoy

Il delfino spiaggiato

Le cattive compagnie di gioventù dell’astro emergente del Pp, il galiziano Alberto Núñez Feijóo, mettono in forse il progetto di Rajoy per la successione nel partito e per le prossime elezioni

Feijóo-ElPaìs-680x460Pasqua amara per Alberto Núñez Feijóo, presidente della Galizia. Nella Domenica di Resurrezione, il quotidiano El País ha pubblicato delle foto che lo ritraggono su uno yacht in compagnia di Marcial Dorado, contrabbandiere e narcotrafficante, dalla lunga carriera e una condanna definitiva a 14 anni di galera per traffico internazionale di cocaina.

Certo, son foto del ‘95. E Feijóo ha reagito con stile, facendo mea culpa per non aver investigato adeguatamente il passato del suo amico. Ma non basta. Non solo perché Dorado era già allora un discusso personaggio, né perché gli spagnoli sono esasperati dalla loro classe politica e in preda a una drammatica crisi di fiducia nelle istituzioni e nei partiti.
Non basta perché Feijóo è l’uomo nuovo del Partido Popular, la figura su cui Mariano Rajoy punta per la guida del partito e come candidato alla guida del governo nelle prossime elezioni. Una figura che ha la sua forza.
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apr  13
4
alle 12:00
da Igliff

partido socialista, politica

Rubalcaba blinda la sua segreteria

Rubalcaba rafforza il suo potere sul partito. La segreteria si blinda ma per fare cosa? L’immobilità socialista aumenta lo sconcerto e la delusione degli spagnoli per la politica

elena-valenciano-680x434Elena Valenciano, 52 anni, è la vicesegretaria generale del Psoe dal 5 febbraio, quando ha preso il posto di José Blanco. Europarlamentare dal ’99 al 2007 – sotto l’ala di Josep Borrell, presidente dell’Europarlamento nel 2004 – è stata anche portavoce del gruppo. Figlia di Luis Valenciano Clavel – liberale, scienziato con ruoli di sottosegretario nei governi dell’Ucd, il partito democristiano che guidò la transizione con gli esecutivi di Adolfo Suárez – è stata membro del comitato federale del Psoe, ha fondato e fatto parte di diverse associazioni, spagnole e internazionali, che si occupano di donne, tra le quali la European Women’s Lobby.

Proprio sulla questione delle donne ha combattuto e vinto l’ultima battaglia interna al Psoe, contro il segretario organizzativo Óscar López, nel caso della giunta di Ponferrada: una vergognosa figura per tutto il Psoe. Il partito di Ponferrada, infatti, con l’avallo della direzione regionale e della segreteria organizzativa di López, pur di andare al governo del comune della regione di Castilla y León non aveva esitato ad accettare i voti del ras locale, ex sindaco e transfugo del Pp, accusato di molestie sessuali da una sua collaboratrice. Assieme ad altre, Valenciano si era opposta fermamente al pasticcio politico e, dopo l’esplosione della vicenda sui giornali e la sconfessione dell’operazione a cui è stato costretto Rubalcaba, viene da questi eletta vicesegretaria, ricevendo poteri che mai aveva avuto il numero due del partito, in buona parte sottratti allo sconfitto segretario organizzativo.
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mar  13
25
alle 12:51
da Igliff

governo zapatero, partido popular, rajoy, società, welfare, zapatero

I diritti di Zapatero confermati in tribunale e accettati dalla società

In Spagna anche i popolari “si arrendono” al matrimonio omosessuale. Bocciato l’ultimo tentativo di cancellare la legge voluta da Rajoy. Mentre tra i ministri del Pp ce n’è già qualcuno che ha celebrato delle nozze gay

Edward Olive fotografos de bodas y retratos wedding & portrait pDopo l’approvazione della legge spagnola sui matrimoni omosessuali le manifestazioni di protesta continuarono a ripetersi per mesi. Ma a sette anni di distanza si può dire che la Spagna convive senza traumi con la nuova legislazione. Tutti i sondaggi di opinione registrano come sia il matrimonio che l’adozione sono accettate dalla maggioranza dei cittadini. Secondo i dati dell’Instituto Nacional de Estadística, alla fine del 2011 erano state celebrate 23.523 matrimoni tra persone dello stesso sesso. E ormai anche nel Partido popular sono in molti i sostenitori delle nozze omosessuali.

Il congresso dei deputati approvò la legge che permette il matrimonio tra persone dello stesso sesso il 30 giugno del 2005, con 187 voti a favore e 147 contrari, convertendo la Spagna nel terzo paese nel mondo, dopo Olanda e Belgio, dove ciò è consentito. Si tratta in realtà di una riforma complessiva del matrimonio civile nei suoi diversi aspetti, come la velocizzazione del divorzio consensuale che adesso si può ottenere in via definitiva in tre mesi, che applica una rivoluzione copernicana: l’abolizione dell’approccio di genere al matrimonio, che non unisce più un uomo e una donna ma due persone, indipendentemente dal loro sesso. L’obiettivo politico era eliminare la differenza di genere nell’accesso ai diritti di cittadinanza.
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feb  13
7
alle 12:54
da Igliff